SETTIMANA CRUCIALE PER IL FUTURO DEL CALCIO ITALIANO

IL VIROLOGO PREGLIASCO: “A LUGLIO FORSE ANCHE I TIFOSI ALLO STADIO”

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Siamo entrati nella settimana che potrebbe rivelarsi decisiva per le sorti del calcio italiano, eppure non tutto sembra andare nel verso giusto. In realtà il calcio non è allineato sulle decisioni e non tutti, pur obbedendo ad una logica superiore, sembrano essere propensi a tornare in campo.

E i motivi che affollano la mente di parte degli addetti ai lavori - presidenti, calciatori e componenti del calcio a vario titolo – sono diversi. C’è la preoccupazione del contagio da coronavirus, il timore di infortuni per le partite troppo ravvicinate e giocate sotto il caldo afoso d’agosto, la consapevolezza che sarà comunque un campionato diverso rispetto a quello sospeso a marzo e, infine, gli interessi personali - anche inconsci – dei club o condizionamenti da classifica come li aveva definiti qualche giorno fa a Radio Incontro Olympia il Presidente del Coni, Giovanni Malagò. Ma come già accennato, anche i calciatori non sono proprio tutti convinti della ripresa.

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Tornare in campo – ha dichiarato ai microfoni di Radio 1 il difensore del Brescia, Daniele Gastaldello - è una forzatura perché giocare in estate 12 partite, alcune delle quali alle 16:30 è semplicemente rischioso e scandaloso. Noi non siamo macchine”.

Effettivamente i problemi accennati da Gastaldello sono più che reali. Ma non sono gli unici. A far aumentare i dubbi e i timori sulla ripresa del calcio ci ha pensato anche il Presidente dell’Aic (Associazione Italiana Calciatori), Damiano Tommasi, che

a Sky Calcio ha così commentato: “E se stiamo parlando ancora di play-off, vuol dire che qualcosa non va. Se si inizia è per terminare, altrimenti bisogna pensarci bene”.

E tutto questo, proprio nella settimana in cui ci saranno due incontri cruciali per il calcio: il Consiglio di Lega Pro chiamato a rivedere le proprie posizioni in merito alle ultime decisioni del Consiglio Federale di tornare in campo e la riunione tra i vertici del calcio e il Ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, convocata per definire insieme la data di ripartenza della Serie A.

Ma alle difficoltà evidenziate da Gastaldello e Tommasi, potremmo aggiungere anche quella di disputare partite senza pubblico. Non sarà un problema di vitale importanza - come lo può essere il COVID-19 - ma il tifo resta pur sempre l’anima di questo sport. E nel calcio, segnare un gol senza poter gioire con i propri tifosi, non è cosa di poco conto.

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Proprio nelle ultime ore, tuttavia, il virologo Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene e medicina preventiva all’Università Statale di Milano e Direttore Sanitario dell’Istituto Galeazzi, ha regalato in tal senso qualche speranza in più a calciatori, tifosi e società.

È giusto in questo momento – ha dichiarato a Radio Punto Nuovo - agire con cautela per ridurre quanto più possibile la circolazione del virus. Forse sarà possibile rivedere una piccola parte di tifosi negli stadi per il finale di stagione, ma non prima di metà luglio. Per ora dobbiamo convivere con il virus e per questo conviene procedere gradualmente. Quindi per ora è giusto ripartire con il calcio, ma a porte chiuse".

Non sappiamo se ciò sarà realmente possibile, ma certamente questa notizia fa guardare al futuro con maggiore ottimismo.

(Foto da figc.it, it.finance.yahoo.com adnkronos.com – si ringrazia)

Rino Lorusso

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