QUIRINALE, PER VOTAZIONI IN AULA MASSIMO 200 PARLAMENTARI

Berlusconi, Salvini, Letta, Conte, D’Alema, Renzi, Di Battista, Calenda

1642131028Copertina_pillole_di_politica.jpg

Quirinale, per votazioni in Aula massimo 200 parlamentari

cms_24448/camera_quirinale_fg_1301.jpgSolo 200 parlamentari potranno accedere in Aula per partecipare all’elezione del Presidente della Repubblica. Questa l’indicazione che arriva dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, ancora in corso. Ogni gruppo, secondo quanto si apprende, deciderà chi potrà accedere in Aula in proporzione alla sua consistenza.

Nelle tribune, invece, potranno accedere 106 parlamentari e delegati regionali senza contingentamento per gruppo. Inoltre i parlamentari potranno entrare in Aula solo con tampone negativo.

Non ci saranno poi i tradizionali catafalchi nell’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Alla luce delle nuove norme anti-Covid, saranno messe a disposizione dei parlamentari delle cabine diverse da quelle utilizzate in passato: "Sarà garantito il rispetto delle norme sanitarie ma anche la segretezza", assicurano fonti di Montecitorio.

Secondo quanto si apprende, nella conferenza si è parlato anche della possibilità di consentire ai grandi elettori positivi al Covid di esprimere il proprio voto. Il tema sarebbe stato sollevato dal capogruppo di Fdi Francesco Lollobrigida: contrari a questa ipotesi Pd e Italia Viva. Forza Italia avrebbe chiesto invece di inviare funzionari delle prefetture a prendere il voto dei positivi a domicilio. Il capogruppo leghista Riccardo Molinari avrebbe appoggiato tale richiesta, proponendo di far votare i positivi la mattina a domicilio e di far arrivare entro lo spoglio serale le schede tramite prefetture.

Quirinale, Berlusconi sfida ’fuoco amico’: "Draghi resterà a Chigi, posso farcela"

cms_24448/berlusconi98_fg.jpg’’Il vertice servirà a capire come allargare il campo, ovvero come proporre la candidatura di Berlusconi al Colle al di fuori del perimetro del centrodestra’’, dice Lorenzo Cesa dopo aver sentito al telefono Silvio Berlusconi. Oggi a Villa Grande, dunque, il Cav non scioglierà la riserva ma ribadirà la sua intenzione di scendere in campo e si attende il sostegno di tutti gli alleati, visto che è stato il fondatore di questa coalizione. Se Draghi va al Colle, il governo cade, va ripetendo come un mantra a chi lo sente l’ex premier, convinto che la paura di andare al voto e di perdere la cadrega prevarrà su tutto.

"E proprio perché è sicuro che l’ex governatore di Bankitalia resterà a palazzo Chigi, Berlusconi non lo considera un antagonista e tira dritto per la sua strada’’, confida Vittorio Sgarbi che da oltre una settimana gli sta facendo da ’telefonista’ nell’attività di scouting parlamentare specialmente nel Misto e tra i Cinque stelle. Il critico d’arte, però, lo ha messo in guardia dal ’fuoco amico’ il vero scoglio da superare. I franchi tiratori si annidano innanzitutto dentro Fi, ma anche nella Lega, dove tanti si trovano in difficoltà, se non in imbarazzo e, non a caso, continuano a circolare voci su un piano B, anche se oggi Matteo Salvini ha dichiarato pubblicamente che ’’il centrodestra è compatto sul nome di Berlusconi’’.

Pure Fdi è freddina, non ’si espone’ più di tanto e attende che sia il Cavaliere a ufficializzare la sua corsa. Non a caso, oggi Giorgia Meloni ha preferito non rispondere a domande dirette, rinviando tutto al summit di domani, aprendo però il fronte della legge elettorale: ’’Mi pare che in queste ore molti lavorano per avere la garanzia che ci sia una legge proporzionale...’’. Nell’inner circle forzista, molti avrebbero consigliato a Berlusconi di dare la sua disponibilità solo dopo aver innanzitutto verificato l’unità della coalizione attorno al suo nome. Tra questi Sgarbi, appunto, ma soprattutto Gianni Letta.

Non sono passate inosservate, infatti, le parole dell’eminenza azzurrina pronunciate oggi dopo la visita alla camera ardente di David Sassoli: ’’Se il clima sentito in Parlamento nel ricordo di David, un clima di desiderio da tutte le parti di contribuire a guardare gli interessi del Paese e non alle differenze di parte, fosse quello che porta i grandi elettori a votare per il presidente della Repubblica, sarebbe una grandissima lezione’’. Frasi su cui si è trovato d’accordo Matteo Renzi, altro battitore libero nella partita quirinalizia: ’’Sono totalmente d’accordo con Letta, Gianni’’, che "definisce uno schema di gioco totalmente diverso da quello della conta...’’.

’’Allo stato - assicura Sgarbi, pallottoliere alla mano - sono 12 (nel centrodestra) quelli che non voteranno mai il leader azzurro, a fronte di 10 ’nuovi acquisti’ pronti a votarlo al fuori del perimetro della coalizione’’. I ’numeri’, dunque, sono ’l’assillo’ in questo momento di Arcore e dei suoi fedelissimi. ’’Se alla fine della fiera, fatte tutte le verifiche del caso - sottolinea il leader di Rinascimento - mancano all’appello quei 50 voti utili a Berlusconi per andare al Colle, oltre agli attuali 450 grandi elettori del centrodestra, gli chiederò di rinunciare alla corsa e indicare lui un altro nome per conto della coalizione. Non lo accompagnerò a sbattere contro il muro...’’.

Domani a ’Villa Grande’ Berlusconi ascolterà gli alleati e rinnoverà l’importanza dell’unità del centrodestra in questo momento. Secondo Sgarbi ’’scioglierà la riserva sulla sua candidatura’’ non certo domani al vertice con gli alleati, solo in zona Cesarini, ’’il 25 o 26 gennaio’’, perché ’’Silvio è come una donna molto corteggiata e può permettersi di dire sì o no fino all’ultimo minuto...’’.

Quirinale, Salvini: "Centrodestra compatto su Berlusconi"

cms_24448/Salvini.jpg“Centrodestra compatto e convinto nel sostegno a Berlusconi, non si accettano veti ideologici da parte della sinistra. Spero che nessun segretario e nessun partito si sottraggano al confronto ed alla responsabilità”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.

Intanto è previsto per oggi alle 14, subito dopo i funerali di Stato del presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, il vertice di centrodestra per definire la strategia comune sul Colle. Oltre a Salvini e Giorgia Meloni sono attesi a villa Grande per il pranzo anche i ’piccoli’ della coalizione (da ’Coraggio Italia’ all’Udc) anche se gli inviti non sarebbero ancora arrivati a tutti. Raccontano, infatti, che da parte del Cav non ci sarebbe stata nessuna telefonata ai vertici del partito centrista fondato da Giovanni Toti e Luigi Brugnaro, anche se Matteo Salvini (che ieri ha incontrato il governatore ligure e il sindaco di Venezia) avrebbe assicurato che avrebbero partecipato anche loro al summit nella casa romana di Berlusconi.

Quirinale, Letta: "Mattarella bis sarebbe il massimo"

cms_24448/Enrico-Letta.jpg"Mattarella di nuovo al Colle?Sarebbe il massimo".

"Mattarella sarebbe la soluzione migliore - ha sottolineato Letta - Per me è stato un punto di riferimento valoriale, culturale, politico da quando ero ragazzo".

"Ho talmente rispetto per il presidente Mattarella che non credo sia giusto adoperare parole non rispettose nei confronti della sua volontà, che ha manifestato più volte", ha aggiunto Letta che su Silvio Berlusconi presidente dice: "La vedo difficile". Possibile? "Non credo".

Quirinale, Conte a M5S: "Berlusconi irricevibile"

cms_24448/G_Conte.jpg"La candidatura di Silvio Berlusconi al Quirinale per noi è irricevibile". Così Giuseppe Conte durante la congiunta M5S.

"Questo obiettivo di allargare anche al centrodestra il confronto richiede l’accettazione di una minima condizione. Molti di voi rivendicano di poter indicare dei parametri e di fissare dei paletti per muoverci al tavolo delle trattative. E’ evidente che non saremo disponibili a votare qualsiasi nome pur di risultare vincitori. Non potremo mai sentirci vincitori se abbandoneremo i nostri principi e i nostri valori. Ed è per questo che rivolgerò un appello al dialogo alle forze di centrodestra: mettiamo da parte bandierine di parte, sventoliamo tutti insieme la bandiera dell’Italia", rimarca Conte.

"La candidatura del presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi è per noi una proposta irricevibile. Chiederò pertanto al centrodestra di non schierare il fondatore stesso della coalizione nonché attuale leader di Forza Italia. Se davvero le forze di centrodestra e i loro leader hanno a cuore l’interesse del Paese e la ricerca di una personalità che possa raccogliere la più ampia condivisione: allora accantoniamo candidature che nascono palesemente di parte e che certo non potranno raccogliere mai, e dico mai, i voti del Movimento 5 Stelle", prosegue l’ex premier.

"La nostra forza dovrà essere la compattezza - rimarca - L’attenzione che riservano al nostro Movimento è spesso condizionata dalla volontà di trascinarci nelle più pretestuose polemiche e di rappresentarci divisi e inaffidabili, sempre pronti a cambiare opinione. Nei giorni scorsi hanno trasformato l’apprezzamento unanime di tutto il Movimento per le qualità morali e la sensibilità istituzionale del Presidente Mattarella, che purtroppo si è dichiarato sin qui indisponibile per il rinnovo del mandato, in un vincolo stringente per le trattative da condurre. Hanno trasformato la nostra spinta per i cambiamenti, che ci porta a sollecitare anche un’adeguata presenza femminile nel novero delle proposte da vagliare, non come un elemento di potenziale innovazione che possa evitare al sistema di viaggiare a velocità diversa da quella del Paese, ma come un’uscita meramente estemporanea, quasi un formale omaggio alle politiche di genere".

"Hanno cercato di stravolgere persino il nostro pragmatismo sul nome di Draghi: profilo ben idoneo e autorevole per l’alto Colle, ma che oggi ricopre il delicato incarico di premier in una fase del Paese particolarmente complessa, con tutte le implicazioni del caso e i supplementi di riflessione da fare", sottolinea Conte.

Quirinale, D’Alema: "Folle tentativo di Berlusconi"

cms_24448/dalema_ftg.jpg"In questo scenario confuso vedo un unico disegno chiaro, quello della destra di Giorgia Meloni: eleggere il premier con buona pace del folle tentativo di Berlusconi di assaltare il Quirinale". Lo afferma l’ex presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, in un’intervista a Il Manifesto, sull’imminente elezione del presidente della Repubblica.

"Mai come in questo momento serve un’intesa tra le forze politiche, altrimenti si rischia il caos. Il centrosinistra in passato, pur avendo la maggioranza dei grandi elettori, ma non ne ha mai abusato proponendo figure che non dividevano il paese, come Ciampi, Napolitano e Mattarella. Oggi nessuno ha la forza di governare il processo. Sarebbe importante che le forze politiche si vincolassero ad avanzare ipotesi di candidature femminili. Dopo 70 anni, e in una fase di crisi profonda del sistema democratico, sarebbe un segnale importante", dice.

"Non sono nelle condizioni di avere preferenze - aggiunge - e se le avessi indicherei una donna del centrosinistra. Se i partiti ritengono che l’unica personalità su cui si può trovare una larga convergenza è quella di Draghi, questo però richiede un accordo per il governo. In questo scenario confuso vedo un unico disegno chiaro, quello della destra di Giorgia Meloni: eleggere il premier con buona pace del folle tentativo di Berlusconi di assaltare il Quirinale".

"Così si pagherebbe un ticket di legittimazione agli occhi dell’establishment internazionale per poi andare subito alle elezioni con questa legge elettorale. Questa almeno è un’agenda politica, che io ritengo dannosa. Il resto dello scenario mi pare confuso", conclude D’Alema.

Quirinale, Renzi: "Vertice centrodestra finirà in melina"

cms_24448/Renzi.jpg"Bisogna vedere se Salvini e Meloni avranno la forza a metà della settimana prossima di tirare giù le carte". Lo dice Matteo Renzi, leader di Italia Viva ospite di Porta a Porta, in onda stasera, riferendosi al vertice di centrodestra convocato per domani a Villa Grande. "Domani per me finirà in una grande melina" aggiunge. Non c’è "mai stato uno che diventi Capo di Stato da Presidente del Consiglio in carica. Cossiga, Segni e Ciampi lo erano stati in altri momenti" dice riferendosi a Draghi. "Per arrivare a Draghi al Colle serve una soluzione politica, sapere chi va al governo".

"Tutte le volte che D’Alema appoggia un candidato si sa che non passa". "Per capire chi non farà il capo dello Stato bisogna capire chi appoggerà lui". Poi ricorda: "D’Alema mi ha detto che sono malato, ma io spero che non debba curarmi con le sue mascherine cinesi", aggiunge il leader di Iv.

"Salvini dice che Berlusconi è il candidato del centrodestra? Per me fa tattica". "Certo - aggiunge - io non sono più il king maker di una volta, quello che diceva".

Quirinale, Di Battista: "Berlusconi? E’ da espatrio solo fatto che se ne parli..."

cms_24448/dibattista_alessandroftg.jpegL’ipotesi Silvio Berlusconi al Quirinale? "È da espatrio solo il fatto che se ne parli". Così Alessandro Di Battista, tornando a stroncare la candidatura del Cavaliere a presidente della Repubblica.

"Ad ogni modo credo che nel centrodestra sia un nome per fare tattica. Come dire: ’se non accettate Pera puntiamo su Berlusconi’. Il problema è che Berlusconi ci crede tantissimo e nella sua pinacoteca ha molto quadri e armadi piedi di scheletri di politici", ha aggiunto.

Quirinale, Calenda: "Bonino nome di riferimento"

cms_24448/Calenda.jpg"Molti italiani vorrebbero Emma Bonino come presidente della Repubblica. Ammesso che Emma sia disponibile, questo è il nome di riferimento e da oggi lo diventa per tutti". Lo ha detto Carlo Calenda, parlando del Quirinale e dell’elezione del presidente della Repubblica, alla firma del patto di federazione tra Azione e +Europa."Occorre una persona che abbia questi requisiti, grande autorevolezza anche internazionale, capacità di rappresentare le istituzioni. Per me viene anche l’idea che sia una donna, ma è l’ultimo dei punti. Prima viene la competenza", ha spiegato il leader di Azione.

Redazione

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos