PERCORSI DI-VINI

La Gargànega

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Reduce da un tour in Veneto, esattamente in Valpantena, mi sono imbattuto in questo vitigno a bacca bianca che mi ha ricordato non poche cose.

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Avevo conosciuto e degustato questo vino diversi anni fa quando, alla continua ricerca di particolari sensazioni olfattive ero inciampato in un vino diverso dagli altri, un vino in grado di trasmettere eleganza al palato senza venire colpiti da elevata acidità.

Ma l’Italia, ricca di coltivazioni viticole mi aveva fatto dimenticare questa splendida creatura costringendomi ad accantonare la memoria in un angolo remoto in attesa di eventi straordinari in grado di risvegliarne il pensiero.

E l’evento straordinario è arrivato a distanza di diversi anni, nel momento esatto in cui non stavo cercando nulla di ciò ma mi limitavo a degustare uno dei vini top italiani: l’Amarone.

E quando si ha a che fare con LUI (ossia, l’Amarone) in genere non si è in grado di pensare ad altro, essendo lo stesso una esplosione di profumi, una compostezza emozionale complessa che accarezza gli animi, una linearità che potremmo definire intellettuale.

Accade, tuttavia, che quando meno te lo aspetti (in genere è così sempre nella vita) ecco che si presenta nel tuo calice un vino a bacca bianca presente su questo territorio da almeno 1000 anni… viene servito con un gesto semplice che passa quasi inosservato… si presenta con un colore giallo paglierino corposo, all’olfatto importanti sentori di mandorla e fiori bianchi creano aspettative che vengono ripagate dal gusto dove una acidità poco preponderante esprime una eleganza fine.

Nasce da un vitigno che con il suo rispetto della terra ha continuato a produrre nei secoli uve che in un primo periodo venivano utilizzate per la produzione di vino da tavola ma che negli ultimi decenni è diventato, con la sua vinificazione in purezza, un vino da cui trarre benefici esperenziali.

cms_23085/2v.jpgNon è un caso se ha impiegato circa 1000 anni per giungere a noi, significa che per qualche strana combinazione doveva venirci a donare emozioni in grado di risvegliare la nostra memoria. Di strada ne ha fatta tanta e lo dimostrano le uve che presentano una buccia particolarmente dura, sviluppata quasi per doversi difendere dal tempo inesorabile.

Gli abbinamenti vanno dall’aperitivo agli antipasti, primi a base di pesce, carni bianche; insomma un vino che consente molteplici opportunità, sia in cucina, che tra gli addetti ai lavori quando si tratta di sfumare un piatto senza imbattersi in profumazioni spinte che possono squilibrare l’armonia di un complesso gioco delle parti.

Un vino che potremmo definire caparbio ed intrigante per il suo modo “spicciolo” di strizzare un occhio all’avventore dal calice in mano.

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Mai invasivo, sempre attento a non prevaricare i pensieri altrui, questo vino dona armoniosa lucidità olfattiva, tanto da consentirci una condivisione di intenti con i nostri 5 sensi.

Grazie alla Valpantena ed al Veneto tutto.

Buona degustazione.

Carlo Dugo

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