SALVINI:"NO A PATTO CON BERLUSCONI CONTRO MELONI"

Follini:"Letta tra anima e cacciavite,destino in mani elettori"-Assolto, ex sindaco Lodi:"Felice di poter scegliere di nuovo se fare politica o nto"-Lezzi: "Io non mi scuso, intempestivo e da pentito messaggio Di Maio"

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Salvini: "No a patto con Berlusconi contro Meloni"

Patto Salvini-Berlusconi per un asse per ridimensionare Meloni? "No, no, il mio competitor non è nella famiglia del centrodestra", taglia corto Matteo Salvini, ospite di ’Stasera Italia’, su Retequattro. ’’I miei avversari politici sono a sinistra’’, assicura il leader della Lega.

’’Ho sentito al telefono Berlusconi perché volevo sapere se stava bene, visto che sui giornali si leggeva di tutto e di più, ma anche per parlare di lavoro ed economia, perché è ancora uno dei più grandi e illuminati imprenditori italiani, ma non per lasciare fuori nessuno’’ precisa Salvini, smentendo le ricostruzioni che parlano di un patto Lega-Fi per ridimensionare Giorgia Meloni. ’’Alle prossime elezioni -assicura- io chiederò la fiducia agli italiani non contro Berlusconi, Meloni o Brugnaro... I miei avversari politici sono a sinistra’’.

cms_22052/marco_follini.jpgFollini: "Letta tra anima e cacciavite, suo destino in mani elettori"

Il punto di vista di Follini: "Letta confida che gli vengano in soccorso gli altri. Egli spera che Salvini prima o poi tolga il disturbo, magari lasciandosi andare ancora una volta alla deriva del Papeete e sottraendo così al governo il suo ingombrante condizionamento di parte. E poi spera, ancora, che Conte gli porti in dote un M5S riconfigurato come alleato ingombrante ma non troppo e sufficientemente allineato al primato del Nazareno".

E infatti, dalla proroga dei licenziamenti alla dote per i diciottenni fino alla evocazione della inedita categoria degli ’impunitisti’, la maggior parte delle battaglia ingaggiate fin qui rimandano all’immaginazione della sinistra nuova e meno nuova piuttosto che alla felpata cautela e al sentimento d’ordine che animava i progenitori del segretario dem. Cosa che appare destinata a procurargli consensi e dissensi diversi da quelli che forse aveva messo in programma.

Ora, la nascita di una nuova leadership di partito non è mai una passeggiata su un letto di rose.

E’ probabile che ora Letta, contemplando tutte le difficoltà del Pd, avverta entrambe le esigenze. Quella di prendere in mano ago e filo, e quella di calarsi in testa l’elmetto. E così egli -mescolando l’anima e il cacciavite, come annota lui stesso- finisce per oscillare tra due posture che non sempre riesce facile conciliare. Una lo porta a farsi paladino di Draghi, l’altra a farsene controparte.

Stretto tra queste due difficoltà, e insieme lusingato da queste due occasioni, Letta confida che gli vengano in soccorso gli altri.

Così, non gli resta che affidarsi alla benevolenza degli elettori che di qui a qualche settimana sceglieranno il destino di alcune grandi città (Roma, Milano, Napoli tra le altre) e della regione Calabria. Saranno loro a decidere, oltre che delle proprie amministrazioni, della sorte del segretario del Pd. Il quale aspetta il loro responso vestito per metà con la divisa dell’ambasciatore e per metà con l’armatura del guerriero".

cms_22052/simoneuggetti_dopoassoluzione_fg.jpgUggetti assolto, ex sindaco Lodi: "Felice di poter scegliere di nuovo se fare politica o no"

"Sono felice di aver riconquistato la possibilità di poter scegliere se fare o non fare politica. Fino a tre giorni fa questa possibilità mi era negata" dice all’Adnkronos l’ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti, assolto mercoledì scorso in Appello al processo per la presunta turbativa d’asta su un bando per la gestione delle piscine comunali, accusa che aveva portato al suo arresto nel 2016. Sul suo futuro o meno in politica, dopo la proposta del pentastellato Stefano Buffagni di candidarlo nel collegio di Siena per il Movimento 5 Stelle e il Pd, dice: "Ora mi godo questa libertà, del doman non v’è certezza".

"Vengo da una cultura politica dove sono abituato che è buona cosa che siano i territori a esprimere i loro rappresentanti. Quindi a mio avviso, al di là della mia disponibilità o meno, francamente mi sembrerebbe molto più sensato se fossero i cittadini di Siena e della provincia, i partiti e chi ha la titolarità della scelta a fare questo tipo di valutazione".

cms_22052/barbara-lezzi.jpgLezzi: "Io non mi scuso, intempestivo e da pentito messaggio Di Maio"

"Io non ho da chiedere scusa. In realtà i fatti ci raccontano che ci fu pure una confessione da parte sua: dichiarò di non essere stato proprio lineare in quella operazione. Ma, al di là di questo, rivendico quel coraggio del M5S di allora di accendere il faro sull’opportunità politica: qui non si tratta di giustizia, è un dato conclamato che nel nostro Paese ci sono amministratori, parlamentari, che negli anni sono stati oggetto di indagini e spesso di condanne. Nel caso di Uggetti leggeremo, c’è stata prima una condanna, poi un’assoluzione. Buon per lui per carità, ma leggeremo la sentenza". Così, in un’intervista a ’La Stampa’, l’ex ministra Barbara Lezzi, espulsa a febbraio scorso dal M5S per non avere votato la fiducia al governo Draghi, parla delle scuse del ministro degli Esteri Luigi Di Maio all’ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti, che era stato bersagliato per accuse dalle quali è stato poi assolto. "È un messaggio intempestivo, si rischia di dare il segnale di un abbassamento della guardia. Se lui è pentito, io non lo sono", dice Lezzi, riferendosi al messaggio di scuse di Di Maio. E aggiunge: "Quel tipo di messaggio può essere confuso con un abbassamento della guardia. Lo trovo... intempestivo, diciamo così. In questo momento siamo in procinto di spendere molti miliardi in pochissimo tempo e certi segnali sono sbagliati".

Redazione

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