PAURA IN SERIE A PER L’AUMENTO DEI POSITIVI

INTANTO MIGLIAIA DI ‘TIFOSI DI CARTONE’ RIEMPIONO GLI SPALTI TEDESCHI

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Mentre in Figc si continua a parlare della mancata validazione del protocollo di garanzia sanitaria, nonché delle decisioni della Lega Pro che hanno fatto scatenare l’ira di alcuni Presidenti – Luigi De Laurentiis su tutti - in Serie A si continuano a registrare casi di contagio tra i calciatori.

Due le società colpite in questi primi giorni di allenamento individuale: la Fiorentina con 6 positivi (di cui tre dello staff) e la Sampdoria con 3 nuovi casi più un ritorno di positività.

Per tutti si tratta di casi asintomatici ed entrambe le società fanno sapere che gli stessi stanno bene e sono ora in quarantena come da protocollo. La situazione, dunque, da questo punto di vista non preoccupa.

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Tuttavia è evidente che questi casi di contagio non giocano a favore della decisione finale circa la ripresa degli allenamenti di squadra e del campionato, soprattutto alla luce delle parole - espresse attraverso un video subito dopo l’incontro tra il Comitato Tecnico Scientifico e la Figc - del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora: “Mi auguro che il 18 maggio possano riprendere gli allenamenti di squadra compatibilmente all’evoluzione dei prossimi dieci giorni dell’emergenza sanitaria che speriamo ci dia risultati soddisfacenti".

In effetti, oltre al protocollo si terrà conto proprio della curva dei contagi. Ma è probabile che sulla scia europea - a partire del campionato tedesco il cui inizio è previsto per il 16 maggio - anche il Governo italiano possa dare il via libera per la ripresa della Serie A. Rassicuranti sono state, in tal senso, le parole della sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, intervenuta a Radio Punto Nuovo: “Si va verso una buona direzione anche se non c’è ancora il via libera. Ripartire sì, ma in sicurezza. La soluzione potrebbe essere quella di una sorta di clausura della squadra”.

PROTOCOLLO INGLESE

In attesa del via libera ufficiale della Premier League, intanto, si prospettano misure parecchio restrittive anche nel protocollo sanitario inglese. In particolare - secondo quanto riferito dal ’Telegraph’ e riportato dall’Ansa – saranno proibite, per almeno un anno dall’entrata in vigore, le esultanze di gruppo dopo un gol, lo scambio di maglie a fine partita e gli sputi durante il gioco. Senza dimenticare che si giocherà a porte chiuse.

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Forse per questo, in Germania, il Borussia Moenchengladbach – riporta l’Ansa - ha deciso di riempire gli spalti del Borussia Park con 16.500 cartoni raffiguranti i tifosi della squadra neroverde.

Meglio di niente, avranno pensato. Se non si può tornare alla normalità, allora è meglio provare a sorridere e, perché no, immaginare lì in alto, sugli spalti, migliaia di supporters che tifano, anche se silenziosi e con occhi spenti. D’altronde sembra abbastanza curioso, sebbene giusto in questo momento, che un gioco come il calcio – di grande impatto emotivo e sociale – possa diventare improvvisamente uno sport freddo e distaccato. È già difficile giocare in uno stadio senza tifosi – la vera anima del calcio – figurarsi ora l’idea di segnare o di parare un rigore importante e dover festeggiare da soli. Ma che calcio è? Se si toglie la componente emotiva, il contatto fra calciatori e i loro tifosi, ma anche fra gli stessi protagonisti del calcio, cosa resta di questo sport?

‘Show must go on’, recita un famoso brano dei Queen. Giusto, lo spettacolo deve andare avanti soprattutto in questo momento di difficoltà economica e sociale, ma a quale prezzo?

(Foto da legaseriea.it, adnkronos.com Fotogramma e MSN.com – si ringrazia)

Rino Lorusso

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