NEWS: DALLA POLITICA ALLA CRONACA

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Meloni: "Allargamento ai Balcani sia priorità Ue"

cms_29160/MELONI_QUADRATO.jpg"È urgente che l’Unione Europea sviluppi una nuova visione nei confronti di questa Regione e metta l’allargamento ai Balcani occidentali tra le sue priorità".

Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un passaggio del suo videomessaggio per la conferenza ’L’Italia e i Balcani occidentali: crescita e integrazione’ in corso a Trieste.

"Noi non possiamo permettere che questo quadrante strategico per il nostro continente resti ancora a lungo fuori dalla casa comune europea - ha aggiunto - Ed è la ragione per la quale l’Italia continuerà a battersi in prima linea affinché il processo di integrazione europea dei Balcani occidentali possa proseguire con ancor più slancio e determinazione".

"Per noi si tratta anche di un tema di rilievo assoluto che riguarda la nostra sicurezza nazionale e che per questo, anche per questo, non possiamo trascurare", ha sottolineato affermando che "l’Europa ha una grande responsabilità verso i Balcani e deve impegnarsi per riaffermare il senso di appartenenza di questa regione al nostro mondo e ai nostri valori".

"Siamo stati sempre solidali con ciascuno dei nostri vicini nei momenti di difficoltà e siamo al fianco di tutti nel lavoro per una crescita condivisa nella sicurezza. Tutto questo non può che avvenire all’interno di un contesto europeo", ha affermato Meloni ricordando come tra l’altro "le attuali dinamiche geopolitiche rendono questa conferenza quanto mai necessaria. La guerra di aggressione della Federazione russa all’Ucraina, siamo arrivati oggi all’undicesimo mese, ci pone davanti a scelte inevitabilmente strategiche".

"Per questo - ha aggiunto - ci battiamo per un’integrazione regionale nell’ambito di un processo di adesione all’Unione europea di tutti gli Stati della Regione e crediamo che sostenere la stabilizzazione e la piena integrazione europea significhi lavorare per una cooperazione nella lotta alla corruzione, nel contrasto dei traffici illegali, nella gestione e nel contenimento dei flussi migratori irregolari, nella prevenzione e nel contrasto del radicalismo in ogni sua forma".

"L’obiettivo di questo Governo e portare ’più Italia nei Balcani’", ha quindi sottolineato. "Del resto - ha ricordato il premier - è quello che ci chiedono tutti gli amici della regione che ho constatato personalmente negli incontri al Vertice che ho avuto a Tirana. Le nostre aziende sono già protagoniste nella regione, ma dobbiamo rinnovare questa presenza e investire nei settori strategici".

Renzi: "Se Meloni viene in Aula con piano Mattei voto a favore"

cms_29160/Renzi.jpg"Se Meloni viene in aula e dice io voglio fare il piano Mattei per il gas io voto a favore". Così Matteo Renzi, ospite a ’L’Aria che Tira’ su La7. Ma, aggiunge il leader di Iv: "Se aumenta la benzina e dà i soldi alle società di calcio è uno scandalo".

L’ex premier si dice poi pronto ad appoggiare anche la riforma della giustizia se prevederà pene per i magistrati che sbagliano. "Se un magistrato sbaglia non paga mai. Se Nordio viene in aula e dice che chi sbaglia paga in magistratura, io voto a favore".

"Io credo che Nordio sia un galantuomo - afferma Renzi - è un magistrato, è un liberale di lungo corso ed è un uomo che ha sempre esposto le sue idee e la Meloni lo ha candidato. Oggi quello che sta accadendo è che chi non vuole riformare la giustizia attacca Nordio. Io non credo che mollerà, poi se deciderà di farlo - sottolinea - il problema non sarà per Nordio ma per la Meloni".

"Tutti siamo d’accordo sul fatto che le intercettazioni siano sacrosante, il problema non è l’uso delle intercettazioni ma l’abuso", sostiene Renzi. "Nessuno vuole toccare le intercettazioni" ma "quello che finisce e non finisce sui giornali. Se uno fa il giornalista e ha un minimo di dignità personale, si dovrebbe chiedere: ’Perché pubblicare questa cosa?’, al di là che ci sia una legge o no".

Mafia, in intercettazioni spunta ’statuto’: codice scritto di Cosa nostra

cms_29160/cc_palermo.jpgUn summit di mafia in una casa nelle campagne della provincia di Caltanissetta per dirimere una controversia tra due uomini d’onore. E’ quanto emerge dal blitz eseguito ai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo del Comando provinciale dei carabinieri di Palermo che ha colpito il mandamento di Pagliarelli e, in particolare, la famiglia di Rocca Mezzomonreale. Sette le misure cautelari (5 in carcere e 2 ai domiciliari) emesse dal gip di Palermo su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. I provvedimenti, emessi dal gip di Palermo su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, sono stati eseguiti oltre che nel capoluogo siciliano, anche a Riesi (Caltanissetta) e Rimini.

CODICE MAFIOSO SCRITTO - Grazie a complessi servizi di pedinamento e intercettazioni gli investigatori dell’Arma hanno documentato la riunione della famiglia mafiosa durante la quale si è registrato il costante richiamo degli indagati al rispetto di regole e dei principi mafiosi più arcaici che, "compendiati in un vero e proprio ’statuto’ scritto dai ’padri costituenti’" - spiegano gli investigatori - sono considerati, ancora oggi, il baluardo dell’esistenza stessa di Cosa nostra.

Nell’ambito della conversazione captata, definita dallo stesso gip di "estrema rarità nell’esperienza giudiziaria", si è più volte fatto esplicito richiamo all’esistenza di un "codice mafioso scritto", custodito gelosamente da decenni e che regola, ancora oggi, la vita di Cosa nostra palermitana.

VERTICI CLAN GESTIRONO VIAGGIO PROVENZANO E ASSE CON MESSINA DENARO - L’operazione antimafia che ha colpito il mandamento di Pagliarelli e, in particolare la famiglia di Rocca Mezzomonreale, ha permesso di confermare ancora una volta le storiche figure di vertice, già in passato protagoniste di episodi rilevantissimi per la vita dell’associazione mafiosa, quali, ad esempio, la gestione operativa della trasferta in Francia del capomafia deceduto Bernardo Provenzano per sottoporsi a cure mediche o la tenuta dei contatti con l’allora latitante Matteo Messina Denaro.

Ma le indagini che si sono avvalse di pedinamenti e intercettazioni hanno svelato anche l’esistenza dentro la famiglia di uomini d’onore riservati rimasti ad oggi del tutto estranei alle cronache giudiziarie, che, spiegano gli investigatori dell’Arma, "pur dimostrando una piena adesione al codice mafioso universalmente riconosciuto da Cosa nostra, godrebbero di una speciale tutela e verrebbero chiamati in causa soltanto in momenti di particolare criticità dell’associazione".

COSÌ I BOSS VOLEVANO UCCIDERE UN ARCHITETTO - Uno dei retroscena è una sentenza di morte emessa dal clan quale suggello della ritrovata armonia. Le indagini hanno consentito di sventare un omicidio ai danni di un architetto ritenuto responsabile di una serie di mancanze nello svolgimento della propria opera professionale. Il piano di morte era stato messo a punto durante un summit della famiglia di Rocca Mezzomonreale nelle campagne di Butera, in provincia di Caltanissetta.

LA BAMBOLA CON PROIETTILE IN FRONTE - Il pizzo per alimentare le casse di Cosa nostra. Il racket delle estorsioni resta una delle fonti di finanziamento delle famiglie mafiose palermitane. I carabinieri hanno ricostruito diversi episodi. La famiglia mafiosa di Rocca Mezzomonreale imponeva il pizzo oppure il ricorso a ditte riconducibili al clan e per convincere i più ’riottosi’ non escludeva il ricorso alle maniere forti. Così in un caso sul cancello di un’abitazione i boss hanno fatto trovare una bambola con un proiettile conficcato in fronte.

Sciopero benzinai confermato, sindacati divisi dopo incontro con governo

cms_29160/sciopero-benzinai-oggi-come-funziona.jpgSciopero benzinai, sindacati divisi dopo l’incontro con il governo.

Mentre Faib Confesercenti ha deciso di ridurre la protesta a un giorno, Fegica Figisc e Anisa non fanno marcia indietro: "Troppo poco e troppo tardi per revocare lo sciopero.

Il tentativo in extremis fatto dal Ministro Urso, peraltro apprezzato, non riesce ad intervenire con la necessaria concretezza", affermano in una nota congiunta Fegica, Figisc e Anisa che confermano quindi lo stop di 48 ore iniziato nella serata del 24 gennaio e in programma fino alle 19 del 26 gennaio.

Lollobrigida, aperto il testamento: il patrimonio diviso per due eredi
cms_29160/lollo_ftg.jpgUn patrimonio per due quello di Gina Lollobrigida, scomparsa il 16 gennaio scorso all’età di 95 anni.
Secondo le volontà dell’attrice, il cui testamento è stato reso noto oggi, metà della cospicua eredità andrà al figlio Andrea Milko Skovic, l’altra metà all’assistente Andrea Piazzolla, segretario e factotum dell’attrice.

"La mia promessa? Non la tradirò mai.

La metà dell’eredità che ha lasciato a me desidero che sia messa a disposizione per quelli che sono i suoi desideri, far conoscere l’arte", ha dichiarato Piazzolla alla Vita in diretta. "Mi impegno pubblicamente affinché la mia ’parte’ sia messa all’interno del trust che si occuperà di queste cose".

"La volontà di Gina è chiara e nota. Lei non desiderava lasciare nulla al figlio. Chiedo al figlio Milko Skofic - è l’appello rivolto da Piazzolla - di rispettare la volontà della madre e di mettere anche la sua metà, per rispetto e per onorare quello che ha fatto la madre, all’interno del trust a lei dedicato".

Redazione

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