QUANDO ANDARE AL MUSEO FA BENE ALL’ARTE E AL CUORE

Oggi tutti gli incassi ricavati dai musei saranno devoluti al patrimonio artistico dei luoghi colpiti dal sisma

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La terra continua a tremare. Piccole scosse di assestamento che infieriscono contro ciò che resta di case e strutture. Cadono macerie su macerie, intente a buttare ulteriormente giù un suolo già sprofondato. In tutto 1493 quelle registrate dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto di geofisica e vulcanologia tra le province di Rieti, Perugia, Ascoli Piceno, L’Aquila e Teramo dal 24 agosto.

Le vittime accertate sono 291: 230 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 50 ad Arquata del Tronto.

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Un dolore che pare destinato a non placarsi, mentre la popolazione rimasta in vita si stringe nelle tendopoli. “Ha detto Renzi che ci aiuterà”, dice una signora, mentre parla dell funerale che ieri il vescovo don Giovanni D’Ercole ha celebrato ad Ascoli Piceno. “Mattarella ci abbracciati tutti”. Si accenna a qualche gesto di normalità che ancora stenta a manifestarsi. “Ci dicono che l’Italia si sia mobilitata tutta”.

Si. Gli italiani si sono attivati da subito e la macchina della solidarietà è in piena attività. Oggi tutti gli incassi dei musei di proprietà pubblica saranno devoluti alla messa in sicurezza o alla riparazione dei monumenti d’arte colpiti dal terremoto. Tutte le indicazioni nell’hashtag: #museum4italy. A lanciare la proposta, all’indomani del sisma, era stata la sindaca di Torino, Chiara Appendino. Anche diversi privati stanno aderendo all’iniziativa. Musei aperti in tutta Italia, da Firenze a Roma, da Milano a Vicenza, da Torino a Trapani. Arte per tutti i gusti e per un grande unico cuore.

cms_4458/foto_3.jpgChiesa di Sant’Agostino ad Amatrice. Prima e dopo

Perché è anche di turismo che vivono i comuni spesso sconosciuti. Un turismo fatto di tradizioni e di piccoli, ma preziosi manufatti, scrigni di una cultura secolare che molto racconta della locale popolazione. Così un campanile, come quello di Amatrice, diventato celebre per essersi fermato a quelle maledette 3.36. Così una chiesa, un chiostro.

cms_4458/foto_4.jpgCampanile di Amatrice prima e dopo

Monumenti che rappresentano un valore significativo per le popolazioni dei piccoli centri. Vederli distrutti induce una sensazione di profonda tristezza. Ad Amatrice è crollato il museo civico “Cola Filotesio”, che accoglieva il reliquiario della Madonna di Filetta e le croci processionali di Pinaco-Arafranca e Preta del XV secolo, è stata devastata la facciata della Basilica di San Francesco del XIII secolo, è incerta la sorte dell’affresco trecentesco col Giudizio Universale dell’altare. Sono scomparsi il tetto e il rosone della chiesa di Sant’Agostino, risalente al 1428. Forti lesioni anche alla chiesa di San Benedetto a Norcia, della fine del XIV secolo, e alle mura cittadine medioevali. Crepe nella struttura esterna di mattoncini del Duomo di Urbino, che è stato – lo ricordiamo - completamente transennato.

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Piccoli grandi tesori la cui ricostruzione fa bene all’Italia, ma soprattutto al cuore degli abitanti che, in quelle chiese hanno vissuto gli eventi più significativi della loro vita: un matrimonio, un battesimo, una comunione. Ricordi indelebili. Momenti di vita che fanno, in un paese, la storia collettiva. Sapere che quelle strutture potranno essere restituite alla loro originaria bellezza è come rinascere un po’ nella speranza di un futuro possibile.

Massimo Lupi

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