PRIMARIE USA, ATTO TERZO

Sanders ribalta tutto e sale in testa ai sondaggi, Bloomberg rimane un’incognita

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La leadership di Pete Buttigieg è durata poco. È bastata una tornata elettiva a Bernie Sanders per rimontare e ribaltare la situazione, staccando il rivale di circa una ventina di delegati. Il podio è completato da Joe Biden, indietro di una decina più o meno.

A seguire vi sono Elizabeth Warren e Amy Klobuchar (le ultime con dei voti) e poi Andrew Yang, Deval Patrick, John Delaney, Michael Bennet, Michael Bloomberg, Tom Steyer e Tulsi Gabbard (tutti e sette ancora a zero). Questa la situazione sul fronte democratico.

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Si sta iniziando a entrare nel periodo decisivo. La rimonta di Sanders è dovuta soprattutto al suo assoluto trionfo nel turno in Nevada. Ora toccherà a quelli della Carolina del Sud, oggi stesso. Ma, arrivati a questo punto, non si fa fatica a capire quale sarà la preferenza degli elettori. Con un occhio, tra l’altro, alle votazioni di California e Texas, che si terranno in occasione del fondamentale Super Tuesday (3 marzo).

Non bisogna dimenticare i dibattiti televisivi che si terranno nel periodo che conduce da qui fino a novembre, importanti per tastare quanto fermo è il polso dei candidati. Su questo punto l’incognita è rappresentata da Michael Bloomberg, per ora l’unico che pare in grado di sostenere una campagna elettorale faraonica.

Il 108esimo sindaco di New York (predecessore dell’attuale Bill de Blasio) non ha brillato nelle sue apparizioni televisive, risultando in estrema difficoltà nel rispondere agli attacchi dei suoi rivali, soprattutto quello sulla misura molto controversa dello stop and frisk (“ferma e perquisisci”): durante il suo periodo da primo cittadino newyorkese si era focalizzato sul colpire duramente la violenza nei quartieri a maggioranza afro-americana.

Tutti, dunque, si aspettano un riscatto. Tutti, però, pensano che Bloomberg stia giocando una partita strana: non si è presentato alle primarie nei primi tre early states (Iowa, New Hampshire e Nevada) e non si presenterà neanche al quarto (Carolina del Sud), per puntare tutto sul Super Tuesday.

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E non è tutto: secondo lo staff, Sanders sarebbe pressoché impossibile da battere, soprattutto nel caso in cui gli altri candidati moderati (Biden, Buttigieg e Klobuchar, rivali di Bloomberg) non dovessero ritirarsi al più presto, scenario non più tanto inverosimile. E Buttigieg, partito bene? Il suo arrancare si può attribuire principalmente allo scarso consenso raccolto tra le minoranze. Ultimo fattore di cui tener conto, e che potrebbe sparigliare le carte in tavola: Tom Steyer pare godere di un supporto da non sottovalutare nella Carolina del Sud.

Da parte repubblicana, invece, è un monologo: Donald Trump conduce in solitaria, seguito da Bill Weld (un solo voto), Joe Walsh e Roque De La Fuente (nessuno per entrambi). I vetri stanno iniziando lentamente a spannarsi, presentando una situazione giorno per giorno sempre più chiara.

Francesco Bulzis

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