PREZZI “GONFIATI”? TUTTA COLPA DI UN ALGORITMO

Abbonamenti Trenitalia maggiorati dal 15 al 33% fin dal lontano 2007. Le Regioni, ora, dovranno rendere conto ai consumatori

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Da ben dieci anni, gli abbonamenti alle tratte sovraregionali Trenitalia costano fino al 33% in più di quanto dovrebbero. Tutta colpa di un algoritmo distorto, dell’errore di un impiegato un po’ distratto, che è costato milioni di euro ai pendolari.

Le associazioni dei consumatori avevano fiutato l’irregolarità già tempo addietro, nel 2015. Le tariffe sovraregionali, relative cioè alle tratte che attraversano diverse regioni d’Italia, stavano aumentando a dismisura, aggiornandosi (e crescendo) mese dopo mese. Un abbonamento Milano-Genova, ad esempio, era arrivato a costare 30 euro in più rispetto ai singoli biglietti, il che equivale a esborsi gonfiati di oltre 300 euro l’anno.“E’ una situazione surreale” commenta indignato Furio Truzzi, presidente nazionale di “Assoutenti”, in un’intervista a La Repubblica. “In questo modo, il paese mette in dubbio la propria esistenza. Che ci sia un algoritmo sbagliato anche alla base delle tariffe autostradali, o del prezzo della benzina? Anche lì potrebbe annidarsi l’errore, per non dire la truffa. [...] Adesso, chi ha sbagliato paghi. Certo, sarà difficile individuare il tecnico che si è occupato dell’algoritmo, ma gli Enti preposti, tra cui le Regioni, dovranno farsi carico della questione. Il rischio di una class action, ovvero un’azione giudiziaria di massa, ora è reale”.

cms_5487/2.jpgPare che Trenitalia abbia già messo alle strette le Regioni in un incontro tenutosi giovedì scorso a Roma, schierandosi dalla parte degli utenti. “L’algoritmo cui fanno riferimento oggi i media è quello definito e approvato in sede di Commissione Trasporti della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome nel luglio del 2007” spiega Trenitalia in una nota, attribuendo la responsabilità dell’errore agli Enti locali, che avrebbero deciso di calcolare il prezzo degli abbonamenti sommando una quota aggiuntiva al costo delle singole tratte regionali. Trenitalia propone dunque alla Conferenza delle Regioni un “riallineamento tariffario di compensazione rispetto ai maggiori oneri fatti pagare agli abbonati sovraregionali in questi ultimi anni, in modo da garantire equità e giusto trattamento ai pendolari che usufruiscono del servizio ogni giorno”. Le trattative sono previste per fine febbraio. I viaggiatori, dal canto loro, sono determinati a far valere i propri diritti fino in fondo: “Assoutenti” chiede non solo la ridefinizione delle tariffe, ma anche il rimborso di tutte le spese aggiuntive che hanno gravato sulle tasche degli utenti. Condizioni che saranno assicurate solo con il benestare delle Regioni, che dovranno “coprire” le perdite, in termini di denaro, da parte dell’azienda nazionale di trasporti. Un intricato “gioco delle parti”, in cui ognuno è colpevole a modo suo, ma nessuno vuole pagarne le conseguenze. A rimetterci sono, come sempre, i cittadini.

cms_5487/3.jpgAl di là delle controversie legate alla risoluzione del problema, sorge spontanea una domanda: com’è potuto accadere tutto ciò, se gli algoritmi alla base dei calcoli effettuati sono delle operazioni matematicamente certe? Denis Roio, programmatore della fondazione Dyne.org, ha chiarito la questione ai microfoni di Repubblica Tv: “Quando si scrive un algoritmo si prendono in considerazione delle condizioni e dei valori suscettibili a variazioni nel corso del tempo. Per adeguarlo alla definizione dei prezzi è necessario sempre costruire una ‘prova formale’, che permette alla formula di adattarsi a ogni singolo cambiamento. I risultati finali devono essere verificati non solo dalle macchine, ma anche dagli umani”. Se la matematica svolge gran parte del lavoro, facilitando di molto la vita dell’uomo, sta al tecnico supervisionare ogni singolo dato, adeguandolo alle diverse condizioni che si presentano di volta in volta. Considerando che gli algoritmi, in un futuro non lontano, concorreranno al funzionamento delle auto a “pilota automatico”, sarà opportuno sottoporre impiegati e ricercatori di ogni settore ad aggiornamenti continui e scrupolosi sul corretto utilizzo di queste funzioni matematiche, chiarendo il ruolo fondamentale del tecnico nella corretta esecuzione dei comandi. Perché, in fondo, anche la matematica è “un’opinione” e, se trattata da mani inesperte, può causare grandi disagi nella vita quotidiana. La mente umana è l’unica “macchina” in grado di evitare errori grossolani, più attenta e potente di qualsiasi dispositivo elettronico.

Federica Marocchino

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