NICOLA RIGNANESE E IL PARADISO DELLE SIGNORE

Intervista esclusiva per “La Pagina della Cultura” dell’International Web Post

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cms_21583/0.jpgNicola Rignanese, attore a tutto tondo, nella sua carriera si destreggia tra Teatro, Cinema e Televisione. Tutto è nato per caso, muove i primi passi in un laboratorio teatrale nella sua città natìa, Foggia. Folgorato dal logo del manifesto, l’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, uno dei simboli del Rinascimento. Una carriera tutta in ascesa che lo porta a grandi successi in tutti i campi!

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Ha frequentato la “Scuola di Arte drammatica” di Paolo Grassi. Perché ha deciso di fare l’attore?

cms_21583/00.jpgNasce un po’ per scherzo e un po’ per noia con il mio migliore amico dell’epoca e di tutt’ora, siamo nati e cresciuti a Foggia, una città un po’ particolare ed un giorno vediamo uno dei Festival di Laboratorio Teatrale e mi colpisce l’uomo di Leonardo (era il logo del manifesto). Con il mio amico abbiamo deciso di andare ad uno di questi incontri con il Regista, Guglielmo Ferraiola che da subito s’interessa a me anche se non so se per la faccia, per la verve… Per frequentare il laboratorio, si pagava cinquantamila lire al mese e non li avevo perché ero ancora studente. Mi ha dato una mano mio fratello, senza dire niente ai miei. Non andavo bene a scuola, figuriamoci se potevo dirgli che frequentavo il laboratorio. Era il 1985! Non erano i genitori di “Bellissima” il Film del 1951 con Anna Magnani nel ruolo di una madre che gioca tutte le sue carte perché sua figlia possa entrare nel mondo dello spettacolo. Erano tempi in cui questo mestiere era visto come un privilegio o un hobby. Secondo me dovrebbe essere un hobby. Il Regista da persona illuminata mi disse che capiva le mie difficoltà economiche e mi disse di fare qualche incontro gratis ma che se mi piaceva avrei dovuto cominciare a pagare. Tra me e il Teatro è stato un colpo di fulmine e da lì è partito tutto. Il laboratorio a Foggia, il Militare, qualche anno di Università solo per perdere tempo, la Scuola di Teatro e tant’altro.
Cabarettista per gli spettacoli dei Villaggi turistici insieme ad Antonio Albanese!
Con Antonio per i primi anni abbiamo iniziato alla cieca, ci eravamo piaciuti subito ed eravamo in sintonia sulla gran parte delle cose. Quando mi proposero di far parte del gruppo di animazione- spettacolo, senza esitare dissi subito di sì e coinvolsi Antonio che aveva la mia stessa verve. Lui mi disse subito di sì e così partì la nostra avventura estiva sul Gargano. Abbiamo fatto tante cose insieme fino a quando Antonio non ha preso un’altra strada.

Dalla fame alla Fama, possiamo dirlo?

Sì, può dirlo!

Attore Teatrale con Autori come Pasolini, Cechov, Shakespeare, Ariosto e tanti altri. Qual è il suo preferito e perché?

Quello preferito ancora non esiste. Il Teatro è dal vivo, ti metti lì ed esplori, provi una grande soddisfazione. Per me il Teatro è altamente popolare, è un luogo dove l’artista non vuole rinunciare ai suoi voli pindarici ma allo stesso tempo deve coniugare molti elementi, il linguaggio deve essere immediato, si devono curare i movimenti fisici, la gestualità, in modo da aiutare nella comprensione del testo, lo spettatore. Tornando alla domanda posso risponderle che mi piace molto Pessoa!

A cinema con film come “Vesna va veloce” e tanti altri. In “La mafia uccide solo d’estate” ha ricoperto il ruolo di Boris Giuliani, cos’ha provato nell’interpretarlo?

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cms_21583/borsi-giuliano-la-mafia-uccide-solo-d-estate.jpgUn grande onore. Era un uomo controverso, è stato uno dei primi ad andare a Quantico, in America per studiare i profiles, ha cambiato la mentalità dell’investigatore, ha cominciato a sbattere i mafiosi sui giornali come per dire “vi abbiamo scoperto, sappiamo chi siete!” Era uno dai modi molto spicci, aveva una grande cultura investigativa e non solo. Era un padre di famiglia, aveva un grande senso del dovere. L’ho conosciuto insieme alla sua scorta. E’ venuto a presentarsi. Per ironia della sorte, ho avuto a che fare con Boris Giuliano per ben due volte. La prima volta in “Boris Giuliano – Un poliziotto a Palermo” con Adriano Giannini che faceva Boris Giuliano ed io facevo Ferraro il suo braccio destro, la Regia era di Ricky Tognazzi. Sul set c’era anche la vedova Giuliano. Di lì a poco, Luca Ribuoli mi chiama per farlo nella serie televisiva “La Mafia uccide solo d’estate”. Sono stato alla Prefettura di Palermo a vedere la Targa che gli hanno dedicato dopo la sua morte. Ho provato delle grandi emozioni.

Padre di Pietro Mennea in “La freccia del Sud”!

Un mio conterraneo, l’Uomo più veloce del mondo, fa un certo effetto pensare di averlo messo al mondo! Un ragazzo che è nato, cresciuto e si è allenato tra mille difficoltà, con mezzi rudimentali. Era plurilaureato e molto determinato! E’ stato un prodotto che è cresciuto molto e anche qui sono stato onorato di averne fatto parte.

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Cos’ha portato di suo nel personaggio di Giuseppe Amato in “Il Paradiso delle signore”?

cms_21583/5.jpgPrendo sempre dal mio vissuto, è un uomo del Sud anche se ormai sono siciliano d’adozione. Di Giuseppe Amato ho tentato di raccontare di avere assistito ad un evento di mafia che lo ha condannato ad essere latitante e per questo motivo sono dovuto scappare in Germania. Soffriva molto la lontananza dalla sua famiglia ma per fortuna ad un certo punto questa situazione si è sbloccata e tornando in Italia cerca di recuperarla ma nella Milano del Boom la trova emancipata. Sono tutti appagati, realizzati o vicini a realizzarsi. Lui viene da Partanna e tenta in tutti i modi di mettersi al passo per non essere da meno, con degli eccessi di orgoglio, di estremismo, di maschilismo ma il suo obiettivo non è altro che la sua famiglia e sua moglie. Vuole dargli il meglio per non sfigurare

In un’altra intervista ha dichiarato che la caratteristica che contraddistingue il personaggio sia la buona fede. Perché? Oltre ad essere orgoglioso, istintivo, passionale è anche ingenuo perché si fida ancora di amici che lo coinvolgono in affari loschi o presunti tali. Lui ci casca perché il suo obiettivo è emanciparsi in modo da far vivere meglio la sua famiglia con un apporto economico adeguato. Ha tutte le sue buone intenzioni. E’ uno che per la famiglia si butterebbe nel fuoco.
Durante la Pandemia sta lavorando ad altro?

cms_21583/Il-Confine-11.jpgIl Cinema e la TV stanno andando alla grande. Sto girando un Film “Il confine” in cui interpreto un personaggio molto più ambiguo di Giuseppe Amato.

C’è anche lì la buona fede.

Sto girando un altro Film con Michela Lai. Probabilmente la ripresa del Paradiso e tante altre cose!

Il Cinema oramai si vede sulle Piattaforme!

Cambia il formato, il tipo di socializzazione ma se così dev’essere, così sia. Spero che Teatri e Cinema si possano organizzare con tutte le precauzioni richieste. Non mi sembra che siano stati focolai di Covid.

Cosa ne pensa del fatto che il Cinema si sia liberato dalla Censura?

Mi sembra una panacea. Ci stanno censurando ben altro. Sembra un paradosso alla Diderot! Hanno danneggiato Teatri e Cinema. Bisogna dire che chi segue la Cultura è gente che si salva da sola. Fermare la Cultura vuol dire “aumentare il Virus”. E’ un’equazione dalla quale non si scappa! Se uno è colto, ha più conoscenza!



Elisabetta Ruffolo

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