SANDERS DOMINA IN NEVADA

Sbaraglia gli avversari grazie al voto delle minoranze etniche

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Dopo la sconfitta di un soffio in Iowa (nonostante la maggioranza dei voti presi) e la vittoria di soli 2 punti percentuale in New Hampshire, Bernie Sanders trionfa nel terzo round delle primarie Dem americane. Con il 46% dei voti ha sbaragliato i suoi diretti avversari tenendo a grande distanza l’ex vicepresidente dell’amministrazione Obama, Joe Biden (19,2%), il sindaco di South Bend, Pete Buttigieg (15,4%) e la senatrice Elizabeth Warren (10,3%). Il risultato, oltre a essere schiacciante, ha messo in evidenza un particolare interessante che (credo) influirà molto nel super-Tuesday del 3 marzo: la metà della popolazione non è di pelle bianca. “In Nevada abbiamo messo insieme una coalizione multigenerazionale e multirazziale […] e vinceremo in tutto il Paese”, ha dichiarato Sanders dopo i risultati. Il 7° Stato per ampiezza degli USA - famoso per la città di Las Vegas – è popolato dal 30% di ispanici, un 10% di afroamericani e da un consistente numero di asiatici. E il successo, pertanto, è ancor più rilevante per il fatto che nel 2016 il 78enne radical socialista senatore del Vermont, non riuscì a convincere le minoranze etniche che gli preferirono Hillary Clinton. Per il Washington Post, Sansers “domina” i caucus in Nevada, prevalendo sia fra gli elettori istruiti che quelli con un livello di scolarizzazione più basso.

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“Bernie” ha conquistato la maggioranza di elettori in tutte le fasce di età sotto i 65 anni e più della metà di voti degli ispanici. Quella del 3 marzo è una data molto importante perché vedrà impegnati 14 Stati, attraverso caucus e primarie (aperte o semichiuse), nella scelta del candidato democratico che, alla fine di giugno, verrà scelto per le presidenziali di novembre. Durante il “super martedì”, giorno in cui saranno assegnati più di un terzo dei delegati complessivi, gli occhi saranno tutti puntati sulla California e il Texas, i due stati con il maggior numero di abitanti. E sarà anche il giorno che vedrà l’ingresso ufficiale di Michael Bloomberg nel torneo di selezione Dem, malgrado la pessima figura, e conseguente perdita di circa il 3% di consensi, rimediata nel confronto televisivo del 19 febbraio. La scelta del candidato terminerà a giugno, ma a marzo il cerchio si restringerà attorno, sicuramente, a sole due figure che si contenderanno nella convention democratica estiva la candidatura alla Casa Bianca. Prossimo appuntamento al 29 febbraio con le primarie aperte della Carolina del Sud.

Nicòl De Giosa

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