ROMA (Quinta parte)

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Le basiliche. A Roma esistono 4 basiliche cosiddette maggiori, e sono rispettivamente San Pietro, San Paolo, San Giovanni e Santa Maria Maggiore. Inoltre esiste un’altra basilica, quella di San Lorenzo fuori le mura, che ha perso il titolo nel 1800. Tutte le basiliche hanno un altare papale, ma solo quella di San Giovanni possiede la Cattedra del Papa, mentre le altre hanno un trono papale. Anticamente a Roma si usava fare il giro delle Sette Chiese, ossia un percorso di 20 chilometri che veniva compiuto in una giornata dai pellegrini. Le chiese in questione erano le 4 basiliche papali (la denominazione patriarcale è stata abolita di recente con la rinuncia da parte di Benedetto XVI al titolo formale di Patriarca d’occidente) più la Basilica di San Lorenzo fuori le mura, quella di Santa Croce in Gerusalemme e quella di San Sebastiano fuori le mura. Fu San Filippo Neri ad iniziare questa tradizione, nel 1534, prima in solitudine e poi con la partecipazione di altre persone, fino a coinvolgere circa 6.000 partecipanti. San Filippo Neri, però, in realtà riportò in auge la tradizione medievale dei pellegrini, i quali nella loro visita a Roma visitavano le tombe di San Pietro e San Paolo. Questa usanza ovviamente attirò l’attenzione della chiesa di Roma, che sfruttò il fenomeno, in termini economici, specialmente durante il primo Giubileo del 1300.

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Ma partiamo proprio dalla Santa Sede, la Basilica di San Pietro. Tutti, o quasi, conoscono la piazza davanti all’edificio, grazie al cinema, alla televisione, alle messe in mondo visione. In pochi però sanno che, nelle intenzioni di Gian Lorenzo Bernini, il suo ideatore, la piazza e i suoi colonnati lunghi circa 320 metri avrebbero dovuto simboleggiare l’abbraccio materno della chiesa all’umanità. Le statue prospicienti la facciata rappresentano San Pietro e San Paolo, e furono scolpite verso la metà del 1800. Sempre sulla facciata, alle due estremità superiori, si trovano due orologi, uno cosiddetto all’italiana, che scandisce il tempo con il rintocco delle campane, ed uno invece che ha uno stile francese, ossia il giorno diviso in 24 ore. Inoltre, tornando sulla piazza, si può notare, vicino all’obelisco, una piccola mattonella circolare, su cui è incisa la frase “centro del colonnato”, ed in effetti, posizionandosi su di essa, grazie ad un effetto prospettico, le quattro file di colonne diventano una sola. Sulle colonne vi sono 140 statue di santi, ad amplificare le proporzioni della struttura.

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All’interno della Basilica vi sono invece opere preziosissime e meravigliose, tra cui spicca il Baldacchino sull’altare della Confessione, commissionato a Gian Lorenzo Bernini da Papa Urbano VII, della casata Barberini, non molto apprezzata dal popolo romano; infatti si diceva, all’epoca (parliamo del 1600), “ciò che non fecero i barbari fecero i Barberini” (quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberin), riferendosi all’utilizzo di materiale archeologico e dell’abbattimento di edifici romani per procurarsi il marmo per le chiese e i palazzi. Tornando al Baldacchino, esso venne realizzato con il bronzo prelevato dal Pantheon; la copertura della struttura è sorretta da 4 colonne tortili di 11 metri di altezza. Ogni piedistallo inoltre è ornato dallo stemma papale, dalle chiavi di San Pietro e da un volto di donna. Ebbene, procedendo in senso antiorario, dal primo piedistallo a destra, di fronte all’ingresso della Basilica, quel volto muta espressione, fino ad essere sostituito, nell’ultimo piedistallo, dal volto di un bimbo sorridente. Si tratta di una allegoria di un parto, ed anche gli stemmi diventano sempre più sporgenti, come il ventre durante la gravidanza. Leggenda vuole che Bernini abbia lasciato questo ricordo per vendicarsi di Urbano, contrario ad una relazione tra l’artista ed una sua parente, forse nipote; ma il Papa, accortosi del tiro mancino, dovette fare buon viso a cattivo gioco, per celare l’onta e l’offesa.

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Ma la Basilica di San Pietro cela altro, specialmente nel sottosuolo, dove è nascosta una necropoli in perfetto stato di conservazione, e dove si trovano le basi delle colonne della Basilica. Qui, nella seconda metà del 1900, vennero trovate le ossa di San Pietro, o perlomeno ciò che si ritiene fossero le sue ossa, anche grazie ad un graffito che diceva, in lettere greche, “Pietro è qui dentro”. La parola fine su questa vicenda non è ancora posta, il mistero della fede è più grande della verità storica, specialmente quando la polvere dei secoli si è adagiata sui reperti, ma in ogni caso il graffito esiste, così come esistono delle ossa ritrovate durante gli scavi. L’Italia è ricca di misteri, e Roma ne conserva una parte consistente.

Paolo Varese

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