RILEGGENDO POESIA – GIOVANNA SICARI

Vorrei baciarti il sangue

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cms_27648/poesia.jpgRicordo di Giovanna Sicari fu un articolo firmato da Daniele Piccini pubblicato nel febbraio del 2004 (n. 180).

L’autrice era infatti scomparsa a Roma il 31 dicembre 2003, dopo una lunga malattia. Era nata a Taranto nel 1954. “Le poesie di Giovanna,” affermava Piccini, “sorgono da una notte che si è consumata nel mezzo dell’Italia, in quel centro un po’ stracciato e un po’ ricco di energia nascente. Esse ci parlano di un neonato che piange, di un diseredato che fugge, di questa umanità talmente ricca da poter sfuggire alla propria esaltazione. […] Un fardello di parole che promettono un vissuto a quanti ascoltano. […] Una promessa nomade, ricca di una forza che spinge i passi, che muove i muscoli dell’occhio, che alla fine sfocia in passaggi veri, comprensibili. Giovanna non si è mai accontentata di guardare dentro di sé, ha sempre cercato linee di fuga che dal nucleo arrivano alle mura della città.” Siamo dunque dinanzi a un’artista prematuramente scomparsa, già molto nota negli ambienti della poesia dei primi anni ’80, anche perché moglie di Milo De Angelis (ma, si badi, non solo per questo). Dal 1962, con la famiglia, si trasferisce a Roma, nel quartiere Monteverde. Le sue prime poesie escono a partire dal 1982 sulla rivista «Le Porte», quindi su «Alfabeta», «Linea d’Ombra», «Nuovi Argomenti». A partire dal 1986 pubblica sette libri di versi e tre di prosa, tra questi un volume miscellaneo, La moneta di Caronte, che raccoglie contributi di scrittori contemporanei. Dal 1985 al 1989 è redattrice della rivista «Arsenale». A partire dagli anni Ottanta inizia inoltre a lavorare come insegnante nel penitenziario di Rebibbia, a Roma, incarico che mantiene fino al 1997, quando si ammala gravemente. Dopo essersi sottoposta a interventi e cure prima a Roma, poi a Milano, dove nel frattempo si era trasferita col marito Milo De Angelis e il figlio Daniele, torna a Roma nell’estate del 2003, dove muore nella notte tra il 30 e il 31 dicembre. La raccolta di poesie di Milo De Angelis Tema dell’addio è a lei dedicata, così come la suite Poesie per Giovanna di Biancamaria Frabotta. Ha scritto pagine quiete ma tese, “con viso di madre che vuole rallentare il tempo per sé e per chi ama” (Piccini). Le sue opere, dopo la sua scomparsa, hanno assunto – secondo molti – un massimo di trasparenza, verità e splendore. E tuttavia si può anche intravedere la deriva, perché, soprattutto nell’ultima raccolta, Epoca immobile (Jaca Book), non c’è diario biografico, pure scritto sotto la spinta della malattia, “ma qualcosa come un grafico oscuro, una mappa indecifrabile e preziosa” (cit.).

cms_27648/Giovanna_Sicari.jpgSiamo convinti che, a quasi vent’anni dalla sua scomparsa, Giovanna Sicari meriterebbe di avere almeno un sito personale, che ne illustri la biografia, le opere in poesia e in prosa. Vogliamo citare, in poesia, Viaggio clandestino, Siena, Quaderni di Barbablù, Collettivo di poesia n. 1, 1984. Decisioni, Siena, Quaderni di Barbablù n. 30, 1986. Ponte d’ingresso, Roma, Rossi & Spera, 1988. Premio Brutium Città di Tropea. Sigillo, Milano, Crocetti, 1989. Non solo creato (insieme a Milo De Angelis), Milano, Crocetti, 1990. Uno stadio del respiro, Milano, Scheiwiller, 1995. Premio Dario Bellezza e premio Ceppo. Nudo e misero trionfi l’umano, Roma, Empirìa, 1998. Roma della vigilia, Roma, Il Labirinto, 1999. Epoca immobile, Milano, Jaca Book, 2004. Naked Humanity. Poems 1981-2003, Stony Brook, NY, Gradiva Publications, 2004. Poesie 1984-2003, a cura di R. Deidier, Roma, Empirìa, 2006. Di lei si sono occupati, oltre ovviamente a Milo De Angelis, E. Pecora, E. Deidier, B. Frabotta, L. Fontanella, F. Serragnoli, G. Linguaglossa, E. Grasso, P. Corbo, G. Fantato, M.P. Quintavalla, E. Affinati, M. Attanasio, D. Capello, M. Caporali, R. Carifi, R. Copioli, M. Cucchi, R. Deidier, A. De Palchi, G. Fantato, M. Guzzi, G. Majorino, R. Mussapi, G. Palmery, P. Perilli, R. Roversi, M. Santagostini, C. Scalesse, L. Sicari, L. Tassoni, A. Toni, P. Valesio, I. Vincentini, M. Vitale. Siamo consapevoli che alcuni fra i nostri lettori non sapessero molto di Giovanna Sicari prima di questo intervento, e poco conoscano anche i nomi or ora citati: ma non è impresa ardua approfondire, consultando il web. Una (buona?) informazione di cultura poetica non può prescindere da tutto questo. Un obiettivo possibile: qualche buona lettura.

Vorrei baciarti il sangue

Vorrei baciarti il sangue
amore mio, e ancora fare andare
le dita nel vento,
accarezzarti i capelli, la fronte
sentirti dentro l’aria
dentro il ventre, sentire
come è leggero il vento
e come apre le vie
e come tutto sembra possibile
sapere quanto possa
l’amore con la saliva e il silenzio
curare dalla fonte.

Foto di Dino Ignani: si ringrazia.

Raffaele Floris

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