SONIA E RAHUL GHANDI CONVOCATI DAL FISCO

India, inchiesta su presunti fondi proibiti a National Herald

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Prendendo in prestito dei termini dal linguaggio cinematografico e televisivo, è possibile immaginare gli eventi russo-ucraini come la trama principale di questa serie TV ambientata nelle nostre vite e quanto arriva dall’India come una delle side stories. E allora presentiamo i protagonisti di quella storyline, Sonia e Rahul Ghandi. Sonia Ghandi, classe 1946, è una politica indiana di origini italiane, presidentessa del Partito del Congresso Nazionale Indiano. Ha ricoperto questa carica in due mandati non consecutivi, dopo essere stata a capo anche del Lok Sabha. Il suo nome fu presentato come una delle possibili candidate alla carica di primo ministro, dopo la vittoria del suo partito alle elezioni del 2004, cui ha poi rinunciato causa l’ostracismo della politica indiana nei suoi confronti. Rahul Ghandi, di ventiquattro anni più giovane della madre, è colui che ha guidato il partito del Congresso tra i due mandati della genitrice.

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È stato anche il primo e unico vicepresidente e segretario generale del Congresso Nazionale Indiano. Il suo cognome, come per Sonia, appartiene a una delle più importanti famiglie indiane: il suo bisnonno Jawaharl Nehru, sua nonna Indira Ghandi e suo padre Rajiv Ghandi sono stati tutti e tre a capo del governo dell’India. Questi due importanti nomi della politica indiana sono finiti al centro di un’indagine dell’Agenzia del Fisco, la Enforcement Directorate. Madre e figlio sono stati convocati dall’agenzia in quanto protagonisti in negativo dell’inchiesta su presunti fondi neri. Questi pagamenti proibiti sarebbero andati ad appannaggio del quotidiano National Herald, di proprietà della sezione giovanile del partito del Congresso, la Young Indian.

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A rimbalzare la notizia è la PTI, l’agenzia di stampa indiana, che sottolinea come il fascicolo sia stato riaperto di recente dopo essere stato archiviato; il motivo risiederebbe nella verifica di potenziali irregolarità fiscale. I due esponenti della famiglia Nehru-Ghandi sono stati chiamati a testimoniare ai sensi della legge nazionale che previene e combatte il riciclaggio di denaro, problema largamente diffuso su scala mondiale. Eppure, anche la stessa Agenzia non avrebbe la “coscienza” pulita: molto spesso è stata accusata di essere la “longa manus” dello stesso governo, agendo in modo intimidatorio e minatorio contro gruppi politici e associazioni d’opposizione. A proposito dell’indagine, che pare si protrarrà per abbastanza tempo, gli agenti dell’Enforcement Directorate avevano già interrogato in qualità di testimoni Mallikarjun Kharge e Pawan Bansal, altri due leader del Partito del Congresso.

Francesco Bulzis

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