RINVENUTO IL CADAVERE DELLA STUDENTESSA CINESE SCOMPARSA A ROMA

La giovane sarebbe stata travolta da un treno mentre inseguiva tre scippatori

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Lunedì scorso, a Roma, si sono perse le tracce di una giovane studentessa cinese, Zhang Yao. La 20enne, figlia di un imprenditore di Hohhot (Mongolia interna), si era trasferita in Italia circa otto mesi fa per frequentare un corso di moda e fashion design all’Accademia di Belle Arti di via Ripetta, sempre nella Capitale. Abitava con l’amica Zou Xiao, sua connazionale e compagna di studi, e con un’altra ragazza in un appartamento sulla Tuscolana, nei pressi della fermata metro Subaugusta.

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“Aiuto, mi stanno aggredendo”: queste alcune delle ultime parole pronunciate dalla giovane, al telefono con la coinquilina, intorno alle 12:40 di lunedì. Quella mattina doveva recarsi all’Ufficio Immigrazione di via Patini per ritirare il permesso di soggiorno. Si è subito ipotizzato un tentativo di rapina e un sequestro di persona: via Salviati, a pochi passi dall’Ufficio immigrazione, è occupata da un vasto campo nomadi, che gli investigatori hanno perlustrato dopo essere stati allertati dall’amica della ragazza. Ma di lei non si sono avute notizie fino a giovedì scorso, quando il cadavere di una giovane orientale è stato rinvenuto nei pressi della stazione di Tor Sapienza, a poche centinaia di metri da via Patini. Intorno alle 3 di notte, i carabinieri del commissariato Prenestino hanno ricevuto una segnalazione e sono subito giunti in via Guglielmo Sansoni, trovando il corpo riverso dietro un cespuglio, lungo la massicciata della ferrovia. L’abbigliamento ha fatto pensare subito che si trattasse di Zhang, come confermato nella tarda mattinata di venerdì dai genitori della studentessa, che hanno preso parte al riconoscimento ufficiale presso l’istituto di medicina legale della Sapienza al Verano.

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Gli investigatori suppongono che la ragazza sia stata travolta da un treno mentre inseguiva i suoi rapinatori. Un’ipotesi confermata da un testimone e dalla videosorveglianza di un’azienda nelle vicinanze: pare che la giovane stesse rincorrendo tre uomini, che le avevano strappato via la borsa. Le ferite presenti sul cadavere sarebbero riconducibili a un forte impatto, che l’avrebbe sbalzato nel dirupo dove è stato ritrovato. Zhang sarebbe morta sul colpo, investita dai vagoni in corsa, proprio negli istanti in cui era al telefono con una seconda amica, a cui aveva riferito di essersi persa tra i binari. La ragazza avrebbe cercato di dissuaderla da quella folle corsa, anche perché documenti e cellulare erano “salvi”. Probabilmente la borsa conteneva ingenti somme di denaro, cosa che ha spinto la giovane ad avventurarsi in una zona tanto impervia pur di acciuffare gli scippatori.

“Sono scioccata: di fronte a notizie come questa non c’è nulla da commentare. Nella nostra comunità c’è molta rabbia. È assurdo che una persona venga rapinata in pieno giorno, a due passi dalla Questura. Come è possibile? [...] Sin dall’inizio ho avuto un brutto presentimento, anche perché la ragazza parlava bene l’italiano e se avesse avuto un problema si sarebbe potuta mettere in contatto con chiunque. L’ambasciata, insieme alla comunità cinese, si è subito mossa. Ci siamo affidati alla polizia italiana, di cui abbiamo grande fiducia” ha dichiarato Lucia King, portavoce della comunità cinese a Roma. Dopo aver appreso la triste notizia, la rappresentanza diplomatica di Pechino ha emanato un comunicato, invitando tutti gli studenti cinesi residenti in Italia a “rafforzare le misure di sicurezza” e a non girare da soli di notte per le vie della Capitale. “Bisogna sensibilizzare soprattutto chi vive da solo, lontano dalla famiglia” spiegano gli esponenti dell’ambasciata.

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La King ha poi aggiunto: “La notizia che si trattasse di una rapina era già circolata, perché noi usiamo strumenti come Wechat. Sin dalle prime ore della scomparsa di Zhang eravamo venuti a sapere dalla coinquilina che, mentre era al telefono con lei e prima che la chiamata si interrompesse, la ragazza le aveva detto che la stavano scippando due bianchi e uno di colore. Speriamo che la verità venga fuori al più presto”. Le telecamere che hanno immortalato l’accaduto sono attualmente al vaglio degli inquirenti. Finora i tre scippatori non sono ancora stati identificati: pare che le figure siano irriconoscibili. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, coordinato dal sostituto procuratore Pierfilippo Laviani, ipotizzando il reato di rapina. Escluse, invece, le accuse di omicidio e di sequestro di persona.

Federica Marocchino

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