ROSANNA VAUDETTI

Istantanee d’Autore

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Gran parte degli italiani di oggi hanno goduto della classe e della professionalità delle cosiddette “signorine buonasera”, perché in passato la Rai monopolizzava milioni di telespettatori.

La prima che conobbi fu Nicoletta Orsomando, purtroppo solo per un breve saluto, al bar della Rai di via Teulada, dove invece mi trovavo per il primo appuntamento con una “signorina” che avrei incontrato molte volte nella mia vita: Rosanna Vaudetti.

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L’affetto (posso definirlo così Rosanna?) che mi ha sempre dimostrato e rinnovato nella nostra ultima telefonata qualche settimana fa, lo custodisco tra i miei sentimenti.

Avevo 30 anni quando lei mi fece l’onore di presentare con me un evento per la Rai.

La signora che annunciava i programmi alla mia famiglia riunita per la cena, tanti anni dopo l’avevo al mio fianco.

Fu a Firenze.

Arrivò il pomeriggio e bastò un breve briefing per metterla in grado di gestire in maniera impeccabile uno show con decine di ospiti famosi.

cms_26222/2_1653731071.jpgE coprire elegantemente un paio di errori madornali che commisi.

La stanchezza di una giornata pesante completamente messa da parte durante le due ore di spettacolo.

Non fu una prestazione professionale: dimostrò che partecipava completamente a ciò che succedeva sul palco e interagiva con gli ospiti facendoli sentire a proprio agio e quindi ottenendo il loro coinvolgimento.

Quanto ho imparato in quella occasione!

Dopo quella esperienza, varie volte mi rivolsi a lei: tra l’altro è stata sempre una piacevolissima compagnia con una grande capacità di stemperare qualsiasi inconveniente o imprevisto.

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Le ho fatto tante domande nel tempo e lei mi ha sempre raccontato cose che erano nascoste al grande pubblico televisivo.

A tal proposito Le ricordai che grazie a lei avevo potuto vedere il piccolo studio dove si leggevano gli annunci e la stanza dove le annunciatrici aspettavano i loro turni.

I luoghi erano separati da un lungo corridoio che ogni volta dovevano percorrere.

Il problema nasceva quando erano chiamate per avvisi fuori programma e quindi si andava in onda cercando di contenere il fiatone di una corsa urgente.

Grazie alle visite che le facevo, avevo conosciuto alcune delle sue colleghe e forse ero stato un diversivo in qualche solita attesa.

Mi parlò di un programma che aveva amato condurre “Giochi senza frontiere”, che noi ragazzi seguivamo con grande divertimento perché le prove da affrontare erano molto buffe.

Quell’esperienza le aveva portato una popolarità ancora maggiore e l’aveva coinvolta moltissimo, nonostante le difficoltà di commentare cio che accadeva da una piccola postazione non proprio comoda.

Ma è in queste situazioni che emerge maggiormente la bravura, la professionalità e il talento di saper entrare nelle case e nei cuori della gente.

Una costante di Rosanna è il suo parlare pacato, che fa trasparire una certa serenità interiore. Le uniche volte che l’ho vista andar su di tono è quando rideva di gusto.

Fino all’ultimo compleanno, con le sue colleghe amiche Cannuli, Elmi e Farinon, andavano a casa della Orsomando per festeggiarla.

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Aveva un’ammirazione enorme per la sua “maestra” e in quelle occasioni ricreavano

in qualche modo l’atmosfera di quella stanza dove si aspettava di andare in onda.

L’idea che ho io della Vaudetti è condivisa da tutti.

Perfino la dirigenza della Rai non potè esimersi dal valorizzare l’ultima sua apparizione televisiva come annunciatrice.

Raffaella Carrà la ospitò nel suo show del sabato sera, dedicandole un video sulla sua carriera e i saluti del Presidente e del Direttore Generale.

Anche con Rosanna ho pensato troppo tardi che non avevamo foto insieme, tranne una fatta recentemente.

L’altra è un fermo immagine di una ripresa televisiva fatta quando i pixel non erano praticamente considerati.

(Foto di proprietà dell’autore)

Giacomo Carlucci

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