PERCORSI DI-VINI

La Costa dei Trabocchi tra mare, cielo, montagna e… vigneti

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cms_22497/1v_1626136266.jpg La regione Abruzzo ci svela ogni volta panorami di inconfondibile bellezza, questa volta andiamo alla scoperta della Costa dei Trabocchi, un lembo di terra che costeggia il mare adriatico per circa 60 km, abitato da antiche macchine da pesca su palafitta, appunto i trabocchi.

Queste creature che immancabilmente ci riportano a momenti di vita vissuta in epoche non troppo lontane erano le strutture con le quali i pescatori, calando le reti in mare, provvedevano a generare il profitto per il sostentamento della propria famiglia nonché allo sviluppo del territorio circostante.

Essendo ancorati al mare ad una distanza dalla terraferma idonea per arrivare a fondali più profondi erano in grado di pescare anche durante giornate di mare grosso dove i pescherecci, per ovvi motivi, non potevano uscire dal porto. Ciò li rendeva assolutamente indispensabili per l’economia locale. Questi gioielli, costruiti dai pescatori in totale autonomia completamente in legno, a prima vista trasmettono sensazioni di poca stabilità, in realtà la loro struttura è complessa ed articolata quasi fossero stati realizzati con ingegno sopraffino. Con grande maestria e lungimiranza, i trabocchi sono arrivati ai nostri giorni consentendoci di apprezzarne il lungo e lento cammino… nel mare. Molte di queste strutture sono state convertite in ristoranti, dando in tal modo la possibilità di salire a bordo per emozionarci, pranzando o cenando avvolti dai profumi del mare e dalle vibrazioni che le onde trasmettono con il loro infrangersi sulla struttura.

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Da poco tempo queste strutture sono collegate tra loro sfruttando un vecchio tracciato della linea ferroviaria, che è stato riconvertito in pista ciclopedonale. Un nuovo modo di scoprire il territorio con un turismo lento e sostenibile. Una esperienza sulla pista ciclabile permette di analizzare più attentamente la natura circostante andando a stimolare il nostro senso di responsabilità verso la natura stessa.

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Man mano che da Ortona si procede in direzione Vasto si possono ammirare i vigneti che avendo alle spalle la montagna della Maiella arrivano fin alle rive del mare in un susseguirsi di profumi floreali, fruttati ma anche marini, sapidi, con la brezza che ci ricorda quanta sofferenza il mare può dare ma anche quanta gioia può regalare.

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E’ un intreccio di emozioni così come lo è l’Abruzzo intero.

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I vini rossi come il Montepulciano ed i bianchi come il Pecorino, sono in grado di coniugarsi perfettamente al territorio circostante. Basti pensare alle numerose degustazioni avviate a bordo dei trabocchi per immaginare la fine qualità dei vini stessi in rapporto alle strutture su palafitta. Degustare questi vini corposi, intensi ma anche eleganti, raffinati in poche parole unici, su di una struttura in legno, tremolante per via delle onde, con il leggero vento che ci avvolge, magari abbinandoli a produzioni gastronomiche locali o per i bianchi al pescato del giorno, equivale ad un contatto con la natura completo ed appagante. Non è un caso se il grande poeta pescarese Gabriele d’Annunzio scelse la costa dei trabocchi quale luogo di ispirazione per le sue opere tanto come “Il trionfo della morte” da vedersi intitolato un posto specifico l’ “eremo d’Annunziano”.

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Il poeta non mancò di inserire versi sul vino nelle proprie opere,stante a dimostrazione di quanto il nettare degli dei fosse un prodotto unico e da decantare nel migliore dei modi. Sulla costa dei trabocchi tutto questo è possibile… buona degustazione.

Carlo Dugo

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