RUSSIA, OSCURATE TUTTE LE RISORSE ONLINE LEGATE A NAVALNY

Bloccati in totale 49 siti web. Furioso il team dell’attivista: "Lo Stato lotta contro chi conduce indagini anticorruzione"

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Sempre più flebile la voce di Navalny e dei suoi oppositori. La Roskomnadzor, agenzia deputata al controllo delle telecomunicazioni in Russia, ha oscurato non solo il sito dell’attivista, ma anche tutte le risorse online riconducibili al suo operato, per un totale di 49 pagine web. Contenuti che sono stati bollati come “estremisti” e “funzionali alla propaganda” dalle autorità russe, le quali hanno chiesto l’intervento della procura generale in un momento particolare a livello politico: mancano infatti solo due mesi alle elezioni parlamentari, previste per il prossimo settembre. “Secondo il registro dei siti vietati redatto da Roskomsvoboda, il 15 giugno la procura generale aveva chiesto di bloccare 48 siti legati al team di Navalny e il sito del sindacato dei medici Alleanza dei Medici” si legge sulla pagina Internet dell’emittente tv Dozhd.

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Il blocco delle nostre risorse è una prova diretta dell’esistenza della censura di Stato Invece di lottare contro la corruzione - ha denunciato sul suo profilo Twitter il team di Navalny - lo Stato lotta contro chi conduce indagini anticorruzione. È tempo di cambiare questo potere!”. Il governo russo non ha mai visto di buon occhio la Fondazione anticorruzione di Aleksei Navalny (Fbk): già nel 2019 era stata inserita dal ministero della Giustizia nella lista degli “agenti stranieri”, organizzazioni non governative di stampo politico che ricevono finanziamenti da fonti estere.

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L’oppositore russo aveva fatto sapere sue notizie lo scorso marzo in un post su Instagram, accompagnato da un selfie in cui appariva visibilmente segnato, con i capelli rasati. “Devo ammettere che il sistema carcerario è riuscito a sorprendermi. Non potevo immaginare che fosse possibile organizzare un vero campo di concentramento a 100 chilometri da Mosca - aveva scritto, come riportato da RaiNews - La routine, il quotidiano, l’osservanza letterale di regole infinite. Telecamere ovunque, tutti sono monitorati e alla minima infrazione viene fatta una denuncia. Alla 1984 di Orwell: l’educazione attraverso la disumanizzazione”.

Alice My

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