POMPEII COMMITMENT& DIGITAL FELLOWSHIP PER IL PATRIMONIO CULTURALE

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Pompeii Commitment. Materie archeologiche (il primo programma d’arte contemporanea a lungo termine istituito dal Parco Archeologico di Pompei) lancia per l’autunno 2022 la sua prima pubblicazione cartacea e un nuovo programma annuale di Digital Fellowship i cui primi partecipanti sono sette artisti, designer, pensatori e ricercatori internazionali: Formafantasma, Allison Katz, Miao Ying, Legacy Russell, Anri Sala, Rose Salane e Sissel Tolaas.

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Pompeii Commitment. Materie archeologiche è stato ideato nel 2020 da Massimo Osanna (Direttore Generale dei Musei dello Stato) e Andrea Viliani (Direttore del Museo delle civiltà di Roma), e dal 2021 è supervisionato da Gabriel Zuchtriegel (Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei).

cms_27100/2v.jpgA seguito dei primi due anni di attività – incentrati sulla riconfigurazione del sito archeologico di Pompei quale fondamento per forme alternative di conoscenza, che si delineano attraverso una molteplicità di funzioni, in particolare lo studio e la condivisione delle plurime potenzialità conoscitive di Pompei e dell’episteme insita nella sua “materia archeologica” – Pompeii Commitment.

Materie archeologiche sta ora sviluppando una nuova fase della sua piattaforma di ricerca lanciando Pompeii Commitment. Materie archeologiche – Digital Fellowship, un nuovo programma annuale che promuove la ricerca artistica e curatoriale all’interno del contesto unico, trans-temporale, multi-specie e stratificato di Pompei.

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Primo e unico framework di questo tipo presso il Parco Archeologico di Pompei, le Digital Fellowship facilitano e accrescono la pluralità del dialogo, dell’interpretazione e dell’accessibilità al patrimonio pompeiano e alle sue molteplici storie attraverso l’episteme tecnologica del nostro tempo, oltre a valorizzare la trasformabilità delle materie, esplorando criticamente ciò che sono diventate, o potrebbero diventare, nella nostra epoca digitale.

Curato dal team curatoriale di Pompeii Commitment. Materie archeologiche e da altri curatori ospiti, sotto la guida di Stella Bottai e sviluppato in collaborazione con CURA., il programma Pompeii Commitment. Materie archeologiche – Digital Fellowship consente a partecipanti internazionali di svolgere per un periodo di alcuni mesi una ricerca estesa – sia a distanza che in situ – concentrandosi su Pompei o su aspetti legati alla sua simbologia e al suo significato in generale. Le nuove Digital Fellowship riconoscono e alimentano la rilevanza globale di Pompei come centro di ricerca attivo e contemporaneo, la cui dimensione archeologica risiede nel presente e nel futuro ancor più che nel passato.

Durante la loro Digital Fellowship i partecipanti si concentrano su specifici filoni di studio con la possibilità di accedere a risorse archeologiche, documentazione d’archivio e di nuova produzione, letteratura scientifica e altri materiali di ricerca. Hanno inoltre la possibilità di entrare in dialogo con il team di professionisti e ricercatori di Pompei, quali archeologi, antropologi, archeozoologi, archeobotanici, geologi, chimici, architetti, conservatori. Le Digital Fellowship sostengono e incoraggiano metodologie aperte e sperimentali, guidate da approcci innovativi. Al termine del periodo di ricerca, ogni partecipante ne condivide il risultato sul portale digitalepompeiicommitment.org per documentare gli esiti della sua Digital Fellowship.

I partecipanti del ciclo inaugurale 2022-2023 sono Formafantasma, Allison Katz, Miao Ying, Legacy Russell, Anri Sala, Rose Salane e Sissel Tolaas.

cms_27100/4v_Anri_Sala.jpgAnri Sala è il beneficiario della prima Digital Fellowship, il risultato del suo lavoro sarà pubblicato in due parti su pompeiicommitment.org: Side A il 1° settembre 2022 e Side A Too il 6 ottobre 2022. La Digital Fellowship di Anri Sala è curata da Marcella Beccaria, Capo Curatore e Curatore delle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino e Vice Presidente di AMACI-Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani. La pubblicazione online supompeiicommitment.org sarà seguita da un album vinile in edizione limitata.

Le opere di Anri Sala sono dispositivi che provocano il “momento presente”, diventando co-produttrici di quell’enigmatico frammento di tempo e spazio che separa il prima dal dopo e il passato dalla memoria che cerca di ricordarlo. La ricerca della sua Digital Fellowship si concentra sui resti di due vittime dell’eruzione del Vesuvio, ritrovati nel 2017 durante gli scavi di Civita Giuliana, che l’artista mette in parallelo a un doppio flauto (noto come aulos in greco antico, tibia in latino) rinvenuto durante una precedente campagna di scavi nel Parco Archeologico. Sala si cimenta così con la possibilità di lavorare sulla relazione tra le due vittime e il doppio strumento musicale, immaginando una composizione la cui durata corrisponda al vuoto lasciato dai due corpi. Suonato grazie a una ricostruzione dell’antica tibia, il brano finale, attualmente ancora in fase di produzione, sarà un’elegia dedicata agli antichi abitanti di Pompei – luogo che continua a tornare dal passato al presente, proiettandosi verso il futuro e rendendo lo spazio e il tempo entità porose, ripiegate su loro stesse.

Sempre nell’autunno del 2022 uscirà la prima pubblicazione stampata di Pompeii Commitment. Materie archeologiche, edita da Silvana Editoriale e concepita tanto come risultato quanto come ulteriore strumento di riflessione sul primo anno e mezzo di attività di Pompei Commitment (dicembre 2020 – giugno 2022), e in particolare del centro di ricerca digitale pompeiicommitment.org. Il volume Pompeii Commitment. Archaeological Matters: 2020-2022 riunisce e valorizza i contributi di oltre sessanta artisti, curatori, scrittori, attivisti e archeologi internazionali di chiara fama.

Per maggiori approfondimenti rinvio al link dedicato:

https://pompeiicommitment.org/digital-fellowship/

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NOTE PER I REDATTORI

Digital Fellowship – Biografie dei partecipanti e informazioni sul catalogo

Digital Fellowship – Biografie:

Formafantasma è uno studio di design di ricerca che indaga le forze ecologiche, storiche, politiche e sociali che plasmano la disciplina del design oggi. Lo studio è stato fondato nel 2009 da Andrea Trimarchi (1983) e Simone Farresin (1980). Il suo obiettivo è facilitare una comprensione più profonda dei nostri ambienti naturali e costruiti e proporre interventi trasformativi attraverso il design e le sue possibilità materiali, tecniche, sociali e discorsive. Con sede a Milano (Italia) e Rotterdam (Paesi Bassi), Formafantasma abbraccia un ampio spettro di tipologie e metodi, dal design del prodotto al design spaziale, dalla pianificazione strategica alla consulenza progettuale. La visione lungimirante dello studio sulle sfide che devono affrontare il design, la cultura, l’ambiente e la società è valsa il patrocinio di una serie di clienti internazionali come Lexus, Flos, Fendi, Max Mara, Hermes, Droog, Nodus Rug, J&L Lobmeyr, Cassina, Bitossi, Established and Sons, La Biennale di Venezia, Rijks Museum, Dzek, Ginori, Hem, Maison Matisse, Bulgari, Samsung, Rado, Roll and Hill, Galleria Giustini / Stagetti, La Rinascente, Gallery Libby Sellers, tra gli altri. Oltre ai lavori per i clienti, i loro progetti sono stati presentati, pubblicati e acquisiti nelle collezioni permanenti di musei internazionali tra cui: il MoMA e il Metropolitan Museum di New York; l’Art Institute Chicago; il Victoria and Albert Museum di Londra; il Musée National d’Art Moderne, il Musée des Arts Décoratifs, CNAP, Fondation Cartier e Centre Pompidou di Parigi; lo Stedelijk Museum di Amsterdam; il MAK Museum di Vienna; il Centraal Museum di Utrecht; il Mudac di Losanna; il Mint Museum of Craft + Design, Charlotte, North Carolina; il Museo MAXXI di Roma; Triennale di Milano; LACMA, Los Angeles e altri.

Allison Katz (1980, Montreal, Canada) indaga la natura complessa e talvolta contraddittoria della produzione artistica contemporanea, abbracciando l’ambiguità della comunicazione con un tocco giocoso e curioso che espande la nozione convenzionale di “stile personale” dell’artista. Il suo lavoro si muove così in uno spazio poetico tra specchio e maschera, tra la rivelazione e il celamento di ciò che viene presentato, richiamando l’attenzione sui molteplici livelli della coscienza presenti nella superficie e nel soggetto dell’opera pittorica. Allison Katz ha studiato belle arti presso la Concordia University di Montreal e conseguito un MFA alla Columbia University di New York. È tra gli artisti invitati alla 59a Biennale di Venezia, The Milk of Dreams, curata da Cecilia Alemani, in corso sino a novembre 2022. Tra le esposizioni recenti si ricorda Artery, la prima personale dell’artista nel Regno Unito, presso Nottingham Contemporary, poi ospitata anche dal Camden Art Centre, Londra (2021-2022). Ulteriori mostre personali istituzionali sono state organizzate da: MIT List Center for the Arts, Cambridge, Massachusetts; Oakville Galleries, Ontario; e Kunstverein Freiburg, Friburgo. Tra le collettive recenti più rilevanti si citano: Mixing It Up, Hayward Gallery, Londra; The Imaginary Sea, Fondation Carmignac, Porquerolles; Maskulinitäten,Bonner Kunstverein, Bonn; Paint, Also Known as Blood, Museum of Modern Art, Varsavia; e Puddle, Pothole, Portal, SculptureCenter, New York. Nel 2020 l’editore JRP|Editions di Ginevra ha pubblicato una monografia completa sul lavoro dell’artista.

Miao Ying (1985, Shanghai, Cina) vive e lavora tra New York e Shanghai. Fa parte della prima generazione di artisti contemporanei cresciuta in Cina con internet, la riforma economica e la politica del figlio unico, e formatasi sia nel Paese natale sia in Occidente. È conosciuta per progetti artistici e scritti che esplorano la cultura del web cinese, esprimendo una relazione da “sindrome di Stoccolma” con l’autoritarismo. Le sue mostre personali comprendono: M+ Museum, Hong Kong (2018); New Museum, New York (2016); Padiglione cinese, Biennale di Venezia (2015). Il lavoro dell’artista è stato inoltre presentato nell’ambito di esposizioni collettive internazionali presso: Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Turin (2020); 12a Biennale di Gwangju, Corea del Sud (2018); MoMA PS1, New York (2017); UCCA, Pechino (2017), tra le altre sedi. Ha ricevuto il premio Porsche Young Chinese Artist of the Year (2018-2019).

Legacy Russell (1986, New York City, USA) è una curatrice e scrittrice. Nata e cresciuta a New York City, è Executive Director & Chief Curator di The Kitchen. In precedenza è stata Associate Curator of Exhibitions presso The Studio Museum in Harlem. Russell ha conseguito un MRes con Distinction in Art History presso Goldsmiths, University of London, con un focus in Visual Culture. Il suo lavoro accademico, curatoriale e creativo si concentra su genere, performance, identità digitale, idolatria di internet e rituali legati ai nuovi media. Gli scritti, le interviste e i saggi di Russell sono stati pubblicati a livello internazionale. Tra le mostre recenti si citano: Sadie Barnette: The New Eagle Creek Saloon, The Kitchen (2022); Projects: Kahlil Robert Irving (2021), Projects: Garrett Bradley (2020), e Projects: Michael Armitage (2019), tutti presso The Studio Museum in Harlem, in collaborazione con The Museum of Modern Art; (Never) As I Was, This Longing Vessel, e MOOD, The Studio Museum in collaborazione con MoMA PS1; Thomas J Price: Witness (2021), Dozie Kanu: Function (2019), Chloë Bass: Wayfinding (2019), e Radical Reading Room (2019), tutti presso The Studio Museum in Harlem; LEAN con il Radical Broadcast online di Performa (2020) e nello spazio fisico presso Kunsthall Stavanger (2021). Russell ​​ha ricevuto il Thoma Foundation 2019 Arts Writing Award in Digital Art, il Rauschenberg Residency Fellow 2020 e il Creative Capital Award 2021. Il suo primo libro è Glitch Feminism: A Manifesto (2020), mentre il suo secondo volume, BLACK MEME, è in uscita con Verso Books.

Anri Sala (1974, Tirana, Albania) costruisce opere trasformative e time-based attraverso molteplici relazioni tra immagine, architettura e suono, impiegando tali elementi per piegare, capovolgere e mettere in discussione esperienza e percezione. Le sue opere indagano rotture nel linguaggio, nella sintassi e nella musica, sollecitando dislocazioni creative, capaci di generare nuove interpretazioni della storia e soppiantare vecchie finzioni e narrazioni con dialoghi meno espliciti e più sfumati. Il suo lavoro è stato oggetto di mostre personali presso: Kunsthaus Bregenz (2021); Buffalo Bayou Park Cistern, Houston (2021); Centro Botín, Santander (2019); Mudam, Lussemburgo (2019); Castello di Rivoli, Torino (2019); Museo Tamayo, Città del Messico (2017); New Museum, New York (2016); Haus der Kunst, Monaco di Baviera (2014); Centre Pompidou, Parigi (2012); Serpentine Gallery, Londra (2011); Museum of Contemporary Art North Miami (2008); ARC, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (2004). Sala ha inoltre partecipato a importanti mostre collettive e biennali a livello internazionale, tra cui la 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (2017), documenta (13) (2012), la 29a Biennale di San Paolo (2010), la 2a Biennale di Arte Contemporanea di Mosca (2007) e la 4a Biennale di Berlino (2006). Nel 2013 ha rappresentato la Francia in occasione della 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

Rose Salane (1992, New York, USA) è un’artista che utilizza collezioni di oggetti di uso quotidiano come punto di partenza, esplorando i sistemi di valutazione, scambio e organizzazione che modellano la vita urbana. Le sue indagini dimostrano come le più ampie forze burocratiche controllano l’attività umana e la perseveranza dell’umanità di fronte a strutture automatizzate e alienanti. Ricercando, analizzando e classificando oggetti e informazioni, l’artista crea importanti connessioni tra il personale e l’istituzionale, così come tra l’ordinario e ciò che ha un impatto globale. Presentazioni personali del lavoro di Salane si sono tenute presso: Hessel Museum of Art, Annandale-on-Hudson, New York (2021); MIT List Visual Arts Center, Cambridge, Massachusetts (2019); e Carlos/Ishikawa, Londra (2018). Nel 2021, il suo lavoro è stato presentato alla New Museum Triennial, Soft Water Hard Stone, New Museum, New York, e nel 2022, alla Whitney Biennial, Quiet as It’s Kept, Whitney Museum of American Art, New York. Nel 2022 ha ricevuto il Pollock-Krasner Foundation Grant. Salane ha completato un Master in Urbanistica presso la Bernard & Anne Spitzer School of Architecture, CUNY, e un BFA presso The Cooper Union for the Advancement of Science and Art.

Sissel Tolaas lavora, ricerca e sperimenta in maniera approfondita sul tema dell’olfatto sin dal 1990. Tolaas è considerata un’autorità in questo campo di ricerca scientifica e artistica, e vanta importanti collaborazioni e partecipazioni a mostre, tra cui: Documenta 13, Kassel; MoMA, New York; MoMA, San Francisco; Fondation Cartier, Parigi; Serpentine Galleries, Londra; Hamburger Bahnhof, Berlino; Tate Gallery, Liverpool; Biennale di Venezia; Kochi Biennale; TBA21, Thyssen Bornemisza Art Contemporary; National Art Museum of China, Beijing; Cooper-Hewitt Museum, New York; Minsheng Art Museum, Shanghai; Art Institute of Chicago; Architecture Biennale 2015, Seoul, Shanghai e Venezia; Time Museum, Guangzhou; Louisiana Museum, Copenhagen. I suoi progetti e le sue ricerche riguardano, tra gli altri, i seguenti temi: clima, patrimonio, ineguaglianza, geopolitica, ecologia sensoriale, biologia, archeologia, antropologia, Antropocene. Tolaas ha inoltre lavorato con importanti università, centri di ricerca e piattaforme, tra cui: Massachusetts Institute of Technology; Max Planck Institute; Nanyang Technical; Harvard University; e Oxford University. Tra i numerosi premi assegnati all’artista si ricordano: Premio per l’innovazione chimica CEW New York 2014; Premio Rouse Foundation 2009, Harvard GSD; Premio Ars Electronica 2010; Synthetic Biology / Synthetic Aesthetics, Stanford University, Oxford University e Harvard Medical school, 2010-2011-2012-2014. Nel 2004 Tolaas ha fondato, con il supporto di IFF (International Flavors & Fragrances Inc.), lo SMELL RE_searchLab di Berlino, un laboratorio di ricerca il cui obiettivo è registrare, replicare e indagare le molecole e la complessa struttura degli odori, al fine di proporre un sistema di comunicazione alternativo: la COMUNICAZIONE OLFATTIVA. Tolaas ha costruito numerosi archivi negli ultimi 25 anni, tra cui: migliaia di campioni di complesse sorgenti di odori e singole molecole; suono linguistico e parafonico; codici e funzioni. La missione di Tolaas: “C’è un intero mondo da annusare e un intero mondo da educare ad annusare.”

Informazioni sul catalogo:

Titolo: Pompeii Commitment. Archaeological Matters: 2020-2022

Formato: 21 x 28 cm

Pagine: 232

Bilingue: ITA / ENG

Pubblicato da Silvana Editoriale, Milano

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Parco Archeologico di Pompei

Direttore Generale

Gabriel Zuchtriegel

RUP

Silvia Martina Bertesago

Segreteria di Direzione

Ernesta Rizzo

Clelia Mazza

Segretario Amministrativo

Davide Russo

Ufficio Stampa e Comunicazione

Marella Brunetto

Ufficio Fundraising

Maria Rispoli

Archivio Fotografico

Giuseppe Scarpati

Biblioteca

Silvia Martina Bertesago

Depositi Archeologici

Stefania Giudice

Luana Toniolo

Laboratorio di Ricerche Applicate

Valeria Amoretti

Supporto Scientifico e Organizzativo

Anna Civale

Tiziana Rocco

Supporto Legale

Domenico Costabile

Pompeii Commitment. Materie archeologiche

Ideazione

Massimo Osanna

Andrea Viliani

Curatela Scientifica

Andrea Viliani

Progettazione e Manutenzione Epistemologica, Curatoriale, Editoriale

Stella Bottai

Laura Mariano

con Caterina Avataneo

Coordinamento Editoriale

CURA.

Silvana Editoriale

Progettazione Identità Visiva, Logo e Web Design

amarantoweb.com

Si ringraziano

Tutti gli artisti, attivisti, curatori e scrittori autori dei Commitments.

Tutti i funzionari e i collaboratori del Parco Archeologico di Pompei autori delle Fabulae e che hanno coadiuvato le ricerche degli artisti.

Tutti gli amici e i collaboratori di Pompeii Commitment.

I funzionari e il personale della Biblioteca, dell’Archivio fotografico e dei Depositi archeologici del Parco Archeologico di Pompei, per la loro collaborazione nelle varie fasi di ricerca.

Giuseppe Barbella, Antonio Benforte, Tiziana Garofalo, Ilaria Improta​ (A.L.E.S.).

Marco Giglio (Università degli Studi di Napoli L’Orientale).

Il personale addetto all’accoglienza, fruizione e vigilanza.

Ilaria Leccese

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