NICCHI (AIA): “ARBITRI SENZA GARANZIE. COSÍ NON SI PARTE”

AL MOMENTO ANCORA TANTI DUBBI E ZERO TUTELE PER LE «GIACCHETTE NERE»

ARBITRI_SENZA_GARANZIE.jpg

Mentre la Lega di Serie A si è ritrovata unita come non mai sulla questione della riduzione degli stipendi, il mondo del calcio si riscopre fragile e in disaccordo all’interno su quasi tutto. I tanti interessi personali o di gruppi più ristretti, in realtà, prevalgono quasi sempre su quelli collettivi (come il contrasto tra Lega e Assocalciatori sul taglio degli stipendi) con il rischio, talvolta, di trascurare aspetti ugualmente importanti per il bene comune di questo sport.

Da quando, in effetti, è scoppiata l’emergenza COVID19 sono stati affrontati e dibattuti tanti temi nel mondo del calcio. Si è parlato delle sospensioni dei campionati, degli annullamenti dei vari tornei europei, delle divergenze all’interno delle Leghe, della possibile ripresa degli allenamenti e dei campionati, del contagio e della quarantena di alcuni club, della riduzione degli stipendi e dei notevoli danni economici che hanno travolto il mondo del pallone, ma si è parlato poco di un’altra componente fondamentale del gioco del calcio: gli arbitri.

cms_16961/2_nicchi_AIA________adnkronos________interno_ok.jpg

Sono deluso – tuona Marcello Nicchi, Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri ai microfoni di Rai2 - perché il problema arbitrale è scivolato in secondo piano. Spero non arrivi in primo piano solo quando si deve ripartire. Non ho ancora sentito fare proposte serie anche a tutela del mondo arbitrale che sarà, ancora una volta, il motore in caso di ripartenza”.

Tutto ciò, in realtà, appare davvero strano. Anche perché durante il campionato si parla più degli arbitri - spesso protagonisti anche in negativo – che delle partite stesse e dei gesti atletici dei grandi campioni. Tante volte, in effetti, si mettono gli arbitri sotto la lente di ingrandimento per motivi più o meno giustificati e si dedicano loro addirittura parti di programmi televisivi. Ma in questo periodo di emergenza, di «giacchette nere» neppure l’ombra. Eppure rischiano come e, probabilmente, più degli altri.

“Gli arbitri – continua un amareggiato Nicchi - sono quelli che, in caso di ripresa, rischiano di più senza le dovute protezioni sanitarie. Perché, mentre le società si spostano in gruppo con i propri pullman sanificati e rientrano, dopo le partite, direttamente a casa o in albergo, gli arbitri si muovono da soli e frequentano aeroporti e stazioni ferroviarie. E tra l’altro, ad oggi, non sappiamo neppure se le trasferte saranno più corte, limitate o se sarà tutto come prima”.

In effetti, sembra giusto considerare anche questi aspetti che possono sembrare di minore rilevanza, ma che invece, in un periodo di estrema emergenza come questo in cui si stanno adottando forti misure restrittive, è evidente che i luoghi pubblici sono a forte rischio di contagio; da questo punto di vista, dunque, gli arbitri, sarebbero effettivamente più esposti a tali rischi. Ma, al di là della questione «spostamenti», c’è anche un altro aspetto che il Presidente dell’Aia prova a chiarire.

cms_16961/3_it.jpg

“C’è un altro problema da dover affrontare che è quello della Var. Al momento non sappiamo se ci sarà. La Var si svolge, in alcuni casi, in furgoni o ambienti angusti, in spazi ristretti di due metri quadri. Quindi non c’è la distanza di sicurezza tra l’arbitro Var e l’operatore Var il quale non si sa da dove viene e chi ha frequentato prima di arrivare fin lì. Spero che ci diano delle stanze sanificate e delle risposte anche in tal senso”.

In effetti, fa bene Nicchi ad evidenziare tutti questi aspetti prima di una eventuale ripartenza. Anche il problema della Var (Video Assistant Referee), croce e delizia del nostro campionato, mostra, in realtà, delle evidenti lacune soprattutto alla luce delle continue raccomandazioni delle autorità sanitarie e governative in materia di distanziamento sociale. Premesso ciò, bisognerà fare i conti anche con le molteplici diversità presenti nel mondo del calcio.

“Ci sono tante situazioni diverse da considerare. Per esempio, una cosa è mettere in sicurezza la Serie A, un’altra è, per esempio, una società del mondo dilettantistico. Come si fa a mandare un ragazzo ad arbitrare in un paese dove non si sa in che stato si troverà il campo, lo spogliatoio, la sanità? Insomma ci sono ancora tanti enigmi da risolvere e bisognerà ponderare bene tutto. È impensabile mandare gli arbitri allo sbaraglio quando non ci sono le condizioni per una ripartenza. Se ripartiamo io chiederò di sapere quali campionati ripartono e quali garanzie si offrono. Perché se si dovesse ripartire domani gli arbitri non potrebbero andare ad arbitrare”.

Il mondo del calcio, dunque, è avvisato.

(Foto da it.uefa.com e adnkronos.com – si ringrazia)

Rino Lorusso

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App