NO VAX VERSUS PRO VACCINO

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cms_22584/0.jpgÈ la nuova guerra in atto: no vax versus pro vaccino. Siamo abituati, in maniera errata, alle discriminazioni: filo nazisti contro comunisti, etero contro gay, ricchi contro poveri, nord contro sud, analfabeti contro istruiti ecc ecc. Che si abbia una certa memoria storica o non, è innegabile che a seconda del periodo ci sia stata una divisione in fazione, frutto di scelte ideologiche, politiche, sociali, sessuali e perfino di status alla nascita. Fermo restando la sacrosanta libertà che dovrebbe accompagnare ogni scelta di vita, è evidente l’ennesima guerra a cui stiamo assistendo e partecipando, soprattutto via social. I vaccinati contro i non vaccinati e siamo ai titoli di coda dell’umanità. Ieri come oggi, ognuno è pronto a puntare il dito contro il prossimo, solo sulla base di una scelta opinabile?

La propaganda politica ha il suo peso in questa storia, con l’ipotetica introduzione di un green pass che potrebbe permettere più raggio d’azione ai vaccinati, limitando di fatti chi per un motivo o per un altro non intende vaccinarsi. È bene ricordare che, per combattere il covid 19, non abbiamo un vero e proprio vaccino ma una terapia antigenica con rischi a breve tempo già verificati ed altri a lungo termine, ahimè sconosciuti.

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Alcuni tipi di vaccini sono stati addirittura ritirati per gravi conseguenze. In alcuni casi sono morte delle persone poco dopo la prima o la seconda dose, anche se per molte di queste il vaccino sembra essere stato scagionato. Ancora una volta non esiste la scelta perfetta. Le paure sono legittime in un caso e in un altro. Gli effetti collaterali post vaccino ci sono, così come il rischio di infettarsi in maniera grave, qualora non ci si vaccini. E non ci si può azzuffare come in un talk show di bassa lega, dove si assiste assuefatti ai duelli fra belli e brutti o saputelli e ignoranti. Sulle bacheche dai vari social è davvero semplice leggere frasi lapidarie del tipo: “andate via dalla mia bacheca o voi che vi vaccinate dal trono del vostro pulpito!” o dalla controparte: “ blocco immediato per coloro i quali ledono la mia libertà mediante l’ obbligo”.

Chi non vuole essere una cavia, chi vede complotti ogni dove, chi si basa solo sulle percentuali, chi si laurea via google. E mentre i social sembrano dare parola davvero a tutti e la rimproveri e offese non mancano da nessuna parte in causa è il governo, nella fattispecie la politica a compiere l’opera perfetta. Istigare il popolo e distoglierlo da fatti ben più gravi, come aver permesso in modo superficiale la circolazione di un virus di cui era chiara la portata già sulla base dei dati cinesi, non averlo circoscritto in tempo per non inficiare l’economia di una sola regione, non rendersi conto della situazione tragica della sanità dopo i tagli subiti da un governo all’altro o del sistema scolastico insieme alle sue infrastrutture, che fanno decisamente acqua da tutte le parti. E ancora non avere una valida alternativa alle classi governative che si danno il cambio ma sono fatte più o meno della stessa pasta, dell’incapacità imperante in ogni settore, per non parlare della limitazione della libertà e di tutte le sue conseguenze distruttive. Non si parla dei danni subiti da bambini e adolescenti durante un periodo in cui la freddezza e il distacco è stato un must, dove i dinieghi per le uscite sono diventati quasi minacce, la mancata socializzazione ha sviluppato sindromi e depressioni che purtroppo, verranno messe in luce ed analizzate solo col senno di poi.

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Per non parlare della presenza obbligata di entrambi i partner in casa, sotto lo stesso tetto che ha provocato o anticipato separazioni e divorzi e ha permesso maggiori violenze su chi già ne subiva o che ha iniziato a subirle in questo periodo. O delle scelte che hanno condannato i nostri ragazzi, a causa di classi ridotte, loro che non hanno potuto cambiare indirizzo ed avere il sacrosanto diritto di sbagliare e potervi porre rimedio. Tutti i problemi a monte, resteranno lì fra i selfie pre e post vaccino e gli ululati di chi difende con rabbia la propria posizione inneggiando alla libertà? Ma quale libertà oggi abbiamo con tutti questi doveri e restrizioni? Solo e forse, di quale morte minore morire e siamo ad un passo, in un caso o nell’altro. Progressiva, lenta, spirale che ci risucchia in dibattiti sterili e miopi, in cui ci si scopre ancora più soli, più indifesi, più aggressivi. Dall’alto dei nostri recinti, le barriere si alzano, siano esse fisiche o ideologiche ed allora che io sia biondo o di carnagione scura, magro o ricco, scienziato o tuttologo, lesbica o trans ha poco valore di fronte ad una scelta che accantona queste differenze, solo per un po’.

Francesca Coppola

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