Poesia in… metro!

Ritorna l’iniziativa “Metro Poetry” a Torino

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Sono passate già due settimane dal termine del salone del Libro di Torino, ma nella città piemontese, in qualche modo, si respira ancora “vento di letteratura”, come se la grande Buchemesse internazionale avesse voluto in qualche modo lasciare tracce profonde del suo passaggio. Immaginate di ascoltare i vostri poeti preferiti nell’attesa che lunghe scale vi accompagnino alla fermata della metro. Parole melodiose che si insinuano nel caos del momento, tra persone che vanno di fretta. Si chiama “Metro Poetry”, ed è un’iniziativa aperta già il 1° maggio in tutte le stazioni della metro di Torino, in occasione del Salone del Libro 2018, che continuerà fino al 31 maggio. Tra l’altro, già lo scorso anno la stessa iniziativa aveva riscosso un grande successo, sempre a Torino.

cms_9338/2.jpgGiacomo Leopardi, Pablo Neruda, Emily Dickinson, Gabriele d’Annunzio, Federico García Lorca, Jacques Prévert, Giosuè Carducci, Charles Baudelaire, Edgar Allan Poe, Emanuel Carnevali, Edgar Lee Masters, Constantinos Kavafis, Ugo Foscolo, Friederich Holderlin, Giovanni Pascoli, Arthur Rimbaud, William Shakespeare, Walt Whitman, Rudyard Kipling e Rabindranath Tagore: questi i venti autori che è possibile ascoltare tra un’attesa e l’altra in metro.

I versi sono recitati all’interno della programmazione di Radio GTT. I testi delle poesie sono tratti dalle raccolte di grandi case editrici come Adelphi, Giunti e New Compton. Più di 60 poesie, lette da 8 persone tra lettori e lettrici, allietano i passeggeri alle varie fermate. Le voci sono di Guido Calliero, Moreno Demaria, Rita Foti, Silvia Gualtiero, Marta Roventi Beccari, Paolo Montaldo, Chiara Francese e Bruno Noris. La lettura dei versi è accompagnata da leggeri sottofondi musicali dall’inizio alla fine.

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Per ogni componimento poetico vengono specificati anche il titolo dell’opera, il nome dell’autore e quello del lettore, proprio per dare maggiore salienza a questa iniziativa e sottolineare come i lettori siano in realtà persone comuni, in cui tutti possono immedesimarsi per percepire durante il viaggio e fare propri i versi letti. La poesia, che rappresenta da molto tempo un genere in via d’estinzione, attraverso iniziative come queste viene alla ribalta con un profondo sentire comune di cui tutti sono capaci. In fondo, nella vita stessa si respira poesia. Tutti possono cercare e approfondire un verso, poche parole ascoltate rimaste impresse nella mente, attraverso le varie indicazioni lasciate dagli altoparlanti nelle varie stazioni. L’ascolto diventa così una ricerca nella poesia, il proprio momento di poesia in una vita costantemente frenetica, che non lascia molto tempo e spazio all’approfondimento letterario e culturale, a cui le persone sono sempre meno avvezze. E proporre questa iniziativa proprio in metro, fulcro per eccellenza del passaggio frenetico della folla, è forse un incentivo in più a riflettere su quanto possa essere importante ritagliarsi uno spazio culturale anche nei luoghi e nei momenti più impensabili.

cms_9338/4.jpgD’altronde lo attesta anche l’immagine dell’iniziativa stessa, con un profilo sorridente ricavato dal percorso della Linea 1 davanti al microfono, tracciato sulla mappa ferroviaria della metro torinese.

Francesco Ambrosio

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