Niger, 6 turisti francesi uccisi da uomini armati (Altre News)

Lukashenko verso la vittoria, proteste e feriti a Minsk - "Arresti a Pride Varsavia, anche un italiano" - Kabul, esplode ordigno: 2 morti e 5 feriti

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Niger, 6 turisti francesi uccisi da uomini armati

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Sei turisti francesi sono stati attaccati ed uccisi da uomini armati assieme alle loro due guide all’interno di una riserva a sud della capitale nigerina, Niamey. Le autorità locali hanno annunciato che i sei turisti, una guida ed un autista sono morti, uccisi da uomini arrivati a bordo di motociclette. Si trovavano all’interno di una riserva naturale nella zona di Kouré dove ci sono gli ultimi gruppi di giraffe dell’Africa occidentale. "Ci sono otto morti: due nigeriani tra cui una guida turistica ed un autista e sei francesi", ha reso noto il governatore di Tillabéri, Tidjani Ibrahim Katiella, in un comunicato.

Anche se il turismo è tollerato nella regione, la zona è classificata come rossa dal ministero degli Esteri di Parigi che ricorda come "la minaccia terroristica che pesa sul Niger, soprattutto fuori della capitale ed in prossimità delle frontiere è elevata. Movimenti terroristici presenti nel Sahel, in Nigeria e nella zona lacustre (Boko Haram) potrebbero compiere operazioni in Niger", vi si legge.

Il ministero fa presente inoltre che azioni vengono compiute intorno alle frontiere del Niger, per esempio sequestri, attentati o attacchi e che la minaccia "persiste" nella regione, malgrado la "mobilitazione delle forze di sicurezza e di difesa dei paesi della regione per contrastarli". La zona di Kouré, dove è successo oggi l’agguato, è classificata arancione: i viaggi nella zona sono sconsigliati a meno di ragioni imperative".

Lukashenko verso la vittoria, proteste e feriti a Minsk

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Diverse persone sono state ferite a Minsk, capitale della Bielorussia, durante l’intervento della polizia in occasione della protesta organizzata contro quella che si profila come una vittoria del presidente Alexander Lukashenko alle elezioni presidenziali di questa domenica. La polizia ha utilizzato granate stordenti e ha disperso i manifestanti. Proteste anche davanti alle ambasciate della Bielorussia in Russia, Ucraina e Polonia.

Secondo gli exit poll diffusi oggi il presidente Lukashenko avrebbe ottenuto quasi l’80% dei voti (79,7%) alle presidenziali, distanziando la candidata Svetlana Tikhanovskaya, ferma al 6,8% dei voti.

"Arresti a Pride Varsavia, anche un italiano"

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Diversi arresti al Pride di Varsavia, tra cui "anche un italiano". E’ il Gay Center a darne notizia, chiedendo alla Farnesina di adoperarsi per la liberazione dell’attivista. "Ecco cosa fanno gli amici di estrema destra di Meloni e Salvini in Polonia, hanno messo in atto una violenta stretta repressiva contro gli attivisti #LGBT+. Due di loro - dice Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center - sono stati prelevati a casa la scorsa sera a forza dalla polizia e posti in stato di fermo, mentre alcuni membri di spicco della comunità Lgbt sono stati condannati per direttissima a due mesi di prigione, senza la condizionale. E quando la folla ieri sera a Varsavia è scesa in piazza cercando di impedire gli arresti e circondando pacificamente le auto delle forze dell’ordine con i condannati a bordo, gli agenti sono intervenuti con estrema brutalità pestando con manganelli qualsiasi manifestante, anche donne e anziani. Almeno una cinquantina di pacifici dimostranti sono stati caricati con violenza sui furgoni della polizia e posti in stato di fermo".

"Questa è la libertà di pensiero che chiedono Salvini e Meloni, questa è l’Italia che sognano, se così non è, diano parole di condanna verso il governo polacco. L’Unione Europea - conclude - reagisca con forza fermando ogni finanziamento (ad eccezione di quelli per il solo supporto sanitario per il Covid) ed attuando azioni restrittive contro il governo polacco e chieda la liberazione immediata degli attivisti".

Kabul, esplode ordigno: 2 morti e 5 feriti

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E’ di almeno due civili morti e cinque feriti tra il personale addetto alla sicurezza il bilancio dell’esplosione di un ordigno avvenuta oggi nella parte occidentale di Kabul. La deflagrazione è avvenuta dopo l’annuncio della decisione della Loya Jirga, la grande assemblea del popolo afghano, a favore della liberazione di 400 detenuti Talebani per "spianare la strada" ai negoziati di pace ed evitare ulteriori "spargimenti di sangue". L’ordigno è esploso intorno alle 16 locali. Una delle due vittime civili era una donna.

Redazione

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