PATTO AUKUS IN DISCUSSIONE

Acceso botta e risposta tra il Regno Unito e la Francia

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Aukus o meglio, AUKUS. Tutto maiuscolo perché è una sigla, indicante tre importanti Paesi mondiali: in ordine Australia (A), Regno Unito (UK) e Stati Uniti (US). Non più solamente accumunati dalla lingua ufficiale, l’inglese, ma anche da una partnership che sta andando incrinandosi e che sta facendo venire alla luce tensioni con la Francia. Per questo si è deciso di convocare una riunione informale di emergenza tra tutti i Ministri degli Esteri dell’Unione Europea a New York. Ci sarà anche Josep Borrell (Alto rappresentante dell’Unione Europea), che presiederà il consiglio ai margini dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’annuncio ufficiale arriva dal portavoce del Servizio Europeo per l’azione esterna, che spiega come questa sia la prima occasione per dibattere dell’implicazioni che questa nuova “triplice alleanza” (si passi il termine) comporta. Spegne anche qualsivoglia tipo di allarmismo, chiarendo come i meeting diplomatici tra i leader si svolgano periodicamente durante questo tipo di eventi, così come riporta l’ANSA. Non è tutto, tuttavia, visto che pare ci sia chi prova a tenere il piede in due scarpe: Londa prova a distendere i rapporti con Parigi, nonostante Canberra non sia particolarmente d’accordo.

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L’amore per la Francia è inestirpabile” è la motivazione data dal premier britannico Boris Johnson, che secondo quanto rimbalzato dall’Huffington Post assicura “l’immensa importanza” di un accordo tra i due Paesi. Effettivamente un accordo (multimiliardario, mettendo i puntini sulle i) sui sottomarini francesi c’era tra Australia e Francia. Il deal, per dirla nella lingua degli anglosassoni, è saltato in favore di un altro ma per le navi americane. Le parole di Jean-Yves Le Drian, Ministro degli Esteri francese, infiocchettano un regalo abbastanza sgradito per l’AUKUS: “la Gran Bretagna è stata una terza ruota in tutta la vicenda”, con tanto di accusa a Londra per “costante opportunismo”.

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Boris Johnson prova a gettare acqua sul fuoco, ma finisce per buttarci invece benzina: “il patto non è in alcun modo pensato per essere per esclusivo, è un qualcosa di cui nessuno deve preoccuparsi e in particolare non i nostri amici francesi”. I transalpini, infatti, si sono fatti sentire per voce del ministro degli Esteri: “menzogne, doppiezza e rottura grave, che peserà sulla NATO”. Gli altri due attori sul palcoscenico si astengono da risposte, o quantomeno solo uno dei due lo fa: Canberra replica evidenziando come “Parigi sapesse [in realtà il vero originario è “sapeva” ma è stato coniugato al congiuntivo per correttezza del periodo grammaticale, NdR] delle nostre riserve prima della rescissione del contratto”. Il presidente statunitense Joe Biden, invece, evita qualunque genere di presa di posizione diretta, anche se dall’Eliseo fanno filtrare la possibilità di un incontro tra Emmanuel Macron e il capo di stato americano.

Francesco Bulzis

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