RILEGGENDO POESIA – LUCETTA FRISA E MARCO ERCOLANI

Due poesie

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cms_22939/0.jpg“Gli appuntamenti nel mio nido poetico al primo piano di Via Bessarione 34 (Milano, Nda) riprendono LUNEDI 30 SETTEMBRE 2019 alle 17.45 con due ospiti d’eccezione: gli scrittori MARCO ERCOLANI e LUCETTA FRISA, sodali in vita e in poesia, parleranno di due loro importanti raccolte poetiche: M. Ercolani - Nel fermo centro di polvere (Il leggio, 2018) e L. Frisa -Nell’intimo del mondo (Puntoacapo, 2016). Due figure di alto profilo non solo sul piano poetico, ma della ricerca intellettuale ed estetica a tutto tondo. Una partenza speciale!” Il nido poetico, o – se i lettori preferiscono – l’Atelier di Alessandra Paganardi è uno spazio generosamente e gioiosamente messo a disposizione dalla poetessa e aforista milanese dove si sono svolti, finché l’emergenza sanitaria lo ha permesso, incontri di poesia molto partecipati, con un pubblico sempre attento e disponibile all’incontro e al confronto. Abbiamo voluto citare questa nota di cronaca perché anche nella rubrica Le città dei poeti – Genova (n. 58/gennaio 1993), Marco Ercolani e Lucetta Frisa avevano pagine contigue. Il primo parlava di Un luogo visionario, e subito dopo appariva Genova: sotto il segno del cancro.

Leggiamo quanto scrive Stefano Vitale su: https://www.ilgiornalaccio.net/libri/nel-fermo-centro-di-polvere-i-versi-di-marco-ercolani/.

cms_22939/ercolani_.jpegMarco Ercolaniè nato a Genova nel 1954. E’ psichiatra e scrittore. Artista complesso: narratore, critico letterario, saggista, curatore di collane, aforista, poeta. Insomma un autore che pratica la parola ed usa il linguaggio nelle sue forme, stili e strutture diverse. Come ha scritto Dario Capello, questo “È il libro di un poeta che da sempre conosce il senso della vertigine, del doppio movimento, imprendibile, delle cose e della lingua che le nomina. La parola di Marco Ercolani è qui scagliata, scagliata fuori dal suo stesso fluire ritmico, dopo essere stata a lungo macerata, febbrilmente meditata.” E’ la padronanza del linguaggio che prima di tutto colpisce in questa raccolta raffinata, articolata, profonda. La lingua qui “ritrova una forza non comune, un’originalità di dizione che altri poeti hanno perduto o non sanno trovare” (così scrive Antonio Devicienti nella sua introduzione) per cui la raccolta è portatrice di un piacere in sé, quello di incontrare una scrittura forte e piena, consapevole e ricca di sfumature. In un momento storico in cui la perdita di qualità del linguaggio va di pari passo con lo scadere della qualità della vita sociale e culturale del nostro Paese, credo che Ercolani ci offra una via di riflessione critica necessaria. Persona che analizza lucidamente, spietatamente il proprio lavoro, autore critico con se stesso, come con gli altri, Ercolani, nell’intervista curata da Gabriela Fantato che arricchisce il libro, chiarisce il senso del suo lavoro e della sua poetica. “La poesia, in quanto enigma, è esperienza dell’inconciliabile. Tutto non è mai come appare: l’universo di ogni parola ha l’inafferrabilità e la potenza del miraggio. La magia del canto incrina la compattezza del discorso, lo dissolve…”.

Su Lucetta Frisa invece rimandiamo a: https://site.unibo.it/atlante-poeti/it/poeti-nord-ovest/lucetta-frisa.

cms_22939/frisa.gifLucetta Frisa (Genova, 1949) è poeta, scrittrice, traduttrice, lettrice a voce alta. Tra i suoi libri di poesia: La follia dei morti (Campanotto, 1993), Se fossimo immortali (Joker 2006), Ritorno alla spiaggia (La Vita Felice, 2009), L’emozione dell’aria (CFR, 2012), Sonetti dolenti e balordi (CFR, 2013). Ha tradotto, tra gli altri, Henri Michaux, Bernard Noël, Alain Borne. Suoi testi in riviste (Poesia, Nuova Corrente, Nuova Prosa, La Clessidra, La mosca di Milano, L’immaginazione ecc.) e antologie (Il pensiero dominante, Genova in versi, Trent’anni di Novecento, Altramarea, Poems from Liguria). Collabora a riviste cartacee e siti web. Sue poesie sono tradotte in inglese, francese, spagnolo e tedesco. Finalista in diversi premi letterari, ha vinto il Lerici-Pea (2005) per l’Inedito e l’Astrolabio 2011 della critica per la sua opera complessiva. Sono entrambi grandi autori, che meritano questa e altre attenzioni. Presenti entrambi su riviste, blog, siti di letteratura, non è difficile incontrare la loro poesia sulle strade del web. Per i lettori interessati a ulteriori approfondimenti critici suggeriamo la pubblicazione di Elio Grasso ANNI DI POESIA, Recensioni e interventi 1985-2019, puntoacapo ed., 2020. Marco Ercolani e Lucetta Frisa, giustamente, compaiono più volte.

Lettera agli annegati

La prima lotta fu uscire da un ventre
verso l’asciutto vuoto verticale,
l’ultimo è il ritorno all’acqua.
Lo sai che i pesci tacciono muoiono
non tentano nessun limite nuotano
nella rete chiusa del mare.
Può ancora respirare chi continua a scrivere
lettere agli annegati
e chiedere eternamente quale fessura
fine di sasso separi
chi fugge da chi resiste.

L. Frisa, Nell’intimo del mondo. Antologia poetica 1970-2014, puntoacapo 2016.

Lei tace, tu abbandoni le braccia.
Torna segreto, il sole.
Lettere ancora bianche, mai scritte, mai perdute.

Aprono i cancelli. Ma del vento nessuna traccia.
Soffierà, forse.
In cima alle pietre.

Buio agli occhi. Vertigine.
Naufraghi sul tavolo.

M. Ercolani, Nel fermo centro di polvere (Il Leggio, Chioggia (Ve), 2018

Raffaele Floris

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