RITROVARSI DOPO LA QUARANTENA

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“Ma quando penso a te, mio caro amico, ciò che era perduto è ritrovato e ogni dolore ha fine”

(W. Shakespeare)

“Ci si abbraccia per ritrovarsi interi”

(A. Merini)

cms_17662/DSC_2838.jpgCaro Lettore,

ci ritroviamo su I sentieri di Psiche…la nostra vita sta riprendendo a ritmi sempre più incalzanti il suo cammino ed è indubbio che molti di noi si saranno resi conto di quanto sia cambiato il nostro modo di vedere le cose e le persone che ci circondano.

Oggi vorrei parlarvi di riflessioni fatte con i nostri Ragazzi frequentanti il Centro diurno sul tema del Ri-Trovarsi dopo la quarantena; siamo partiti da alcune parole chiave col prefisso “ri” per poi connetterle all’esserci ritrovati dopo il periodo di allontanamento. Le parole chiave erano ritorno, ricordo, riconciliazione, rinascita, riscoprirsi, ridere, rialzarsi, rimuovere, rifugio, rinforzare, rimanere, rievocare, ricerca; Con grande sorpresa, i ragazzi hanno trovato altre parole chiave come ripetere, riposo, riflettere, riordinare, rispetto, rivincita, ri-amare, rigidità.

E’ necessario innanzitutto evidenziare che a seguito di una tale emergenza e delle sue conseguenze, era fondamentale creare degli spazi di condivisione affinchè le emozioni più negative siano elaborate: il gruppo infatti svolge una funzione catartica sull’individuo, permettendogli di sentire di essere protetto come da un paracadute mentre vola nel cielo delle sue emozioni; molte volte le nostre esperienze di vita ci portano ad aver paura di riconoscere le sensazioni provate, ma raccontare e raccontarsi all’interno di un gruppo certamente ha una funzione rassicurante e rilassante. Penso che potrà essere sensazione di molti quella di desiderare, dopo questo difficile periodo, di vivere con sobrietà e con ritmi meno incalzanti, insomma in una tranquillità che ci permetta innanzitutto di riprendere a pieno dopo essere stati inattivi per due mesi, ma anche di elaborare e metabolizzare gli aspetti traumatici della quarantena.

Il centro diurno, come tutte le realtà comunitarie, rappresenta un luogo sicuro di condivisione in cui la routine ma nello stesso tempo la varietà delle attività permettono a noi che lo abitiamo di affrontare insieme le avversità e di condividere momenti belli e brutti; a noi tutti è mancata questa importante dimensione: la casa per molti è stata vissuta come una prigione ed è diventato il posto dove dovevamo per forza essere reclusi per non ammalarci soprattutto perché la rigidità ha caratterizzato il mondo esterno: restrizioni, regole, norme, controlli hanno plasmato la nostra libertà personale.

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E allora cosa ci restava? Beh sicuramente l’utilizzo dei social ci ha consentito di rinforzare le amicizie, le ha rese più forti e quindi ha incrementato l’unione e il contatto con l’altro; covid-19 ci sta insegnando che seppur in mancanza degli abbracci, abbiamo la capacità di amare e sentirci amati attraverso gli sguardi, le parole, i gesti…tutti desideriamo ripristinare la nostra vita come prima ma probabilmente non sarà così ed è un bene che così non sia perché le nostre riflessioni ci hanno portato a nuove consapevolezze e dopo aver messo alla prova noi stessi e gli altri, non sarà possibile restare gli stessi. Come cita Alda Merini “ci si abbraccia per ritrovarsi interi” ma io aggiungerei e modificherei la citazione sostenendo che nell’incontro con l’altro ci siamo ri-scoperti interi e più forti perché in solitudine abbiamo affrontato questa avversità.

Insomma, possiamo dire a gran voce che la quarantena ci ha insegnato il valore dell’autenticità, ci ha instillato il desiderio di vita che è nelle piccole cose, nelle piccole gioie; abbiamo dato per scontate tante cose e l’amore di chi ci stava accanto così come abbiamo idealizzato chi in realtà non ci dava nulla nella certezza che noi fossimo sempre lì a dare tutto di noi stessi. Abbiamo imparato a rispettare noi stessi, ad ascoltare i nostri limiti nella loro potenza e impotenza.

Trasmettiamo ai nostri ragazzi il valore insito nelle difficoltà, con lo stesso entusiasmo con cui oggi stiamo raccontando le nostre emozioni in tempo di covid-19.

Ringrazio i Colleghi del Centro Don Luigi Orione del Consorzio Metropolis dove lavoro per la condivisione e il supporto costanti.

Insieme ce la faremo, sempre di più. Alla prossima settimana.

Teresa Fiora Fornaciari

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