NAVIGANDO OLTRE LA TEMPESTA

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La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità.

Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vitae alla nostra comunità…

Con la tempesta è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri ego…

Ed è rimasta scoperta l’appartenenza come fratelli.

Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.

cms_16830/DSC_2838.jpgCaro Lettore,

ci ritroviamo su I sentieri di Psiche…terza settimana di una condizione che per ciascuno di noi è surreale, caratterizzata da molteplici emozioni che invadono le ore trascorse tra le mura della nostra casa o nei luoghi di lavoro dove ci sono eroi che si stanno battendo coraggiosamente per la salute e la vita dei pazienti: parlo dei medici, degli infermieri e di tutto il personale sanitario degli ospedali a cui deve andare il nostro primo pensiero e inchino morale. Così come rivolgo il mio pensiero a tutti quei Colleghi psicologi, educatori, logopedisti, neuro psicomotricisti che stanno lavorando in modalità smart working a sostegno di bambini, ragazzi, adulti con disabilità e per le loro famiglie.

Tra i sentieri di Psiche c’è silenzio e tristezza, tanta stanchezza e mancanza di speranza; il tempo è scandito dall’attesa, un’attesa fatta di indeterminatezza perché non sappiamo quando tutto questo inizierà almeno a darci un po’ di tregua. E’ stato inevitabile oggi aprire con alcune delle parole pronunciate da Papa Francesco durante la benedizione straordinaria dell’altro pomeriggio.

La lettura della Parola del Vangelo, sin dalle prime battute, ci ha portato a riflettere su concetti molto importanti: la fede come espressione anche della fiducia nell’altro, la paura che deriva dalla mancanza di fede, l’egoismo e il senso di colpa; il Vangelo narra che in una notte tempestosa, il mare era estremamente agitato e la barca su cui si trovavano i discepoli e Gesù era talmente colma di acqua che di lì a poco sarebbe affondata; i discepoli sono agitati, preoccupati, timorosi.

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Gesù, disteso a poppa, dorme serenamente; così viene svegliato dai discepoli che gli chiedono come faccia a dormire; soprattutto gli chiedono: “Non t’importa di noi?” rivelando un senso di egoismo e la volontà di incutere un senso di colpa in Gesù che al contrario, con sicurezza risponde loro:"Perchè avete paura? Non avete ancora fede?”.

Ecco, il Maestro in quel momento non solo stava esortando i discepoli a non aver paura ma tentava di spiegare che non c’è motivo di temere quando si ha fede nel Signore.

cms_16830/papa_francesco.jpgNella sua omelia, il Papa non risparmia l’umanità nelle sue parole estremamente veritiere in cui dice che tutti siamo andati avanti incuranti e indifferenti di fronte al malessere del mondo, espresso dalle guerre e da tante altre vicende. Abbiamo pensato di restare sani in un mondo malato ed ecco che un virus ci ha presi alla sprovvista costringendoci alla privazione della libertà, alla privazione di una vita normale che però probabilmente soltanto pochi privilegiati potevano vivere. E’ notizia di questi giorni che in tutti i paesi che hanno messo in atto misure restrittive è calato lo smog e gli animali del pianeta stanno tornando ad impadronirsi della terra.

Poniamoci qualche domanda anziché lamentarci sempre.

In questi giorni sta girando un post su facebook il cui significato è che non torneremo alla normalità perché era la normalità il problema: penso che questo sia il tempo di investire nel fare di noi stessi persone migliori, per riflettere sulle modalità inadeguate di relazionarci con gli altri; il senso di appartenenza è l’unica e sola salvezza in questo momento. Appartenere ad una comunità così come ad una famiglia vuol dire mettere in atto comportamenti responsabili che salvaguardino noi stessi e gli altri e poi vuol dire sentirsi realmente parte di un gruppo, sentire con e quindi sviluppare la nostra empatia; siamo tutti sulla stessa barca e la tempesta ci ha presi alla sprovvista e ora possiamo solamente navigare oltre la tempesta, oltre le onde alte e furiose che sembrano non permetterci di raggiungere la riva.

In questo momento è necessario lasciarci guidare dalle Istituzioni, dagli scienziati che stanno studiando il virus e possibili terapie e vaccini. E’ indispensabile tirar fuori le nostre risorse psicologiche affinchè usciamo da questo periodo rinforzati e più consapevoli.

La paura nasce dalla mancanza di fede ovvero dalla nostra incapacità di fidarci. La fede non è solamente una questione religiosa, ma una dimensione del nostro modo di vivere che può permetterci di affrontare le nostre paure navigando oltre le tempeste della nostra esistenza.

Andrà tutto bene, alla prossima settimana.

Teresa Fiora Fornaciari

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