PUTIN:"NEGOZIATI BLOCCATI DA UCRAINA"

Russia, "centinaia di soldati rifiutano di combattere" - Nato, Svezia: "Pronti ad affrontare qualsiasi reazione Russia"

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cms_26037/putin-scholz-telefono.jpegI negoziati tra Russia e Ucraina sono "essenzialmente bloccati da Kiev". E’ quanto ha affermato il presidente russo Vladimir Putin nel colloquio telefonico di oggi con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Secondo quanto riferisce il Cremlino in una nota riportata dalla Tass, la conversazione si è concentrata principalmente sugli aspetti umanitari della situazione in Ucraina. "Vladimir Putin ha delineato in dettaglio la logica e i compiti principali dell’operazione militare speciale per proteggere le repubbliche popolari del Donbass, ha parlato delle misure che vengono adottate per garantire la sicurezza dei civili".

"È stato anche detto che, con la partecipazione dei rappresentanti delle Nazioni Unite e del Comitato internazionale della Croce Rossa, è stata effettuata l’evacuazione dei civili detenuti dalle forze di sicurezza ucraine presso l’acciaieria Azovstal a Mariupol", ha informato il Cremlino. Putin ha anche evidenziato a Scholz "le continue gravi violazioni del diritto internazionale umanitario da parte dei militanti dell’ideologia nazista e i metodi disumani che stanno usando", ha affermato il servizio stampa in una nota.

La discussione è avvenuta su iniziativa della parte tedesca. Al termine della conversazione, i due leader hanno convenuto di continuare la discussione sui temi trattati "attraverso vari canali".

Nel corso dei 75 minuti di colloquio, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha chiesto che venga concordato un cessate il fuoco prima possibile, e che vengano compiuti sforzi per migliorare la situazione umanitaria e progressi nella ricerca di una soluzione diplomatica al conflitto, ha reso noto è stato il portavoce del governo di Berlino, Steffen Hebestreit. Scholz ha confutato l’accusa russa sulla diffusione dell’ideologia nazista in Ucraina.

Hebestreit ha detto che i due leader hanno anche parlato della pressione globale sulle forniture alimentari dall’Ucraina, uno dei più importanti esportatori di grano al mondo, a causa della guerra. "Il cancelliere ha ribadito che la Russia ha una responsabilità speciale su questo punto", ha aggiunto il portavoce tedesco.

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cms_26037/SH_divisa_militare_russa_russia.jpg"Centinaia e centinaia" di soldati russi si rifiutano di combattere in Ucraina. A raccontarlo al Guardian è Mikhail Benyash, l’avvocato che sostiene i renitenti.

Dato che ufficialmente quella in Ucraina è solo "un’operazione speciale", chi si rifiuta di combattere rischia al massimo il licenziamento, spiega l’avvocato, sottolineando che nessuno è stato arrestato. Ma intanto la scarsità di soldati di fanteria sta emergendo come uno dei problemi più importanti da affrontare per il Cremlino.

"I comandanti minacciano di mandare in carcere i soldati, ma noi spieghiamo loro che possono dire di no", racconta Benyash, il cui studio legale è stato contattato da "centinaia e centinaia di soldati". "Non vi sono basi legali per avviare una causa penale se un soldato rifiuta di combattere fuori dal territorio russo" visto che non è stata dichiarata una guerra, spiega.

Fra chi si è rifiutato c’è Dmitri, il nome è di fantasia, soldato in un reparto basato nell’estremo oriente russo. A febbraio è stato mandato a combattere in Ucraina, partendo dalla Bielorussia. L’unità si è poi ritirata, ma in aprile è stato deciso il ritorno al fronte. "E’ subito diventato chiaro che non tutti erano d’accordo. Molti di noi semplicemente non ci volevano tornare. Io voglio tornare a casa. Non in una bara", ha detto Dmitri, che si è rifiutato di tornare a combattere assieme ad altri otto compagni. I superiori "erano furiosi, ma si sono dovuti calmare perché non c’era molto che potessero fare", ha detto al Guardian. Dmitri è stato ora trasferito a Belgorod, in territorio russo, e lì intende rimanere fino a giugno, quando scadrà il suo contratto di cinque anni con l’esercito.

La sua storia, scrive il quotidiano britannico, sottolinea quello che secondo molti esperti è fra i principali problemi della Russia in Ucraina, la carenza di soldati di fanteria. Al momento dell’invasione sono stati schierati 150mila uomini, l’80% delle truppe di terra, ma da allora l’esercito deve confrontarsi con un alto numero di perdite e il morale basso delle truppe.

Il presidente russo Vladimir Putin "deve prendere una decisione sulla mobilitazione nelle prossime settimane - dice l’analista militare Rob Lee - La Russia non ha sufficienti unità di terra con soldati a contratto per una rotazione sostenibile. Le truppe stanno diventando esauste". I mercenari non bastano, mentre una mobilitazione generale o un ricorso ai soldati di leva manderebbero al fronte militari poco addestrati e potrebbero creare scontento nell’opinione pubblica interna.

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cms_26037/SVEZIA_NATO.jpgLa Svezia si aspetta una risposta della Russia alla sua decisione di entrare a far parte della Nato, ma si dice pronta a reagire.
A spiegarlo è il ministro della Difesa svedese Peter Hultqvist.
’Se la Svezia sceglie di aderire alla Nato, c’è il rischio di una reazione da parte della Russia.
Premetto che, in tal caso, siamo pronti ad affrontare qualsiasi controrisposta’’, ha spiegato.
(fonte Adn Kronos - foto dal web)

Redazione Esteri

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