SCONTRO FRONTALE TRA CINA E G7

“Mentalità da Guerra Fredda, nessuna cooperazione e dialogo basato su unità e rispetto”

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Con un’accusa che, a dirla tutta, sa un po’ di ipocrisia la Cina ha gridato che non ci sta. Non ci sta al comportamento dei leader riunitisi nel G7, taccati di non cooperare in nome dell’unità e del rispetto. L’accusa principale mossa alla Flotta dei Sette – utilizzando un termine proveniente dal famoso manga One Piece – è l’aver utilizzato il comunicato del vertice per promuovere "la democrazia contro l’autocrazia e interferire gravemente nei suoi affari interni, diffamare la Cina e incitare all’ambivalenza". Il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian ha sottolineato che tutto ciò dimostra che “il G7 non ha intenzione di condurre il dialogo e la cooperazione sulla base dell’uguaglianza e del rispetto, ma sostiene la mentalità della guerra fredda e il pregiudizio ideologico, andando a favore solamente degli interessi dei piccoli circoli”.

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La dichiarazione finale di Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Canada in Baviera nel fine settimana ha adottato una dura retorica su questioni come Hong Kong, Xinjiang, Mar Cinese Orientale e Meridionale, oltre a ovviamente pace e stabilità nello Stretto di Taiwan. "Gli affari di Hong Kong sono puramente interni: a 25 anni dalla consegna di Hong Kong, i diritti democratici e le libertà di cui godono i residenti in conformità con la legge sono stati pienamente garantiti", ha aggiunto Zhao. Zhao ha inoltre affermato che esiste una sola Cina al mondo e “Taiwan è una parte inalienabile del territorio cinese”. La filastrocca è sempre quella, non cambia e Pechino ancora dimostra di voler sacrificare i rapporti internazionali in nome di un’unità discutibile.

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Per questo l’accusa al G7 suona alquanto ipocrita, per una divergenza abbastanza grande sul significato di “unità”: per l’Europa è una cooperazione rispettosa tra le parti, per il Dragone un’annessione forzata di un territorio – come Taiwan – che condivide principi differenti. Le autorità dell’isola stanno promuovendo attività separatiste di “indipendenza” e alcuni Paesi tra Usa e alleati stanno cercando di “usare Taiwan per controllare la Cina. Questa è la più grande minaccia alla pace e alla stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan. La Cina ha il diritto di adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare risolutamente la sovranità e la sicurezza nazionale”. Zhao, che ha accusato gli USA di “lanciare guerre ovunque e d’imporre sanzioni unilaterali illegali”, ha concluso parlando nel briefing quotidiano che il G7 ha “una popolazione che rappresenta solo un decimo di quella mondiale e non è qualificato per rappresentare il mondo, per non parlare di prendere i propri valori e standard come valori internazionali di riferimento”.

Francesco Bulzis

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