PAOLO PANELLI & BICE VALORI

Istantanee d’autore

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Ci sono stati artisti che è come se avessero fatto parte della nostra vita, con la loro presenza frequente in quella televisione che dopocena ci faceva divertire e imparare, quando non esisteva internet.

Tra questi annovero Paolo Panelli e Bice Valori.

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Lui non faceva altro che essere se stesso; lei era di una bravura unica, sapendo muoversi su innumerevoli piani comici.

Da bambino e poi da ragazzo aspettavo con piacere di vederli in TV perché sapevo che mi facevano ridere.

Furono tra i primi personaggi famosi che incontrai, appena diciottenne, quando con alcuni amici decidemmo di redigere un giornalino ed io, con questa scusa, andavo a caccia dei personaggi di quel mondo incantato in cui volevo lavorare.

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Li aspettai all’ingresso del teatro Sistina, dove stavano provando il musical “Aggiungi un posto a tavola”, chiedendo se potessi avere una piccola intervista.

Premetto che allora la mia ingenuità trovava strade aperte grazie alla semplicità dei grandi.

Oggi, invece, per parlare con un personaggino di plastica, bisogna sfondare un ufficio stampa.

Mi fecero entrare ed andammo sul palcoscenico dove erano già state montate le scene.

Durante la conversazione, Panelli fumò qualche sigaretta, lei mi guardava con un sorriso famigliare e mi trattava con tenerezza.

Sono vividi tanti dettagli sull’ambiente in cui mi trovavo e su loro.

cms_25662/3.jpgUna sensazione che non dimentico era la sorpresa di trovare lei non effervescente come era sempre in Tv, ma piuttosto dimessa, quasi volesse essere presente ma far parlare il marito che, invece, si dimostrò esattamente come mi aspettavo.

Tuttavia risi più volte perché, anche se involontariamente, mi sembrava che recitassero uno sketch: lui che non faceva mai il bagno, lei che voleva stare sempre al mare; lui che comprava barche e poi le rivendeva perché, soffrendo il mal di mare, non riusciva ad usarle; lui che per impiegare il tempo mentre lei era al mare, si rifugiava nel suo laboratorio di falegnameria al pianterreno della loro villa di Castiglioncello.

Solo alcune cose piacevano ad entrambe, in questa strana coppia: una era ospitare Marcello Mastroianni e sua moglie Flora durante l’estate.

Ero ancora immaturo ma ebbi la certezza che a decidere in casa fosse Bice e che Paolo, per amore, fosse molto accondiscendente.

Ma era evidente che tra i due ci fossero un amore e una complicità enormi, oltreché una perfetta intesa artistica. Posso rivedere molti particolari di quel colloquio, illuminato dalla mia età attuale.

Incoraggiato da quella accoglienza, osai svelare i miei desideri per il futuro e chiedere se potessi assistere alle prove.

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Non scorderò mai la risposta di Panelli: “Mettiti accanto a quella quinta e non ti muovere”.

Così feci, obbedendo eroicamente a quell’ordine.

Ma ci sarei rimasto giorni, considerato che potevo osservare qualcosa di mai visto, la regia di Pietro Garinei e il “mestiere” di Johnny Dorelli, che allora però non ebbi l’opportunità di avvicinare.

Giunto il tempo di dover ritornare a casa con il treno, aspettai una delle pause per andare a salutarli e ringraziarli.

“Che te sei già stancato?”

Spiegai il perché e lui: “Me raccomanno, nun te sporcà”.

Compresi dopo molto tempo quella frase.

Lei mormorò qualcosa che non ricordo ma mi abbracciò e mi diede due baci sulle guance.

Anche quel gesto compresi solo quando cominciai a provare io un senso di protezione verso i giovani che si rivolgevano a me all’inizio della loro strada.

(Le immagini sono di proprietà dell’autore)

Giacomo Carlucci

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