SCANDALO A LUCI ROSSE E FALSE ACCUSE IN ALASKA

Il sindaco di Anchorage Ethan Berkowitz ammette “una relazione messaggistica consensuale e inappropriata” con una conduttrice televisiva

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Alte temperature in Alaska, per via di motivazioni tutt’altro che ambientali. Si naviga infatti tra la politica e il gossip, con una storia a luci rosse che sta travolgendo i piani alti della politica. Luogo in questione: Anchorage, profondissimo Nord degli Stati Uniti. Figure in questione: Ethan Berkowitz e Maureen Maria Athens. Il primo è il sindaco di parte democratica di Anchorage, la seconda una conduttrice televisiva. Ed è stata proprio quest’ultima a lanciare la bomba e farla scoppiare, ottenendo come conseguenze il suo arresto e le dimissioni del sindaco. Dopo cinque anni, e un anno e mezzo di mandato, il primo cittadino è costretto a rinunciare al suo posto “con profonda tristezza e umiltà a causa di una relazione messaggistica consensuale e inappropriata” con la conduttrice, che, in realtà, aveva raccontato una storia diversa e ben più infamante.

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Quale? Prendiamo in prestito un termine del giornalismo televisivo: nei giorni scorsi la Athens aveva anticipato quelle che, da quelle parti, chiamano breaking news (in italiano ultim’ora), ponendo l’accento sul sindaco: stando a “delle fonti affidabili”, Berkowitz avrebbe pubblicato delle foto di se stesso “su un sito di ragazzine minorenni”. Ovviamente la reporter non ha lasciato nulla al caso, riprendendo e condividendo su Facebook una fotografia di colui che pareva essere il primo cittadino senza vestiti, immortalato alle spalle. Col senno di poi era effettivamente lui. Ma con un grande “però”: non c’era di mezzo nessuna minorenne. Questo è quanto emerso dalle indagini della polizia e dell’FBI, che non hanno riscontrato nulla al riguardo, come riporta il New York Times.

Quindi… dov’è la verità? La foto in questione, insieme ad altre, è stata inviata in una conversazione privata con la stessa giornalista durante un flirt “consensuale”. Flirt che non è dato sapere se fosse limitato ai messaggi, ovviamente. Ma la Athens aveva raccontato una versione diversa, secondo la quale “il sindaco è ostile e non sta bene”, e avrebbe provato a usare quegli scatti contro di lui. Dettaglio delle indagini: Berkowitz ha fatto ascoltare un messaggio vocale della donna di qualche giorno fa in cui, gridando, pronunciava insulti antisemiti e lo minacciava. “Ti farò passare per un pedofilo” si sente, e poi “io vincerò un Emmy, e tu potrai costituirti, ammazzarti o fare quello che ti pare”. Ciliegina sulla torta: l’ultima intimidazione alludeva ad un potenziale omicidio ai danni dei coniugi Berkowitz.

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La rete televisiva per la quale lavorava la Athens si dissocia, inevitabilmente, dall’operato della sua ex reporter. “Ex” perché la donna, nella giornata di venerdì scorso, è stata arrestata con l’accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale: aveva tirato un pugno in faccia al suo capo Scott Centers (suo presunto amante) fuori gli studi televisivi, replicando poi ai poliziotti arrivati sulla scena e infine venendo condotta in un centro di detenzione. Il giorno seguente, davanti ad una corte, la donna ha più volte sostenuto di dover riprendere il suo lavoro, nonostante non ne detenesse più i diritti. Durante lo scorso fine settimana, il sindaco ha ufficialmente informato la famiglia del flirt per poi scusarsi pubblicamente: “Sono imbarazzato e mi vergogno per il dolore che ho causato ai miei cari e alla nostra comunità, e mi prendo la responsabilità delle mie azioni chiedendo scusa ai cittadini di Anchorage per la mia grande mancanza di giudizio”

Francesco Bulzis

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