RONALDO ILLUDE, LA JUVENTUS VINCE, MA PASSA IL LIONE

SARRI: “UNA GRANDE PARTITA, MA PAGHIAMO LA GARA DELL’ANDATA”

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Dopo circa sei mesi si è alzato il sipario anche sul massimo torneo europeo per club: la Champions League. Ovviamente anche in questo caso – come in Europa League – tutte le gare della prima giornata di ritorno degli ottavi di Champions League sono state giocate nel rispetto delle norme previste dal protocollo di garanzia sanitaria anti Covid-19.

Per quanto riguarda le squadre italiane sicuramente negativo l’esordio della Juventus che pur battendo in casa il Lione 2-1 esce agli ottavi di Champions League in virtù del gol segnato in trasferta dalla squadra francese.

Termina così la serie negativa per il Lione che non vinceva in Italia dal novembre 2008, quando si impose sul campo della Fiorentina per 2-1. Prima di questa gara, per i francesi, solo quattro sconfitte ed un pareggio.

Tornando alla gara va detto che si tratta di una vittoria sofferta, ma meritata soprattutto per quanto visto nel primo tempo quando la Juve, in svantaggio per un rigore trasformato in avvio di gara da Depay (12’), costruisce tre occasioni da gol con Bernardeschi e Ronaldo - in un paio di circostanze - prima di completare la rimonta con la doppietta del solito Ronaldo (44’, c.d.r. e 60’, gran gol dalla distanza).

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Abbiamo fatto una grande partita - ha dichiarato Sarri ai microfoni di Sky Sport - anche se non eravamo al top della condizione. Eravamo sotto, poi recuperato e andati sopra, ma sono fortemente amareggiato per l’eliminazione. Se non fosse per l’eliminazione, andrei contento a casa. Paghiamo forse il risultato della gara d’andata”.

Ma in realtà, dopo il vantaggio la Juve ha creato poco rispetto al primo tempo. Merito anche degli avversari ben allenati dall’ex allenatore della Roma, Garcia. Una squadra fisica che ha dimostrato di godere di un ottimo stato di salute, ma soprattutto ben organizzata in campo.

Probabilmente si discuterà dell’infortunio di Dybala o della posizione arretrata di Cuadrado o ancora del rigore subìto non così evidente piuttosto che del risultato negativo dell’andata, ma resta il fatto che la Juve di quest’anno è sembrata più fragile in tutte le competizioni sia nella fase difensiva che in quella offensiva dove nelle ultime gare si è messo in evidenza soprattutto il solito Ronaldo.

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Anche contro il Lione il fenomeno si è confermato tale. Oltre alle due reti si è reso pericoloso in un altro paio di occasioni e fornito assist. Ma Ronaldo da solo non basta. Forse può bastare ancora nel nostro campionato, ma in Europa non più. Anche in campionato i bianconeri hanno vinto con il minor punteggio degli ultimi nove anni e questo basta a far capire come anche lo scudetto sia stato conquistato, probabilmente, soprattutto per demeriti altrui che per meriti propri. Che sia la fine di un ciclo questo è da vedere. Certo qualcosa non ha funzionato nel progetto iniziale già dall’estate scorsa. Il mercato estivo non ha convinto del tutto. Basta ricordare come Dybale e Higuain (autentici mattatori della prima parte della stagione della Juventus) erano stati messi alla porta salvo poi reintegrarli per necessità. Di lì, probabilmente, una serie di errori che non sono da addebitare al solo Sarri, ma a tutto lo staff tecnico.

Resta pertanto solo lo scudetto. Pur sempre un successo, ma troppo poco per una società che aveva altri obiettivi ad inizio stagione soprattutto in Champions.

Pertanto questa eliminazione assume sempre più le sembianze di un fallimento non solo perché avvenuta agli ottavi, ma anche perché capitata contro una squadra dai valori tecnici decisamente inferiori alla Juventus. Ma ora è già tempo di riflessioni e bilanci.

(Foto da adnkronos.com Afp e Fotogramma - si ringrazia)

Rino Lorusso

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