OMICRON, EMA:"VACCINI MENO EFFICACI SU CONTAGIO E MALATTIA LIEVE"

In Italia ulteriori 184.615 contagi e altri 316 morti - I dati delle Regioni - Zona gialla e arancione, regole e regioni a rischio: cosa cambia oggi

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Omicron, Ema: "Vaccini meno efficaci su contagio e malattia lieve"

cms_24447/EMA.jpgVaccini anti-Covid meno efficaci contro i contagi da variante Omicron. E’ quanto ha precisato l’Agenzia europea del farmaco Ema. "Sebbene la maggior parte dei dati disponibili suggerisca che i vaccini anti-Covid approvati stiano perdendo efficacia nella protezione contro l’infezione e la malattia lieve, continuano a fornire un’elevata protezione contro le forme gravi e la necessità di ricovero legata alla variante Omicron di Sars-CoV-2", si legge in una nota in cui l’Ema dà notizia di un vertice che si è tenuto ieri, 12 gennaio, fra gli enti regolatori di tutto il mondo, per fare fronte comune e allinearsi su un eventuale percorso da seguire per arrivare a rendere disponibili, se necessario, dei vaccini nuovi o aggiornati contro il mutante in ascesa a livello globale.

"Oggi non si tratta solo della risposta regolatoria a Omicron, ma di impostare la scena per una discussione più strategica su quali tipi di vaccini potrebbero essere necessari sul lungo termine per gestire adeguatamente Covid-19", ha detto Emer Cooke nel corso del summit. Cooke guarda anche al futuro e a una gestione di lungo termine in uno scenario che vede il virus ancora presenti. E puntualizza: "Queste decisioni non sono solo per gli enti regolatori. E’ necessaria la collaborazione tra tutti gli attori in questo spazio, compresi i responsabili delle decisioni in materia di salute pubblica a livello nazionale, regionale e globale. In tale contesto, dobbiamo sottolineare l’importanza della collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per prendere una decisione sugli aggiornamenti dei ceppi" di Sars-CoV-2 su cui basare i vaccini.

Il nodo vaccini e la risposta alla variante Omicron è stato sul tavolo del summit fra gli enti regolatori di tutto il mondo, presieduto dall’Agenzia europea del farmaco Ema e dall’americana Food and Drug Administration (Fda) che si è tenuto il 12 gennaio. Obiettivo: "Allinearsi", collaborare. E delineare un percorso per "supportare lo sviluppo di un possibile vaccino adattato" al nuovo mutante. Si è discusso, ha spiegato l’autorità regolatoria Ue, "della risposta normativa globale alla variante, sotto l’egida della Coalizione internazionale delle autorità di regolamentazione dei medicinali (Icmra)".

L’obiettivo della riunione, alla quale hanno partecipato anche esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e della Commissione europea, era di "rivedere le evidenze disponibili sull’efficacia dei vaccini approvati contro la variante Omicron e raggiungere l’allineamento sui requisiti normativi chiave" per accompagnare eventualmente il lancio di una versione ’aggiornata’.

"Guardando ai requisiti regolatori per qualsiasi vaccino contro varianti virali, c’è stato un ampio consenso sul fatto che sono necessari dati clinici per approvare un nuovo vaccino aggiornato", è stato precisato dagli esperti che hanno partecipato all’incontro.

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cms_24447/Min_Sanita_ISS_Prot_Civ.jpgIn Italia ulteriori 184.615 contagi e altri 316 morti

Sono 184.615 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia, secondo i dati e i numeri Covid - regione per regione - del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Si registrano inoltre altri 316 morti. Sono stati 1.181.179 in più i tamponi processati da ieri, tra molecolari e antigenici, con un tasso di positività al 15,6%. In totale gli attualmente positivi sono 2.323.518 in Italia.

Il totale dei ricoverati con sintomi è di 17.648 (+339), mentre le terapie intensive occupate sono 1.668 (-1). Da inizio pandemia sono state oltre 140mila le vittime del Covid nel nostro Paese.

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I dati delle Regioni

(Bollettino Covid-19 delle ore 18,00 - 13 Gennaio 2022)

LOMBARDIA - Sono 39.683 i nuovi contagi da Coronavirus in Lombardia secondo il bollettino di oggi, 13 gennaio 2022, con i dati della Regione. Nella tabella si fa riferimento ad altri 52 morti che portano il numero complessivo a 35.662 persone. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 237.324 tamponi, tra molecolari e antigenici, pari a un tasso di positività del 16,7%. In terapia intensiva 257 persone, 4 in più da ieri, i ricoverati non in terapia intensiva sono 3.452, 135 in più da ieri. Sono 13.192 i nuovi casi di Covid registrati in provincia di Milano, di cui 5.159 a Milano città. Questi i dati delle altre province forniti dalla Regione Lombardia Bergamo: 3.762; Brescia: 5.363; Como: 2.261; Cremona: 1.178; Lecco: 1.202; Lodi: 1.024; Mantova: 1.494; Monza e Brianza: 3.242; Pavia: 2.020; Sondrio: 696; Varese: 2.972.

PIEMONTE - Sono 14.471 i contagi da coronavirus in Piemonte oggi, 13 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 18 morti. I nuovi casi (di cui 13.045 dopo test antigenico) sono pari al 14,8% di 99.791 tamponi eseguiti, di cui 85.158 antigenici. Dei 14.741 nuovi casi gli asintomatici sono 10.118 (68,6%). I ricoverati in terapia intensiva sono 146, uno in meno rispetto a ieri. I ricoverati nei reparti ordinari Covid sono 1.930, 4 in meno rispetto a ieri. Le persone in isolamento domiciliare sono 158.518. Da ieri sono guarite 10.943 persone.

LAZIO - Sono 10.272 i contagi da coronavirus nel Lazio oggi, 13 gennaio 2022, secondo i dati del bollettino Covid della Regione. Registrati 32 morti. I casi a Roma città sono a quota 5.061. Nello specifico "su 25.567 tamponi molecolari e 69.001 tamponi antigenici per un totale di 94.568 tamponi, si registrano 10.272 nuovi casi positivi (-1.755); sono 34 i decessi (+19, il dato comprende recuperi di notifiche), 1.620 i ricoverati (-9), 204 le terapie intensive (+2) e +4.207 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 10,8%. I casi a Roma città sono a quota 5.061", riferisce l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato. "Per la prima volta nelle ultime settimane c’è un lieve calo nel numero dei ricoveri giornalieri", sottolinea l’assessore che aggiunge: "Incidenza in aumento e valore Rt stabile" nel Lazio, con casi di infezione "in diminuzione rispetto a giovedì della scorsa settimana, 2 giorni di seguito in calo".

CAMPANIA - Sono 24.451 i nuovi contagi da coronavirus registrati oggi, 13 gennaio 2022, in Campania secondo il bollettino odierno diffuso dall’unità di crisi della Regione. Dei 24.451 nuovi casi, 12.607 sono risultati positivi al tampone antigenico e 11.844 al molecolare. I test analizzati sono 105.077, di cui 59.369 antigenici e 45.708 molecolari. La percentuale di test positivi sul totale dei test analizzati è pari al 23,26%. Si registrano 29 nuovi decessi, 19 dei quali avvenuti nelle ultime 48 ore e 10 avvenuti in precedenza, ma registrati ieri. In Campania sono 79 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, dato stabile rispetto a ieri, e 1.154 i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza, 28 in più rispetto al dato diffuso ieri.

EMILIA ROMAGNA - Sono 20.648 i contagi da coronavirus in Emilia Romagna oggi, 13 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Si registrano 38 morti. I nuovi casi sono stati individuati su 72.547 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è quindi del 28,5%. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 38 anni.

I pazienti attualmente ricoverati nelle terapie intensive dell’Emilia-Romagna sono 151 (+3 rispetto a ieri); l’età media è di 62,3 anni. Sul totale, 100 non sono vaccinati (zero dosi di vaccino ricevute, età media 61,2 anni), il 66,2%, mentre 51 sono vaccinati con ciclo completo (età media 64,4 anni). Per quanto riguarda i pazienti ricoverati negli altri reparti Covid, sono 2.258 (+71 rispetto a ieri), età media 69,2 anni.

Rispetto ai 18.631 nuovi casi registrati ieri, i contagi oggi registrano un +10,8%. I ricoverati nei reparti Covid aumentano del 3,2%, quelli delle terapie intensive crescono del 2%.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 3.824 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 477.021. I casi attivi, cioè i malati effettivi, oggi sono 259.464 (+16.786). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 257.055 (+16.712), il 99% del totale dei casi attivi.

SARDEGNA

Sono 1.296 i nuovi casi registrati oggi 13 gennaio 2022, in Sardegna secondo i dati del bollettino covid della Regione. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 20997 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 28 ( 1 in più di ieri). I pazienti ricoverati in area medica sono 231 ( 16 in più di ieri). 18169 sono i casi di isolamento domiciliare ( 563 in più di ieri). Si registra il decesso di una donna di 88 anni, residente nella Città Metropolitana di Cagliari.

TOSCANA - Sono 13.151 i nuovi contagi da coronavirus registrati in Toscana oggi, 13 gennaio 2022, secondo numeri e dati del bollettino covid anticipato dal governatore Eugenio Giani. Venti i morti: 10 uomini e 10 donne con un’età media di 75,6 anni. I nuovi casi sono stati rilevati su 77.388 test di cui 24.353 tamponi molecolari e 53.035 test rapidi.

Il tasso dei nuovi positivi è 16,99% (69,3% sulle prime diagnosi). I ricoverati sono 1.296 (20 in più rispetto a ieri), di cui 123 in terapia intensiva (stabili). I guariti crescono del 3,1% e raggiungono quota 358.819 (65,5% dei casi totali). Gli attualmente positivi sono oggi 180.914, +1,2% rispetto a ieri.

ABRUZZO - Sono 3.610 i contagi da coronavirus in Abruzzo oggi, 13 gennaio 2022, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrato un morti. I nuovi casi, di età compresa tra 2 mesi e 105 anni, portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 155.432. Dei positivi odierni, 2.565 sono stati identificati attraverso test antigenico rapido. Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 60.747 (+3.127 rispetto a ieri) nel totale sono ricompresi anche 49.132 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche.

Sono 349 pazienti (+11 rispetto a ieri) ricoverati in ospedale in area medica; 37 (+2 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 60.361 (+3.114 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 5.360 tamponi molecolari e 24.057 test antigenici. Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 12,28%.

PUGLIA - Sono 3.218 i nuovi contagi da coronavirus oggi 13 gennaio in Puglia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 7 morti. I nuovi casi, individuati attraverso 74.753 tamponi, sono così suddivisi per provincia: Bari: 1.224; Bat: 288; Brindisi: 312; Foggia: 486; Lecce: 614; Taranto: 226; Residenti fuori regione: 54; Provincia in definizione: 14. Sono 62.901 le persone attualmente positive, 495 le ricoverate in area non critica, 53 in terapia intensiva. Dati complessivi: 370.694 casi totali, 6.589.994 tamponi eseguiti, 300.754 persone guarite e 7.039 decessi.

BASILICATA - Sono 985 i nuovi contagi da coronavirus rilevati oggi, 13 gennaio 2022, in Basilicata su un totale di 2.609 tamponi molecolari. Si registra 1 decesso per Covid-19. Sono i dati del bollettino regionale della task force riferito alle ultime 24 ore. La persona deceduta risiedeva a Ruoti, in provincia di Potenza. I lucani guariti o negativizzati sono 220. I ricoverati per Covid-19 sono 81 (+7) di cui 2 (+1) in terapia intensiva: 44 (di cui 2 in TI) nell’ospedale di Potenza; 37 in quello di Matera. Nel complesso gli attuali positivi residenti in Basilicata sono 12.478.

Per la vaccinazione, ieri sono state effettuate 6.511 somministrazioni. Finora 451.989 lucani hanno ricevuto la prima dose del vaccino (81,7 per cento della popolazione che ammonta a 553.254 residenti), 416.806 hanno ricevuto la seconda (75,3 per cento) e 215.898 sono le terze dosi (39 per cento), per un totale di 1.084.693 somministrazioni effettuate.

CALABRIA - Sono 3.207 i nuovi contagi da Coronavirus in Calabria secondo il bollettino di oggi, 13 febbraio 2022 con i dati della Regione. Nella tabella si fa riferimento ad altri 13 morti per un totale di 1.700 decessi. Da ieri sono guarite 1.562 persone. Crescono di 5 unità i ricoveri, che sono pari a 399, mentre scendono i ricoveri, sempre di 5 unità, in terapia intensiva per un totale di 33. Nella Regione al momento ci sono 1.632 positivi.

VENETO - Sono 17.956 contagi da coronavirus in Veneto oggi, 13 gennaio 2022, secondo i numeri covid del bollettino della regione. Registrati altri 38 morti. I nuovi casi sono stati individuati su 153.357 tamponi, l’incidenza è all’11,71%. I positivi attuali in Veneto sono 224.145. I pazienti covid ricoverati in ospedale sono 1.808 (+32). In area non critica i pazienti sono 1.602 (+36). In terapia intensiva, invece, 206 persone (- 4).

FRIULI VENEZIA GIULIA - Sono 4.039 i nuovi contagi da coronavirus oggi 13 gennaio 2022 in Friuli Venezia Giulia, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 11 morti. Nel dettaglio, oggi in Friuli Venezia Giulia su 11.295 tamponi molecolari sono stati rilevati 1.357 nuovi contagi, con una percentuale di positività del 12,01%. Sono inoltre 20.752 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 2.682 casi (12,92%). Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 41 delle quali 37 non vaccinate, mentre i pazienti ospedalizzati in altri reparti sono 369. Lo ha comunicato il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi.

I decessi complessivamente ammontano a 4.312, con la seguente suddivisione territoriale: 1.047 a Trieste, 2.108 a Udine, 800 a Pordenone e 357 a Gorizia. I totalmente guariti sono 148.271, i clinicamente guariti 569, mentre le persone in isolamento sono 42.424. Dall’inizio della pandemia in Friuli Venezia Giulia sono risultate positive complessivamente 195.986 persone con la seguente suddivisione territoriale: 45.824 a Trieste, 81.447 a Udine, 43.380 a Pordenone, 22.346 a Gorizia e 2.989 da fuori regione.

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Zona gialla e arancione, regole e regioni a rischio: cosa cambia oggi

cms_24447/GIALLO_ARANCIONE.jpgLa mappa delle regioni, nell’Italia del covid, oggi tra zona gialla e zona arancione può cambiare. Il monitoraggio dell’Iss e la cabina di regia con i nuovi dati definiranno il colore, le regole e le misure per contrastare l’aumento dei contagi, trainati dalla variante Omicron. La zona gialla comprende gran parte del paese. L’elenco giallo è lunghissimo: Lombardia, Lazio, Abruzzo, Toscana, Valle d’Aosta. Emilia Romagna, Piemonte. Sicilia, Liguria, Marche, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Calabria, province autonome di Trento e Bolzano.

Indicazioni possono arrivare dagli ultimi dati Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che fotografano la situazione negli ospedali. I ricoveri in area non critica arrivano nel complesso al 27%. La soglia regionale per il passaggio dalla zona gialla alla zona arancione è al 30% di occupazione. Le terapie intensive sono occupate al 18%. A livello regionale, si diventa arancioni quando le rianimazioni arrivano al 20%. Il quadro è completato da un’incidenza che non dovrebbe superare i 150 casi per 100.000 abitanti: il limite, con Omicron, viene ampiamente superato.

Se a fine mese almeno un terzo dell’Italia potrebbe diventare arancione, nell’immediato spicca la situazione della Valle d’Aosta, che arriva al 54% dei ricoveri nei reparti e al 21% in terapia intensiva: parametri, quindi, arancioni. Rischia la Calabria, che sale al 39% in area non critica ma scende al 17% nelle rianimazioni e potrebbe quindi evitare la retrocessione. In bilico la Sicilia, il cui destino potrebbe decidersi al fotofinish. Il Friuli Venezia Giulia sfonda il tetto nei reparti, ma dovrebbe rimanere in zona gialla per le terapie intensive. Stesso discorso per la Lombardia e la Liguria. Salvo anche il Lazio, nonostante le terapie intensive oltre il limite. I dati lasciano respirare il Veneto, per ora. "I dati ci dicono che non saremmo arancioni. L’indice Rt è 1,34. Il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 20%, quindi siamo arrivati" alla soglia per il passaggio in zona arancione, dice il governatore Luca Zaia.

"Se il tasso di occupazione cala, ci fa respirare. Al 20% siamo da zona arancione", spiega. "In area medica, il tasso di occupazione è 25% (24% per Agenas, ndr): ci mancano 5 punti, se il trend è questo" si arriva al 30% "in una settimana. L’incidenza è 2238,8 casi su 100mila abitanti. La variante Omicron è al 65,9% in Veneto. Questo vuol dire che tra 10 giorni siamo tutti Omicron", aggiunge. Un modello "ci dà il picco dei contagi il 23 gennaio. Quello dei ricoveri, il 12 febbraio. Potrebbero essere anche solo 10 persone in più ricoverate, ma la situazione non va sottovalutata. Non ci venissero a dire che l’ospedale non serve con il covid: tra un mese sono 2 anni in questa situazione...".

Il cambio di colore è legato a doppio filo al numero delle ospedalizzazioni. "Le Regioni chiederanno di adottare le linee guida dell’Ecdc" per la definizione di ’caso covid, dice Zaia, accendendo i riflettori sul dibattito. "L’Ecdc, organo ufficiale europeo, chiarisce che devono essere soddisfatti due criteri: il soggetto deve avere malattie respiratorie o sintomi influenzali e deve risultare positivo ad un tampone, antigenico o molecolare. Il paziente positivo ma senza sintomi non è un caso, lo dice l’Ecdc".

La definizione di ’caso covid’ ha un impatto anche sul numero dei ricoveri. "La partoriente che entra in ospedale e risulta positiva nello screening viene inserita tra i pazienti positivi. Si tratta di persone che sono in ospedale per altri motivi, non per il covid. Il caso tipico, più frequente, è proprio quello della partoriente. Noi chiediamo che questa quota di pazienti, non è vastissima ma pesa sul passaggio da zona a zona, venga depennata dalle statistiche. Una signora che va in ospedale per partorire, risulta positiva ma non ha sintomi non è un caso per le linee Ecdc. Voglio essere chiaro, non si sta banalizzando nulla", evidenzia.

Per l’Istituto superiore di sanità, d’altra parte, i positivi asintomatici vanno conteggiati tra i casi covid. "La definizione di caso di sorveglianza deve contenere i positivi, e non solo i casi con sintomatologia più indicativa di Covid-19 (sintomi respiratori, febbre elevata, alterazione gusto e olfatto eccetera)", spiega l’Istituto superiore di sanità in un ’primo piano’ sul proprio sito.

I DATI AGENAS REGIONE PER REGIONE

Abruzzo: 26% (area non critica), 20% (terapie intensive);

Basilicata: 21% (area non critica), 1% (terapie intensive);

Calabria: 39% (area non critica), 17% (terapie intensive);

Campania: 25% (area non critica), 12% (terapie intensive);

Emilia-Romagna: 25% (area non critica), 17% (terapie intensive);

Friuli Venezia Giulia: 29% (area non critica), 23% (terapie intensive);

Lazio: 25% (area non critica), 22% (terapie intensive);

Liguria: 37% (area non critica), 18% (terapie intensive);

Lombardia: 33% (area non critica), 17% (terapie intensive);

Marche: 26% (area non critica), 23% (terapie intensive);

Molise: 10% (area non critica), 5% (terapie intensive);

P.A. Bolzano: 15% (area non critica), 16% (terapie intensive);

P.A. Trento: 25% (area non critica), 28% (terapie intensive);

Piemonte: 28% (area non critica), 23% (terapie intensive);

Puglia: 18% (area non critica), 11% (terapie intensive);

Sardegna: 14% (area non critica), 14% (terapie intensive);

Sicilia: 34% (area non critica), 20% (terapie intensive);

Toscana: 23% (area non critica), 22% (terapie intensive);

Umbria: 32% (area non critica), 14% (terapie intensive);

Valle d’Aosta: 54% (area non critica), 21% (terapie intensive);

Veneto: 24% (area non critica), 19% (terapie intensive).

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