NON C’È PACE PER IL SUD SUDAN

Almeno 30 morti negli scontri interni al partito Splm-Io

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Violenti scontri tra fazioni continuano a far tremare il Sud Sudan, che ormai da diverso tempo versa in una complicata (e sanguinosa) situazione politica. Nelle ultime ore l’esercito dell’Splm-Io, partito del vicepresidente Riek Machar, ha affrontato un gruppo di militari dissidenti con a capo Simon Gatwech. Il partito di Machar ha dichiarato che i rivoltosi si sarebbero rifugiati in Sudan, invitando le autorità di Khartoum di arrestarli. Il conflitto è costato almeno 30 morti.

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I dissapori derivano dall’estromissione di Machar dalla guida del partito ad opera di Gatwech, autoproclamatosi capo dei ribelli. Secondo quest’ultimo, Machar non sarebbe in grado di “rappresentare un ampio settore dei cittadini del Sud Sudan”; inoltre, egli sarebbe riuscito solo con “il ricatto” ad entrare nell’esecutivo di transizione creatosi lo scorso anno, in seguito all’accordo di pace del 2018 tra l’opposizione di Machar e il presidente Salva Kiir.

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Le lotte intestine del partito Splm-Io stanno minando la pace agognata e desiderata per lungo tempo dalla popolazione. Tra l’altro, proprio il concordato del 2018 prevedeva una riforma del settore militare che avrebbe dovuto condurre all’unione di tutte le milizie sotto un unico esercito nazionale; tuttavia, a un anno dal termine stabilito, nulla è stato concretizzato per via delle ingerenze economiche della regione.

Alice My

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