PASOLINI: UN INTELETTUALE SCOMODO

Cresce l’attesa per le celebrazioni del centenario dalla nascita dell’eclettico e geniale artista friulano

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Il 5 marzo 1922 ricorre l’anniversario della nascita di Pier Paolo Pasolini. Esattamente 100 anni fa trova i natali a Casarsa della Delizia, un paesino in Friuli, un personaggio che farà parlare di sé non solo per le opere artistiche, ma anche per i fatti di cronaca che culmineranno con il suo misterioso assassinio avvenuto il 2 novembre del 1975 all’idroscalo di Ostia. È l’occasione per celebrare il poeta, lo scrittore, il regista, con una serie di eventi speciali. Si comincia a inizio dell’anno nuovo, con la pubblicazione di tanti libri tra edizioni aggiornate e nuovi titoli. Tra queste c’è molta attesa per ’Caro Pier Paolo’ a firma di Dacia Maraini che raccoglie in forma di lettere le memorie tra passato, presente e futuro. «Sarà un libro molto personale. Me lo hanno proposto, ho detto prima di no, si scrive troppo su Pier Paolo Pasolini, usciranno 100 mila libri per il centenario. Poi l’idea di parlare di cose vissute insieme mi ha convinta», ha dichiarato la scrittrice all’ANSA. Per la vincitrice del Premio Strega e del Campiello, a lungo compagna di Alberto Moravia, queste lettere sono una opportunità per descrivere il rapporto intimo e sincero con Pasolini fatto di esperienze artistiche e cinematografiche, idee e viaggi condivisi con Moravia e Maria Callas in giro per il mondo.

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Sarebbe riduttivo descrivere la figura di un uomo così eclettico e artisticamente poliedrico come Pasolini elencando semplicemente le innumerevoli opere cinematografiche, letterarie, pittoriche e anche musicali. La propensione per la letteratura e la poesia la sviluppa nel suo soggiorno a Bologna nei primi degli anni ’40 con la pubblicazione di un libretto di versi intitolato Poesie a Casarsa. Nel frattempo nel 1945 si laurea in Lettere a pieni voti presso l’Università degli Studi del capoluogo emiliano romagnolo. Nel dopoguerra aderisce al partito comunista. Nel 1950 viene condannato alla pena di tre mesi di reclusione (condonati in seguito all’indulto) con l’accusa di atti osceni in luogo pubblico dopo aver pagato dei minori di 16 anni per dei rapporti di masturbazione. Nello stesso anno si trasferisce con la mamma a Roma. Nel 1954 arriva il suo primo lavoro cinematografico che consisteva nella collaborazione con l’amico Giorgio Bassani alla sceneggiatura del film di Mario Soldati La donna del fiume e nel 1955 scrive il romanzo di successo Ragazzi di Vita, nonostante la feroce critica a causa del contenuto ritenuto scabroso che trattava del tema della prostituzione omosessuale maschile.

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Nel 1961 scrive e dirige Accattone, un’opera che segna il suo esordio alla regia, mentre nel 1975 esce postumo il suo ultimo lavoro cinematografico, Salò o le 120 giornate di Sodoma. Un film che scatena l’ira della censura e della magistratura per oscenità e corruzione di minori, decretando nel 1976 il sequestro della pellicola. Insomma, Pier Paolo Pasolini è stato un idealista e intellettuale scomodo per l’ipocrita perbenismo borghese dell’epoca in cui si è mosso dal punto di vista artistico. Nello stesso tempo, però, è stato anche molto apprezzato; si pensi ai numerosi premi ricevuti durante i più importanti festival cinematografici europei.

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Ma la figura di Pier Paolo Pasolini, ancora oggi, è circondata da quell’alone di mistero legato alla sua uccisione. A tal proposito, tornando alle celebrazioni, sarà interessante leggere, in una nuova edizione aggiornata e ampliata, ’Pasolini. Morire per le Idee’ di Roberto Carnero, che è anche co-autore della mostra fotografica ’Pier Paolo Pasolini. Non mi lascio commuovere dalle fotografie’, che si è aperta il 30 novembre a Palazzo Ducale di Genova dove resterà fino al 13 marzo 2022. Carnero propone una lettura dell’opera pasoliniana come un tutt’uno, dove le diverse fasi, dalla poesia alla narrativa, dal teatro al cinema, dal giornalismo alla critica letteraria, tendono a intersecarsi all’interno di un discorso creativo aperto e dinamico, con un’intervista a Walter Veltroni sulla controversa morte di Pasolini.

Umberto De Giosa

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