RILEGGENDO POESIA - ALESSANDRO FO

Che sei nei cieli

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cms_25013/1.jpgAlessandro Fo compare nella rubrica Inediti nel settembre 1998 (n. 120), con Donna in una patata.

Le note biografiche di allora si fermano – per quanto ovvio – a venticinque anni fa, se dovessimo soltanto rileggere la rivista. Ecco invece alcune note più aggiornate, da https://www.dfclam.unisi.it/it/dipartimento/persone/docenti-ordinari-associati-ricercatori/fo-alessandro. Alessandro Fo è professore ordinario di Letteratura Latina presso l’Università di Siena, e ha a lungo privilegiato lo studio della tarda latinità: ha curato l’edizione tradotta, con introduzione e commento, di Rutilio Namaziano, Il ritorno, Torino, Einaudi 1994; ha collaborato con traduzioni e schede alla Antologia della poesia latina, «Meridiani» Mondadori 1993, e ha contribuito con varie voci al manuale di letteratura latina diretto da Maurizio Bettini (Firenze, La Nuova Italia 1995). Inoltre: Virgilio, Purché ci resti Mantova, Le Bucoliche I e IX tradotte e divagate insieme a Giorgio Bernardi Perini per le Edizioni degli Amici (Sargiano 2002); la traduzione con studio introduttivo e note delle Metamorfosi di Apuleio (Milano, Frassinelli 2003; rist. aggiornata Torino, Einaudi 2010); una nuova traduzione, in esametri ‘barbari’ dell’Eneide di Virgilio, con studio introduttivo, nella «Nuova Universale Einaudi» (Torino 2012; note di Filomena Giannotti). Si occupa anche di fortuna dei classici nella modernità (ha studiato in tal senso soprattutto Virgilio, Orazio, Ovidio e Rutilio Namaziano: quest’ultimo in un ampio saggio introduttivo a Rutilio Namaziano Il ritorno, a cura di Andrea Rodighiero e Sara Pozzato, Torino, Aragno 2011) e di letteratura italiana contemporanea (ha curato varie opere di Angelo Maria Ripellino, fra cui – insieme a Federico Lenzi, Antonio Pane e Claudio Vela – l’integrale delle poesie uscita in due volumi, rispettivamente presso Aragno e Einaudi, nel 2006 e 2007). Ha pubblicato il saggio Il cieco e la luna. Un’idea della poesia (Sargiano, Edizioni degli Amici 2003). Questi i suoi libri di versi: Otto febbraio (Scheiwiller 1995); Giorni di scuola (Città di Castello, Edimond 2001); Piccole poesie per banconote (Firenze Polistampa 2002); Corpuscolo (Einaudi 2004); Vecchi filmati (Manni 2006); è in programmazione nella collana di poesia Einaudi, per il maggio 2014, la sua nuova raccolta Reliqua desiderantur. Quindi è poeta, latinista e traduttore.

cms_25013/2_1646104403.jpgNato nel 1955, è figlio dello scrittore Fulvio Fo e nipote dell’assai più famoso Dario, premio Nobel per la letteratura 1997 (questo per i cultori degli alberi genealogici). Nel maggio 2013 la giuria del premio intitolato a Gregor von Rezzori per la miglior traduzione in italiano di un’opera di narrativa straniera ha proclamato vincitore Alessandro Fo per la sua versione dell’Eneide di Publio Virgilio Marone. Nel 2014 Fo ha vinto il Premio Viareggio per la poesia. È autorevole membro della giuria del Concorso Città di Acqui Terme, a lungo presieduto da Giorgio Bàrberi Squarotti: dopo la scomparsa di quest’ultimo la presidenza è passata a Maurizio Cucchi. Innumerevoli, tornando ad Alessandro Fo, i saggi, le curatele, i suoi testi presenti in antologie italiane e internazionali. Limitandoci alla poesia ecco le principali pubblicazioni: Le cose parlano, in Sette poeti del Premio Montale, Roma 1988, Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro di Vanni Scheiwiller, 1989, pp. 29–54. A ricordo del Grande Bologna, in Poesia contemporanea, Secondo quaderno italiano a cura di Franco Buffoni, Milano, Guerini e Associati, 1992, Otto febbraio, Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro di Vanni Scheiwiller, 1995. Giorni di scuola, Città di Castello, Edimond, 2000. Piccole poesie per banconote, Firenze, Pagliai Polistampa, 2002. Collezione di poesia, Torino, Einaudi. Vecchi filmati, Lecce, Manni, 2006. I poeti di ‘Vico Acitillo’: Alessandro Fo, libro elettronico (pdf), Napoli 2009. Mancanze, Collezione di poesia, Torino, Einaudi, 2014, Filo spinato, Collezione di poesia, Torino, Einaudi, 2021. L’ultima, quindi, è recentissima. Proponiamo una poesia da Reliqua desiderantur, silloge poi uscita per Einaudi nel 2014, come dicevamo. Questa poesia e altre poesie come queste davvero meritano di essere lette e rilette.

Che sei nei cieli

D’improvviso straziava il pomeriggio
il pianto del bambino
disperato al cancello, per un caso
chiuso di fuori.

Corsi, sopra, a lato
«Alessandro, – chiamai – scendo, ti apro.
Non preoccuparti più. Dammene il tempo!»

«Dove sei? – singhiozzò – Non ti vedo»

«Qui, affacciato,
settimo piano del palazzo accanto».

Un attimo, la mano sopra gli occhi,
non mi trova, si scorda dell’aiuto
non sente più, stravolge in una smorfia
dolorosa la bocca, grida forte,
implora il padre, e ormai rinnega pure
la pura verità di avermi udito.

Raffaele Floris

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