RIO: BIMBA DI 8 ANNI VITTIMA DELLA POLICE BRUTALITY

La Polizia di rio De Janeiro spara e ammazza una bambina nella favela di Complexo Alemão

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Una bimba di otto anni è morta in una favela di Rio de Janeiro, colpita alla nuca dal rimbalzo di un colpo sparato dalla polizia. Il proiettile era stato diretto verso una moto in fuga. Come riporta il quotidiano La Repubblica, la piccola Ágatha Félix, 8 anni, è la sedicesima bambina vittima della violenza a Rio quest’anno, la quinta a morire. La cosa, però, questa volta, non è passata sotto silenzio. I testimoni oculari della vicenda, increduli, hanno iniziato a far circolare via Whatsapp il proprio racconto della vicenda e alcune foto dell’ennesima vittima della violenza che quotidianamente terrorizza gli abitanti delle Favelas. In poche ore, la “catena” è diventata virale, e migliaia di persone si sono riversate in strada, nel luogo dell’accaduto, con striscioni come “smetti di ucciderci” e “la vita conta anche nella favela”, per protestare contro l’uso sproporzionato della violenza da parte della polizia di Rio de Janeiro, completamente avallato dal governatore Wilson Witzel, seguace della prima ora di Bolsonaro e suo futuro avversario alle presidenziali del 2022. Da parte del governo, le uniche parole di cordoglio, in forma burocratica, sono arrivate dal ministro della Giustizia Sergio Moro. Proprio contro Witzel è rivolta la più grande ondata di sdegno, e l’hashtag #aculpaedowitzel ha inondato i social, insieme ad alcune vignette dal forte impatto, che lo ritraggono con le mani e la bocca sporche di sangue. Da quando Witzel è governatore di Rio, ci sono state già diverse proteste per i metodi da lui utilizzati, come ad esempio i cecchini appostati sugli elicotteri per sparare ai presunti criminali. Evidentemente, però, non era sufficiente questo per capire l’assurdità di una certa ideologia, ed ha dovuto andarci di mezzo un’innocente bambina di 8 anni per svegliare definitivamente l’opinione pubblica.

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Le autorità di Rio de Janeiro hanno annunciato l’apertura di un’indagine per chiarire chi abbia effettivamente sparato e perché, anche se è evidente che il proiettile sia partito da un agente di polizia. Una delle promesse con le quali Jair Bolsonaro è stato eletto Presidente era proprio quella di una politica di tolleranza zero verso i criminali delle favelas, da applicare tramite dure azioni di polizia. “Non importa se qualcuno si farà male”, aveva dichiarato Bolsonaro. Viene da domandarsi se pensi una cosa simile anche riguardo questa terribile vicenda. La situazione nelle favelas è sicuramente gravissima, e la sua gestione è complessa, nessuno lo nega. Ma un simile modus operandi non fa altro che peggiorare la situazione, considerando che ora gli abitanti non devono più temere soltanto le bande di criminali, ma anche la polizia stessa, che i cittadini dovrebbe proteggerli, dato che è sufficiente un banale equivoco perché un agente faccia partire un colpo. Questo tipo di violenza, come se non bastasse, va anche a danneggiare il corpo di polizia stesso: nell’ambito dell’operazione terminata con la morte di Ágatha, anche un agente trentaquattrenne, Felippe Brasileiro Pinheiro, ha perso la vita. I governi di estrema destra si instaurano sempre sfruttando situazioni di instabilità sociale ed economica, e spesso lo fanno democraticamente. Il governo Bolsonaro non fa eccezione. Il problema, però, è che questo tipo di ideologia non porta mai alcuna reale soluzione, ma soltanto un’ulteriore escalation di violenza ed una gravissima perdita della capacità di azione razionale da parte dell’amministrazione. Adesso, però, le stesse catene Whatsapp che avevano dato un’enorme spinta alla campagna elettorale dell’attuale Presidente, gli si stanno rivoltando contro. E la gente inizia a capire che forse, la prossima volta, sarebbe meglio votare con la testa, e non con la pancia.

Giulio Negri

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