SONDAGGI POLITICI: PD CRESCE,FdI SECONDO PARTITO, SEGUE LA LEGA

Di Battista, Salvini, Meloni, Segni, Calenda

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cms_24656/sondaggi-politici-elettorali-EMG.jpgSondaggi politici, Pd cresce, FdI secondo partito segue la Lega

Il Pd primo partito davanti a Fratelli d’Italia e alla Lega secondo il sondaggio Emg per Cartabianca. Il Partito Democratico, dopo la rielezione del presidente Sergio Mattarella, guadagna lo 0,2% e sale al 21%. Fratelli d’Italia cede lo 0,2% e scende al 19,4%. La Lega perde lo 0,3% e ora vale il 18,2%. Il Movimento 5 Stelle è stabile al 14,2%, mentre Forza Italia rimane ferma al 7,2%. Azione perde lo 0,2% scendendo al 4,4%, Italia Viva rimane al 4,2%

cms_24656/dibattista_alessandroftg.jpegDi Battista: "C’era accordo per Belloni, poi Letta..."

"C’era l’accordo per eleggere Elisabetta Belloni presidente della Repubblica, poi Letta se l’è fatta sotto". Alessandro Di Battista, a Di Martedì, fornisce la sua versione da "testimone oculare" degli eventi che hanno portato all’accantonamento della candidatura di Elisabetta Belloni come presidente della Repubblica nell’elezione che ha conferito il secondo mandato a Sergio Mattarella.

"Conte si era messo d’accordo con Letta e Salvini, lo voleva anche la Meloni", dice Di Battista facendo riferimento ad un’intesa tra il numero 1 del Movimento 5 Stelle, i segretari di Pd e Lega e la leader di Fratelli d’Italia. Cosa significa ’testimone oculare’? "Avevo il telefono, mi è stato detto da determinate persone che l’accordo c’era tra Letta, Conte, Salvini e Meloni per eleggere Elisabetta Belloni. Poi è stato obiettivamente cancellato da Letta che se l’è fatta sotto. Per questo, a Conte che dice di fidarsi di Letta, io dico che di Letta non mi fido. Di Maio si è sentito con Guerini e con quella parte che voleva bocciare la Belloni, hanno provato a proseguire sulla strada della restaurazione", prosegue l’ex esponente del M5S. "La Belloni era la mia prima candidata? No. Vogliamo parlare di candidature di donne? A me sarebbe piaciuta Paola Severino. Vogliamo parlare di uomini? Nel centrodestra io avrei votato Tremonti, punto".

cms_24656/matteosalvini_sfondoblu_afp.jpgLega,Consiglio federale da mandato a Salvini per creare e allargare alleanza

"Piena fiducia e mandato al segretario" della Lega, Matteo Salvini, "di lavorare per creare, allargare e potenziare un’alleanza alternativa alla sinistra". E’ quanto emerge dal Consiglio federale della Lega, che si è svolto in via Bellerio a Milano.

A proposito delle tensioni nel centrodestra, Salvini, entrando nella sede del partito, ha sottolineato che "il centrodestra si ricostruisce, non c’è problema. Io lavoro per andare oltre, per raccogliere e andare oltre". Quanto alle critiche ricevute da Giorgia Meloni ha affermato: "Io non rispondo a chi critica, né da destra né da sinistra". Poi, a chi gli chiedeva se la sua proposta di federazione fosse aperta anche a Fratelli d’Italia, il leader della Lega ha risposto: "Io lavoro per unire, non dico mai di no a nessuno". "Ognuno fa le sue scelte, ma io non uso aggettivi che altri usano per me" ha aggiunto.

Il Consiglio federale della Lega oggi ha approvato "all’unanimità" alcuni obiettivi per i prossimi mesi individuati da Salvini e "su cui impegna tutto il partito a cominciare da ministri, governatori, parlamentari, sindaci e amministratori locali" comunica la Lega. Le proposte di Salvini riguardano il no a nuove tasse sulla casa e alla riforma del catasto, il no a nuove restrizioni e, in tema di Dad a scuola, nessuna differenziazione tra bimbi vaccinati e non vaccinati, sì un decreto urgente per aiutare famiglie e imprese col pagamento delle bollette di luce e gas, un impegno più concreto per la difesa dei confini e la lotta all’immigrazione clandestina.

Segretari cittadini, provinciali e regionali della Lega "saranno già da domani al lavoro per raccogliere nuove adesioni ed avere entro febbraio più iscritti dell’intero 2021", si aggiunge dal partito.

Nessun riferimento alle possibili dimissioni del ministro leghista Giancarlo Giorgetti durante il federale di oggi. Nel suo intervento, a quanto si apprende, il capo delegazione della Lega non è tornato sull’ipotesi emersa sabato scorso, nel corso dell’elezione di Sergio Mattarella. Né Matteo Salvini né gli altri interventi hanno dedicato passaggi alla vicenda.

cms_24656/meloni.jpgMeloni: "Italia affonda e partiti pensano a federazioni innaturali"

"L’Italia affonda nella crisi economica, le famiglie e le imprese sono in ginocchio e le nostre coste sono prese d’assalto dall’immigrazione clandestina, ma i partiti che sostengono questo governo sono impegnati a dar vita ad alleanze e federazioni del tutto innaturali pur di sopravvivere. Per quanto tempo ancora avranno intenzione di tenere in piedi questo spettacolo indecoroso?". Lo scrive sui social Giorgia Meloni.

"Il potere del popolo -assicura la leader di Fdi- è più forte delle alchimie di Palazzo. Ridiamo la parola al popolo italiano che in democrazia è sovrano".

cms_24656/segni.jpgSegni a Letta: "Enrico non lo fare, proporzionale ci porta al disastro"

Il ’padre’ del maggioritario e promotore dei referendum nei primi Anni Novanta: "Come si concilia con esigenza di governo stabile prossimo anno? E’ la soluzione opposta a ciò di cui abbiamo bisogno"

"Il Pd è nato come partito a vocazione maggioritaria e vorrei che Enrico Letta, che già era un esponente importante ai tempi del Mattarellum, mi spiegasse come si concilia il proporzionale con l’esigenza di dare un governo stabile all’Italia tra un anno". Se lo chiede Mario Segni, ’padre’ del maggioritario e promotore dei referendum che a inizio anno Novanta sancirono di fatto la nascita della Seconda Repubblica, parlando con l’Adnkronos.

Segni però la settimana surreale del Colle e la deflagrazione delle coalizioni, in modo plateale del centrodestra, non richiedono forse un ripensamento delle regole del gioco? "La macchina in realtà si è rotta non oggi ma da anni: nel 2006 con il Porcellum. Quello è stato l’atto con cui la classe politica ha rotto il meccanismo aperto dal referendum del ’93. Fu fatto da Berlusconi, dal ministro leghista Calderoli con il sostegno dell’Udc di Casini. Da lì in poi si sono susseguite soluzioni pasticciate, compreso il fenomeno vergognoso delle liste bloccate".

E il proporzionale non sarebbe un modo per uscire dai pasticci? "No ci porterebbe verso un disastro. E’ la soluzione opposta a ciò di cui avrebbe bisogno il Paese. A meno che non si decida che non gli italiani non votano per un governo ma si vota perché i partiti possano fare le loro scelte".

"La rivoluzione maggioritaria - prosegue Segni - nacque da due esigenze. La prima di arrivare finalmente a un sistema in cui il governo veniva scelto dai cittadini e la seconda di dare stabilità all’esecutivo. Il primo obiettivo è stato totalmente raggiunto: per 2 volte ha vinto Berlusconi e per 2 volte ha vinto Prodi. E la sera stessa delle elezioni si sapeva chi aveva vinto. Poi, la rottura di quel meccanismo vediamo a cosa ha portato, a un Parlamento assolutamente privo di maggioranze precostituite e una legislatura con 3 governi contradditori tra di loro".

Il proporzionale non farebbe chiarezza? "No perché non aumenta la scelta dei cittadini, aumenta solo il potere dei partiti e priva i cittadini di scegliere un governo. Se si imbocca questa strada, si va verso il disastro e non ho ancora capito le motivazioni di chi vuole percorrerla".

C’è il rischio di un ulteriore distacco dei cittadini dalla politica vista la crescita dell’astensionismo? "E’ probabile. Anche se la cause dell’astensionismo sono legate a un cambiamento totale della società, non vedo come possa appassionare il cittadino andare a votare sapendo che tanto si deciderà tutto dopo il voto e a prescindere dal proprio voto. La politica così diventa sempre più un qualcosa da addetti ai lavori o persone interessate. E’ un cammino scellerato e riconosco coerenza solo a Giorgia Meloni che ha sostenuto, in questi giorni la tesi più logica di Mario Draghi al Colle, e che resta coerente con il no al proporzionale".

cms_24656/calenda.jpgCalenda: "M5S? La più grande truffa della politica italiana"

"I 5 Stelle sono stati la più grande truffa della politica italiana, hanno raccontato ai cittadini cose che non hanno mai fatto, si sono attaccati coi rampini alle sedie. Di Maio al Mise ha fatto dei casini che la metà basta. Poi a un certo punto si ravvedono e dicono ’ma io adesso non sono più quello di prima, io sono un buon democristiano e quindi mi dovete continuare a votare’. I 5 stelle devono scomparire perché hanno preso per i fondelli i cittadini". Così Carlo Calenda a Tagadà su La7.

Il dialogo con Enrico Letta si porta dietro Giuseppe Conte? "Io credo che questo problema non esisterà più. I 5 Stelle non esistono più" e "non è che non mi posso fidare di Conte perché è cattivo, ma perché quel movimento è il gas, è un gas che ha inquinato la politica italiana e che verrà disperso alla prossime politiche".

Redazione

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