NICKNAME: NAPALM51

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cms_21494/1v.jpgRicordate i tragici fatti di Macerata, l’omicidio di Pamela Mastropietro e il successivo raid razzista di Luca Traini? Sono stati scritti articoli, libri riferiti all’intreccio stretto tra razzismo e sovranismo, sulla tipologia di individuo che, nella sua solitudine cova una rabbia, un rancore che da fatto personale, diventa pubblico e attraversa l’occidente, dall’America all’Europa, una rabbia che si fa politica, che vuole buttar giù l’odiato “establishment”.

Negli Usa si è condensato, materializzandosi nell’assalto al Congresso, un atto sovversivo del risultato delle elezioni che avevano decretato la vittoria del candidato Biden. Quest’uomo deluso dalla rappresentanza, convinto di aver accumulato un credito inesigibile, che si trasforma in una cambiale di rancore privato da esibire in pubblico, certamente sui social.

cms_21494/2.jpgCosì l’uomo solo si trasforma in un nuovo inedito soggetto politico che, attraverso i social non è più solo, trova l’eco della sua rabbia, si sente in sintonia, si riconosce parte non solo di una lotta, ma di una missione. Potrebbe essere un anonimo abitante di una periferia di una grande città o di una località sperduta, italiana, europea o del Midwest americano, periferie non solo geografiche, ma dell’animo, senza socialità, solidarietà.

cms_21494/3v.jpgNell’ultimo decennio, la crisi economica, unita da ultimo a questa tremenda pandemia, ha fiaccato le istituzioni, rendendo evidente la loro fragilità e la loro impotenza a livello sia nazionale che internazionale, la credibilità della stessa democrazia ne esce indebolita. La politica tradizionale avrebbe promesso a questo individuo di risolvere i problemi, ma chiedendogli di avere pazienza, di aspettare, rispettando le compatibilità, le priorità, oltretutto quella politica, nelle vesti dei partiti tradizionali dalle sue parti non si è vista e invece ne è arrivata un’altra che sembrava cercare proprio lui, che incamera la sua protesta, il suo linguaggio, che riconosce e alimenta le sue paure, definendo, creandoli i suoi nemici, insomma incarna e rafforza le sue convinzioni a partire dal fatto che "la democrazia, così com’è, o è un inganno o una confisca".

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Così diventa una conseguenza inevitabile dichiarare la fine della globalizzazione, tornare ai confini nazionali, come se il passato fosse il contenitore del futuro. Lui rimane solo, anche se sempre collegato sui social, questa inedita condizione di arretratezza antica, ma di modernissima connessione ha rotto l’isolamento e ha trasformato quella rabbia e rancore solitario, in valore sociale e politico.

Alla fine l’ho immaginato nella caricatura che ne ha fatto Crozza come "leone da tastiera" che come nickname ha scelto NAPALM51, purtroppo, però ho pensato: c’è poco da ridere.

Luciano Chiolli

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