Pronti, partenza e via, torna la Mangialonga

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Salumi e lardo, ravioli al plin, bocconcini di vitello al Barolo con polenta, formaggi delle vallate cuneesi, torta di nocciole e sorbetto di limone. Fiumi e fiumi di vino dal Barolo, al Nebbiolo d’Alba, proseguendo con il Barbera d’Alba, il Dolcetto d’Alba e il Moscato d’Asti.

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Ogni tappa ha un gusto. Siamo alla Mangialonga di la Morra, un percorso di 4 chilometri dedicato al gusto e ai paesaggi ricchi di bellezza.

Domenica 26 agosto torna così l’imperdibile appuntamento con la Mangialonga di La Morra, la camminata non competitiva tra le meravigliose colline e i vigneti del paese in provincia di Cuneo. D’altronde siamo nelle Langhe del Barolo, la piccola striscia di terra che si estende nella zona meridionale del Piemonte che il “re dei vini” ha reso famosa in tutto il Mondo.

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Giunta alla 32esima edizione, la Mangialonga rappresenta un appuntamento goliardico, conviviale e festoso, per stare in compagnia degustando i prodotti tipici della cucina di Langa accompagnati dai vini più pregiati delle Cantine locali; Barolo, Nebbiolo d’Alba, Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba e Moscato d’Asti saranno il nettare di Bacco che ristorerà i “passeggiatori” e non servirà essere maratoneti professionisti, né sportivi allenati: basterà saper apprezzare le bellezze naturali, l’enogastronomia di qualità e le passeggiate tra vigneti e colline talmente belle da essere stati inseriti tra i siti Patrimonio dell’Unesco.

Nato nel lontano 1986 dall’intuizione di un gruppo di amici, l’evento è diventato negli anni sempre più importante, con prenotazioni che arrivano ormai da ogni parte del Pianeta: assaggiare piatti dal sapore unico direttamente nei luoghi in cui vengono prodotti, d’altronde, è un’esperienza che non può lasciare indifferenti.

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Partecipare alla Mangialonga, inoltre, può essere una buona occasione per visitare il territorio delle Langhe del Barolo, ricco di splendide colline sulle cui cime sono arroccati castelli e fortezze medievali. Ma anche il piccolo centro di La Morra riserva gradite sorprese: qui, nel 1862, morì il compositore e violinista Giuseppe Galbetti, autore della Marcia Reale, che fu l’inno nazionale italiano fino al 1946; a pochi passi dalla torre campanaria del ‘700, un busto marmoreo lo ricorda, accanto al monumento bronzeo al Vignaiolo d’Italia, opera di Antonio Munciguerra.

Redazione

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