QUANDO IL VIAGGIO DIVENTA UN RITORNO A SE STESSI

Il turismo sostenibile del 2022

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L’uomo, da sempre indomito esploratore, si caratterizza per la sua insopprimibile esigenza di scoprire nuovi orizzonti, di cambiare posizione e direzione più volte durante la propria vita; questo per le motivazioni più differenti, dalle necessità dettate dal lavoro a motivazioni di svago o per pura evasione. Nessuna esperienza descrive così profondamente l’arco dell’esistenza umana come quella del viaggio, di cui è la metafora per eccellenza. Proveniamo da un viaggio millenario e siamo proiettati verso nuovi scenari, anche quando paradossalmente siamo fermi lì dove ci troviamo. Nonostante l’aumento dei prezzi abbia colpito anche il settore turistico, soprattutto nell’ingranaggio dei trasporti, gli italiani non hanno esitato a concedersi le meritate vacanze. La maggior parte delle prenotazioni sono state registrate in proprio nel nostro paese, che con le sue bellezze paesaggistiche offre un ampio ventaglio di scelta: dalle città d’arte agli scorci collinari, passando per i panorami mozzafiato della montagna e i suggestivi anfratti costieri che regalano emozioni indescrivibili quando irrompe il tramonto.

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Dall’indagine dell’Istituto Demoskopika (aprile 2022) si evince per quest’estate un incremento delle presenze nel Belpaese del 35%, nonostante le ripercussioni della guerra e del Covid, con segnali in ripresa - sebbene ancora al di sotto dei risultati registrati nel 2019. Come ha dichiarato il presidente dell’Istituto di Indagine Raffaele Rio, il turismo che abbiamo conosciuto fino a qualche tempo fa è ormai in letargo perché sta subendo una profonda trasformazione qualitativa verso una più consapevole sostenibilità per rispondere in modo adeguato ai nuovi comportamenti di acquisto generati dai turisti. In quest’ottica si presta una maggiore attenzione al rispetto della comunità locale per vivere esperienze originali e rispettose della cultura e della specificità del territorio.

Undici milioni circa di italiani rinunciano alle vacanze per la situazione pandemica e le tensioni internazionali, ma anche per una più precaria situazione economica familiare sotto i colpi dell’inflazione, che ha portato a ripensare l’eventuale organizzazione di un viaggio ripiegando su spostamenti più brevi e fuoriporta. Del 10% che ha in programma di recarsi all’estero, il 7% ha optato per una destinazione europea mentre il 3%, soprattutto nella fascia dei giovani (18-35 anni), ha investito in una vacanza internazionale.

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Studi di settore mettono in luce un dato incontrovertibile che è alla base della motivazione a viaggiare: il desiderio di fuga dalla quotidianità scandita sempre più dalla routine degli impegni e dei doveri, con minimi spazi dedicati alla cura di sé e del proprio benessere psicofisico.

Chiaramente ciascuno poi sceglierà la tipologia di viaggio che meglio risponde alle proprie esigenze: ci sarà chi si ritroverà facendo trekking a ritmo lento in un percorso naturalistico e chi ha programmato nel minimo dettaglio la scoperta di città super affollate; chi si avventurerà con i tuffi dalle scogliere e chi sperimenterà l’adrenalina del rafting… In ogni caso, la finalità che accomuna tutte queste esperienze sarà sempre “staccare la spina” e respirare un’aria diversa per fare il giusto pieno di energia e riprendere le occupazioni di sempre.

E se è vero che “il viaggio non è mai una questione di soldi, ma di coraggio” (Paolo Coelho), evidenziando il carattere soprattutto psicologico di questa esperienza - tanto che è la vita stessa a essere un viaggio, con la sua ciclicità - non è necessario poi andare molto lontano per ritrovarsi, perché spesso quello che si cerca è a un palmo dal nostro naso… basta osservarlo da una nuova prospettiva.

Anna Maria Stanca

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