QUIRINALE 2022, QUARTA VOTAZIONE ...SARA’ ANCORA FUMATA NERA?

Salvini, Letta, Meloni, Conte, Renzi (- dalla nostra pagina h.11,00 diretta dalla Camera dei Deputati -)

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cms_24587/1.jpgQuarta votazione per eleggere il presidente della Repubblica. Alle 11 di oggi, 27 gennaio 2022, riprende la seduta alla Camera, in una giornata che si annuncia cruciale tra news, contatti e trattative attorno ai nomi di candidati per il Quirinale. Dopo la terza fumata nera nel voto di ieri - con 125 preferenze per il presidente Sergio Mattarella e 114 per Guido Crosetto - il quorum scende a 505. La giornata di oggi sarà segnata da nuovi vertici e colloqui. Di prima mattina, in particolare, dovrebbero riunirsi i leader del centrodestra.

Salvini

cms_24587/2_1643257308.jpg"La soluzione è vicina", dice Matteo Salvini, leader della Lega, nel corso del frenetico mercoledì. "Noi abbiamo fatto nomi di alto profilo, ne faremo anche altri", dice in serata rivolgendosi ai grandi elettori del Carroccio. Smentito l’incontro con il costituzionalista Sabino Cassese: "Non so dove abita. Abita ai Parioli? Non ci sono stato oggi dalle parti dei Parioli...".

"E’ da un mese che dal centrosinistra non arrivano proposte, dal centrosinistra da un mese stanno arrivando no", dice in un’altra delle dichiarazioni rilasciate nel corso della giornata. La posizione della Lega sulla presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, non cambia: "Come Fico è tra le più alte cariche istituzionali. Quindi non fa parte di rose politiche, di proposte. Casellati è candidabile senza che Salvini la proponga".

Letta

cms_24587/3.jpgL’ipotesi di candidatura di Casellati a metà giornata innesca il tweet del segretario Pd, Enrico Letta. "Proporre la candidatura della seconda carica dello Stato, insieme all’opposizione, contro i propri alleati di governo sarebbe un’operazione mai vista nella storia del Quirinale.

Assurda e incomprensibile. Rappresenterebbe, in sintesi, il modo più diretto per far saltare tutto", scrive il segretario dem, illustrando una posizione che verrà ribadita in serata nell’assemblea dei grandi elettori del partito.

"Qualunque presidente voteremo - qualcuno di noi sarà contento, qualcun altro meno - l’obiettivo più grande lo avremo raggiunto: tramontata la candidatura di parte, si negozierà infatti un nome non di parte e autorevole. E questa è una nostra vittoria: non ci sarà un presidente di destra", dice. "Per ora -aggiunge- il centrodestra nella sua interezza ha detto no a tutte le nostre ipotesi di personalità terze: Mattarella, Draghi, Amato, Casini, Cartabia, Riccardi... Se non ci sono novità, voteremo scheda bianca, come è giusto che sia. Se, invece, arriveremo a delle novità prima del voto delle 11, allora ci incontreremo e ne discuteremo".

Meloni

cms_24587/4.jpgLa posizione di Fratelli d’Italia è esposta in una nota. "FdI continua a ritenere imprescindibile una votazione compatta del centrodestra su un candidato della coalizione" all’elezione del presidente della Repubblica.

"Il risultato della candidatura di bandiera di Guido Crosetto - che raccoglie in aula il doppio dei voti di Fratelli d’Italia che lo proponeva - dimostra la potenziale attrattività che avrebbe un candidato unitario del centrodestra nell’attuale Parlamento - si sottolinea nella nota del partito di Giorgia Meloni - Ragione per la quale ancora una volta, pienamente soddisfatti dell’unità con cui il centrodestra si sta muovendo in questa fase, FdI continua a ritenere imprescindibile una votazione compatta del centrodestra su un candidato della coalizione, come concordemente valutato nell’ultimo vertice. A Matteo Salvini il mandato di individuare, attraverso le sue molteplici interlocuzioni, il candidato più attrattivo tra quelli presentati ieri".

Conte

cms_24587/5.jpg"Ora non siamo in condizione di avere un nome da votare, ci saranno evoluzioni. Abbiamo invitato il centrodestra a un confronto. Non possiamo escludere una svolta nella trattativa", fa eco Giuseppe Conte, leader M5S. "Abbiamo detto al centrodestra che non ha senso insistere su candidati di bandiera. Questa è la logica dello schema di confronto".

"Casellati è una candidatura della più alta carica istituzionale dopo il Capo dello Stato. Quando si è diffusa l’ipotesi di candidatura di Casellati da parte del centrodestra si erano create le premesse di un cortocircuito con noi e di uno sgarbo verso di lei: una carica istituzionale non può essere trasformata in candidatura di bandiera. Creerebbe imbarazzo istituzionale senza logica", afferma. "Ci auguriamo questa ipotesi venga accantonata dal centrodestra", sottolinea il leader pentastellato.

Renzi

cms_24587/6.jpg"No". Matteo Renzi risponde secco a chi gli chiede se il nome di Mario Draghi per il Quirinale sia bruciato. E annuncia: "Oggi come Italia Viva faremo una dichiarazione". Quanto alla elezione del nuovo presidente della Repubblica, "continuo a sperare si chiuda nei prossimi giorni. Qui c’è una partita complicata, il Paese vive un momento difficile, la situazione internazionale è grave".

Poi aggiunge: "Questa sia l’ultima volta che si elegge un presidente della Repubblica in questo modo. Bisogna andare al presidenzialismo o semipresidenzialismo cioè l’elezione diretta dei cittadini. E questo pone il tema delle riforme costituzionali". "Che sia l’ultima volta di questi catafalchi, di queste schede bianca", afferma.

"Va benissimo Draghi, che sarebbe una garanzia per tutti, ve benissimo Casini, ma quale che sia il nome facciamo in fretta". "Non è uno show, la gente è stanca", sottolinea il leader di Iv. Renzi poi non crede all’impasse dovuta alle trattative sull’esecutivo: "Se Salvini, se la maggioranza parlamentare si convince su Draghi al Quirinale, il governo si fa in un minuto e mezzo", assicura.

La presidenza del Senato in cambio dei voti di Italia viva per Elisabetta Casellati al Quirinale? "E’ un’ipotesi che non esiste". "Penso di essere il più antipatico d’Italia, ma anche quelli che mi odiano sanno che io non faccio mai una battaglia per avere un posto, l’ho dimostrato con la vicenda di Conte, quando per sostenere un Conte 3 erano disposti a offrirmi di tutto, ma io ho detto no perché volevo Draghi", continua il leader di Iv. "Nessuno me l’ha offerto, ma vi sembro il tipo che dà i propri voti sulla base di uno scambio? Ma io queste cose non le faccio, è un’ipotesi che non esiste", scandisce Renzi.

Diretta dalla Camera dei Deputati

Redazione

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