PIANETA OPPURE PLASTICA?

A Bari l’inaugurazione della mostra “Planet or Plastic?”

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cms_24013/0.jpgIl progetto di sensibilizzazione iniziato il 24 novembre dalla società CiMe riguardo la salvaguardia del nostro pianeta entra già nel vivo. Ieri, 2 dicembre, al Teatro Margherita di Bari è stata inaugurata la mostra Planet or Plastic?, di cui il direttore di CiMe Vito Cramarossa aveva accennato alla “giornata zero” della settimana scorsa. Planet or Plastic? è una mostra fotografica interazionale destinata ad un pubblico di adulti, adulte, ragazzi e ragazze. Le immagini sono una testimonianza tangibile delle pesanti conseguenze sull’ambiente a causa dell’eccessivo utilizzo della plastica nella nostra vita quotidiana. Un dato, singolo, che inquadra perfettamente la situazione: ogni anno quasi 8000 chili di rifiuti fatti di plastica terminano il loro “ciclo vitale” all’interno di mari e di oceani. Senza che ce ne accorgiamo, e ce ne rendiamo effettivamente conto, gli effetti che causiamo sono destabilizzanti per l’interno ecosistema.

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La mostra ha l’obbiettivo di far riflettere, e per questo abbiamo scelto le scuole come target principale per questo evento– spiega Vito Cramarossa a margine della serata – il percorso di sensibilizzazione è pensato con la creazione di spazi appositi in cui si potrò comprendere cosa causa la plastica, e per questo spero in un sostegno importante, visto che tutto questo deve avere come scopo primario anche il cambiare le nostre sbagliate abitudini in questo senso”. L’esposizione è curata da Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia. All’interno del teatro, e sino al 13 marzo dell’anno venturo, sono raccolti gli scatti dei più grandi fotoreporter mondiali di National Geographic, co-creatore di tutto questo. Si aggiunge uno splendido lavoro fotografico intitolato Soup, traducibile alla lettera in italiano con “zuppa”, realizzato da Mandy Barker.

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La pluripremiata artista britannica da diverso tempo si occupa di analizzare, assieme a ricercatori e scienziati, gli effetti distruttivi che la plastica prova alla Terra. L’intento, non sospetto, è quello di suscitare una reazione forte e impattante nello spettatore e nella spettatrice. Non finisce qui: il tutto è completato con una ciliegina sulla torta niente male, ovvero la proiezione del documentario Punto di non ritorno. Curato da National Geographic stesso, è il prodotto del genio del regista premiato con l’Oscar Fischer Stevens con la collaborazione di niente di meno che Leonardo DiCaprio: l’attore anch’esso insignito dell’Academy Award è Messaggero della Pace per l’ONU. Questa piccola pellicola è un resoconto, intrigante e drammatico, sulle metamorfosi che il mondo è costretto ad affrontare a causa dei mutamenti climatici, di cui l’attivista svedese Greta Thunberg si fa principale portavoce. Insomma, dall’Italia si imperlano in una fragile ma preziosa collana delle chicche che vogliono essere un forte e chiaro messaggio per un futuro di cui noi possiamo essere i e le fondamentali artefici.

Francesco Bulzis

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