PRIMO INCONTRO PER DRAGHI A TRIPOLI

La questione libica sembra evolversi verso la riconciliazione nazionale

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All’indomani del primo viaggio internazionale in veste di Presidente del Consiglio, Mario Draghi, si dichiara profondamente soddisfatto dei punti su cui si è convenuti con il suo omologo libico Abdel Ahmid Mohamed Dbeibeh, in occasione del loro incontro a Tripoli. A detta di entrambi i leader politici, il momento che il paese sta vivendo, è unico nella sua storia degli ultimi anni, in termini di opportunità, per spianare la strada ad una effettiva e duratura pacificazione. La presa di coscienza da parte di Khalifa Haftar, generale e Capo di Stato del governo della Cirenaica insediato a Tobruk, della necessità di un accordo di natura politica che riesca ad accantonare le aspirazioni di egemonia, che fino ad oggi hanno imboccato la strada dell’intervento militare, destabilizzando sistematicamente il paese, è un fattore di svolta. A ciò si aggiunge l’istituzione di un nuovo governo largamente condiviso dalle fazioni in campo, suscettibile di rimarginare la spaccatura geopolitica che affligge il paese, acutizzatasi con l’ex esecutivo guidato da Fayez Al-Serraj. Le elezioni fissate per dicembre danno anche una parvenza di ufficialità a questa evoluzione importante della questione libica. “E’ un momento unico per la Libia, c’è un governo di unità nazionale legittimato dal Parlamento che sta procedendo alla riconciliazione nazionale. Il momento è unico per ricostruire quella che è stata un’antica amicizia”, afferma Draghi, alludendo all’antica amicizia che ha legato i due paesi e che adesso trova il modo di consolidarsi.

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Il meeting prosegue con una discussione circa la riapertura dello spazio aereo libico, la riattivazione degli accordi sulle dogane e un provvedimento atto alla facilitazione del rilascio di visti ai cittadini libici, in particolare agli studenti, alla comunità accademica, agli individui bisognosi di particolari cure e agli uomini d’affari. “L’Italia aumenterà le borsedi studio per gli studenti libici e l’attività dell’Istituto di Cultura italiano. Si vuole fare di questa partnership una guida per il futuro nel rispetto della piena sovranità libica”, ha riportato Draghi in conferenza stampa. Naturalmente sul piano economico e commerciale ce n’è di carne sul fuoco, basti pensare al ruolo di chiave di volta dell’Eni in territorio libico, per cui si prevede un’intensificazione della collaborazione in materia di elettricità ed energia. Alla base però delle aspirazioni e degli obiettivi che ci si è ripromessi di rispettare, come ribadisce Draghi, è imprescindibile che si ottemperi all’impegno del cessate il fuoco. Il Presidente del Consiglio scivola però sull’impervia questione dei diritti umani, a cui avrebbe potuto riservare una maggiore sensibilità considerando il contesto europeo teso in tal senso, soprattutto per la compagine delle violazioni dei diritti umani commesse da Egitto, Iran e Turchia, paesi citati in varie risoluzioni dell’Ue, in particolar modo a proposito del divieto di tortura e di detenzione preventiva.

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Le parole elogiative del Presidente Draghi nei confronti del lavoro della Guardia costiera libica infatti hanno provocato scalpore, considerando il trattamento inumano e degradante riservato ai migranti nei centri di reclusione libici, denunciato da innumerevoli fonti. “Sull’immigrazione c’è soddisfazione per quel che la Libia fa nei salvataggi e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia. Ma il problema non è solo geopolitico ma anche umanitario, da questo punto di vista l’Italia è uno dei pochi Paesi, forse l’unico, che continua a mantenere attivi i corridoi sanitari”, dice Draghi. “Il problema dell’immigrazione per la Libia – ha proseguito il presidente del Consiglio – non nasce solo sulle coste libiche ma si sviluppa sui confini meridionali della Libia e c’è un dialogo per aiutare il governo libico anche in quella sede. Terrorismo, crimine organizzato e traffico di esseri umani sono questioni comuni tra di noi che dobbiamo risolvere insieme, lavorare insieme per trovare meccanismi pacifici”. A prescindere dalle contraddittorietà, l’incontro ha prodotto la base per buoni propositi in termini di riconciliazione nazionale, obiettivo che sembra per la prima volta più concreto che mai.

Federica Scippa

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