QUIRINALE, SI VOTA PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA...LETTA, SALVINI, CONTE, RENZI

Cosa succede se viene eletto Draghi

1643089639PRIMA_QUIRINALE,_SI_VOTA_PER_IL_PRESIDENTE_DELLA_REPUBBLICA_ITALIANA_-_Copia.jpg

E’ il giorno delle elezioni al Quirinale con il primo voto del Parlamento in seduta comune, con il via previsto per le 15. Dopo ore di vertici e trattative per la scelta del prossimo Presidente della Repubblica ancora questa mattina i leader dei partiti si incontreranno per definire la strategia da adottare nel corso delle prime votazioni mentre va avanti il confronto sui nomi dei candidati. L’elezione in tempi di Covid ha portato a definire nuove regole sulle modalità di voto per i grandi elettori positivi.

cms_24554/letta.jpgLETTA

Ieri sera, mentre Giuseppe Conte diceva ai grandi elettori grillini che i 5 Stelle non hanno preclusioni su un nome di centrodestra a differenza di Pd e Leu, Enrico Letta ha impresso un’accelerazione alla partita sul Colle. Parlando in tv da Fabio Fazio, il segretario dem ha posto in chiaro il tema della candidatura di Mario Draghi al Quirinale. Ha annunciato chevedrà oggi Matteo Salvini e che metterà al primo punto del colloquio un chiarimento proprio sulla figura del premier: "Voglio capire se le dichiarazioni fatte", il no a Draghi al Colle, "siano ultimative oppure no".

E sul tavolo ha messo anche un altro punto all’odg: il Mattarella bis. "Per noi sarebbe l’ideale, parleremo anche di questo". Letta ha preso l’iniziativa e si prepara all’incontro - forse decisivo - con Salvini mettendo pubblicamente sul tavolo le opzioni in grado di poter salvaguardare al meglio legislatura e governo, secondo i dem. Letta lo ha ripetuto anche ieri sera: "L’unica maggioranza che c’è, è quella che esprime il governo Draghi". E solo da un accordo su un nome condiviso all’interno della maggioranza passa la possibilità di non far saltare tutto.

Il no di Salvini a Pier Ferdinando Casini è stato letto come un possibile passo avanti verso Draghi da alcuni tra i dem. Sabato "è stata un giornata complessa per il centrodestra e capisco che ci sia bisogno di un’evoluzione" ma, ha detto Letta, "sono ottimista che troveremo nell’arco di 48 ore, massimo 72 ore una soluzione". Intanto tra i parlamentari dem c’è forte il timore che fino a quelle 72 ore possa maturare uno scenario del tutto diverso. C’è il timore che il centrodestra avanzi un nome "insidioso" che possa mettere a rischio la tenuta dei 5 Stelle.

Per Letta, Draghi è una "risorsa da preservare" e non si può "assolutamente" correre il rischio di perderlo sia al governo che al Quirinale.

cms_24554/salvini.jpgSALVINI

Ancora non c’è l’ufficialità, ma il centrodestra sarebbe orientato a votare scheda bianca oggi sul Colle. Ai giornalisti riuniti in piazza Montecitorio per tirare le fila della domenica di contatti, Matteo Salvini ha detto di non aver ancora deciso sul da farsi, ma lo stallo attuale per mancanza di nomi condivisi lascia intendere che si arriverà alla bianca al primo round. Oggi alle 10 Fdi riunirà parlamentari e delegati regionali, mentre all’ora di pranzo sarà la volta dei grandi elettori di Fi. Anche i ’centristi’ della coalizione, da Coraggio Italia all’Udc, potrebbero presentare scheda bianca. Salvini ha assicurato che il ’’centrodestra è compatto e voterà compatto dall’inizio alla fine’’.

Per Salvini "togliere Draghi da presidente del Consiglio sarebbe in questo momento pericoloso per l’Italia in un momento difficile. Con le bollette che stanno aumentando, con l’inflazione che sta galoppando....’’. Draghi deve restare a Palazzo Chigi, ha ribadito il leader della Lega. ’’Reinventarsi un nuovo governo daccapo - ha avvertito - penso che fermerebbe il Paese per giorni e giorni e la Lega non vuole questo’’.

Quanto a Pier Ferdinando Casini "non è una proposta del centrodestra’’ ha risposto il leader della Lega a chi gli chiedeva se nella rosa di nomi che proporrà al centrosinistra c’è anche quello dell’ex presidente della Camera.

’’Noi faremo una serie di proposte - ha spiegato ieri - Il centrodestra, che è maggioranza nel Paese ed è maggioranza relativa in questo Parlamento, ha il diritto e dovere di fare queste proposte, senza che nessuno metta dei ’no’ pregiudiziali e ideologici, senza sapere nemmeno di chi stiamo parlando: donne e uomini di assoluto spessore. Ci sono, e faremo i nomi nelle prossime ore perché sto raccogliendo idee e proposte. E non ci sarà un nome imposto e proposto, ce ne saranno due, tre, quattro... Spero che dalla sinistra non arrivino no, no, no... Perché l’Italia merita una scelta veloce e condivisa e non merita confusione’’.

cms_24554/conte.jpgCONTE

Giuseppe Conte nella riunione con i grandi elettori M5S in vista del voto per il Quirinale ha parlato della candidatura di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, spiegando che "è una proposta che ho fatto ai leader di Pd e Leu. Non ha colori politici. Non può essere una candidatura di bandiera, è una personalità che ha onorato l’Italia. È una figura che possiamo offrire al dialogo con le altre forze politiche".

"Nel comunicato che abbiamo diffuso con Pd e Leu abbiamo detto che proporremo un tavolo con tutti i gruppi parlamentari. Riteniamo quindi non opportuno nelle primissime votazioni lanciare il nome di Andrea Riccardi. Proprio perché invitiamo altre forze ad un confronto, non è utile ’bruciare’ subito la candidatura di Riccardi. Ragionevolmente" oggi, "riteniamo di dover votare scheda bianca, così che il confronto con le altre forze politiche possa proseguire". "Il nome di Riccardi, che potrebbe avere una vis attrattiva, lo vorremmo proporre più avanti dopo aver avviato il confronto con le altre forze politiche", ha sottolineato l’ex premier.

cms_24554/renzi.jpgRENZI

Ma Matteo Renzi non vede possibilità per il fondatore della Comunità di Sant’Egidio. "AndreaRiccardi è una persona straordinaria. Io credo che non abbia nessuna possibilità di essere eletto - ha detto a ’Mezz’ora in più’ su Rai3 - I 5 Stelle lo vogliono come candidato di bandiera per stare sui giornali ma qui il punto è chi fa il presidente, non il candidato di bandiera".

"Casini sicuramente quando ha fatto il presidente della Camera lo ha fatto bene. Viene fuori sui giornali che è una delle personalità a cui si pensa" ha aggiunto il leader di Italia Viva. Quanto a Berlusconi, "io credo che abbia sbagliato a credere a quel suo inner circle che lo ha messo su una cosa che non stava né in cielo né in terra perché non aveva i numeri e meno che mai in questo momento. Chi gli voleva bene, lo doveva fermare. Il veto di Berlusconi a Draghi? Un po’ mi ha stupito".

Secondo Renzi o "si va verso un presidente che garantisce Draghi a Palazzo Chigi, perché nessuno si può prendere il lusso di perderlo, oppure l’alternativa è una scelta politica perché si va al Colle solo in virtù di un accordo politico".

cms_24554/Draghi.jpg

Quirinale, cosa succede se viene eletto Draghi

Secondo l’articolo 84 della Costituzione "l’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica". Perciò se l’eletto in quel momento ricopre un altro ruolo deve dimettersi prima dell’insediamento al Quirinale. È accaduto, ad esempio, con Francesco Cossiga, presidente del Senato; Giovanni Gronchi e Oscar Luigi Scalfaro, presidenti della Camera; Sergio Mattarella, giudice costituzionale; Luigi Einaudi, governatore della Banca d’Italia, vicepresidente del Consiglio e ministro del Bilancio; Antonio Segni e Giuseppe Saragat, ministri degli Esteri; Carlo Azeglio Ciampi, ministro dell’Economia. Mai nella storia è accaduto che un presidente del Consiglio in carica sia stato eletto Capo dello Stato e se ciò accadesse si aprirebbe una procedura inedita, sicuramente più complessa di quella che, ad esempio, porta alle dimissioni e alla sostituzione più o meno immediata di un presidente della Camera, di un ministro o di un giudice costituzionale.

L’unico riferimento normativo esistente da cui si possa partire è l’articolo 8 della legge 400/1988, che disciplina l’attività del Governo e l’ordinamento della presidenza del Consiglio. "In caso di assenza o impedimento temporaneo del presidente del Consiglio, la supplenza -si legge nella disposizione- spetta al vicepresidente o, qualora siano nominati più vicepresidenti, al vicepresidente più anziano secondo l’età. Quando non sia stato nominato il vicepresidente del Consiglio dei ministri, la supplenza spetta, in assenza di diversa disposizione da parte del presidente del Consiglio, al ministro più anziano secondo l’età".

Finora nella storia repubblicana è accaduto che vicepresidenti del Consiglio o ministri anziani siano stati chiamati a presiedere il Consiglio dei ministri, ma non si ricordano casi di assenza o impedimento di un premier tali da richiedere sostituzioni prolungate nel tempo.

cms_24554/Draghi_2.jpgProprio per l’incompatibilità prevista dall’articolo 84, in caso di elezione a Presidente della Repubblica, il premier Mario Draghi dovrebbe presentare prima del giuramento e dell’insediamento le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato ancora in carica, senza tuttavia che possa essere seguita, come avviene in caso di crisi di governo, la normale procedura con presa d’atto e invito a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti e accettazione delle dimissioni contestualmente alla nomina del nuovo presidente del Consiglio.

Perciò, secondo il parere di autorevoli giuristi, con la comunicazione delle dimissioni del premier al Consiglio dei ministri, assumerebbe la supplenza il ministro anziano, Renato Brunetta, a meno che nel frattempo non venga nominato un vicepresidente del Consiglio, che attualmente non c’è, o Draghi disponga diversamente. Una volta insediato al Quirinale l’ormai ex premier, il ministro che ha assunto la guida del Governo presenterebbe le sue dimissioni al nuovo Presidente della Repubblica.

A quel punto però si aprirebbe un altro inedito nella prassi che prevede che il presidente del Consiglio presenti le dimissioni per cortesia al nuovo Capo dello Stato e che questi le respinga. In questo caso infatti le dimissioni verrebbero accettate e dovrebbe aprirsi una formale crisi di governo per arrivare alla nomina di un nuovo premier. Una serie di passaggi formali che tuttavia potrebbero essere in qualche modo scanditi e definiti da un’intesa tra quelle stesse forze politiche che dovessero accordarsi sull’elezione di Draghi al Quirinale.

Diretta dalla Camera dei Deputati

Redazione

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


News by ADNkronos


Salute by ADNkronos