Novità nel processo Antinori: "calunniato il ginecologo"

Ma la situazione giudiziaria del medico rimane alquanto critica

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Da un anno e mezzo, il ginecologo Severino Antinori, difeso dagli avvocati Carlo Taormina, Tommaso Pietrocarlo e Gabriele Vitiello, sostiene che la ragazza che l’aveva accusato di “prelievo forzato di ovuli” avrebbe fornito una versione dei fatti "completamente falsa". Il gip di Milano, Luigi Gargiulo, ha disposto l’imputazione coatta per calunnia nei confronti dell’infermiera che, con la sua denuncia, ha portato sotto processo il professor Antinori. La procura, nei termini previsti, dovrà formulare il capo di imputazione, chiedendo il rinvio a giudizio della giovane, la quale avrebbe "falsamente accusato”, mediante “denuncia-querela", il medico romano.

La situazione giudiziaria di Antinori resta critica nonostante le nuove accuse nei confronti dell’infermiera: il medico è infatti imputato di fronte all’ottava sezione penale del tribunale con le accuse di rapina, violenza privata e lesioni, proprio a danno della ragazza spagnola. Alla nona sezione penale, invece, deve rispondere del reato di violenza sessuale nei confronti di un’altra infermiera. In un filone parallelo dell’inchiesta si sono concluse le indagini nelle quali il medico, insieme ai suoi collaboratori, è accusato di furto, violenza privata, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, appropriazione indebita, commercio abusivo di gameti umani e tentata rapina in concorso.

cms_7623/2.jpgSecondo quanto appurato dal gip, l’infermiera agì con “la consapevolezza dell’altrui innocenza” quando raccontò del ginecologo Severino Antinori, che la costrinse a subire con la forza un’operazione finalizzata al prelievo di otto ovociti, il 5 aprile 2016. Da qui è partita l’indagine dei pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti e, in seguito, il processomilanese a carico del medico, del suo anestesista e delle due segretarie della clinica Matris, luogo dell’intervento.

Il gip scrive nel provvedimento che la 25enne avrebbe calunniato il medico quando affermò che lui la sottopose "a un trattamento farmacologico diverso da quello prospettatole e non voluto”, "sottraendole il telefono” e provocandole "lesioni varie sul corpo". Il giudice ha ritenuto che il racconto dell’accusatrice del ginecologo fosse una "ricostruzione fantasiosa" e che la sua versione in merito al prelievo inconsapevole degli ovuli sia stata “frutto dell’immaginazione dell’indagata già nei giorni precedenti ai fatti".

cms_7623/3.jpgIl professor Severino Antinori ha commentato così il processo a suo carico: “Ho sempre avuto fiducia nella giustizia e la decisione del gip di Milano mi ripaga di tutto il fango che mi è stato gettato addosso in questo anno e mezzo di sofferenze".

Il processo a carico del ginecologo, davanti alla ottava sezione penale, riprenderà il prossimo 29 novembre. In questi giorni un perito grafologico - incaricato dal Tribunale di stabilire a chi appartengano le firme apposte sui moduli al consenso informato all’operazione avvenuta nell’aprile del 2016 - dovrà ultimare il suo lavoro: alcune settimane fa aveva stabilito che quegli stessi moduli non erano stati firmati dalla giovane infermiera. Adesso dovrà anche individuare il vero autore di quelle firme.

Anna Di Fonzo

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