NAVALNY INVITA AL VOTO INTELLIGENTE

“Non lasciate che proibendomi di scrivere post facciano amare a tutti Russia Unita”

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Scampato all’avvelenamento da Novichok, l’oppositore di Vladimir Putin, Alexei Navalny, prosegue con estrema convinzione la sua campagna minatoria alla corruzione dei poteri forti, anche da dietro alle sbarre delle carceri russe. Navalny infatti si trova in arresto sin dallo scorso gennaio, quando rimpatriato dalla Germania, venne intercettato dagli agenti di polizia al suo arrivo all’aeroporto di Vnukovo e processato nelle aule della stessa stazione di polizia. L’azione, fortemente criticata dai leader delle istituzioni europee, che hanno fatto presente al Cremlino la contrarietà della detenzione arbitraria di oppositori politici rispetto agli impegni internazionali adottati, è rivolta a imbavagliare una delle voci di opposizione più risonanti in Russia.

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In un post affidato a Instagram, l’attivista avrebbe fatto sapere al mondo, che in carcere gli incontri con il suo avvocato sono stati limitati: “Ora, quando mi viene a visitare un avvocato, lo fanno passare, ma subito dopo nella stanza dove parliamo attraverso il vetro giunge un addetto della colonia e ci informa che l’incontro con l’avvocato ’viola l’orario quotidiano’ e lo interrompe. Vengo riportato indietro nella mia baracca", dice Navalny. È illegale, ovviamente. Ma perché lo fanno? A causa vostra. Perché io qui tutti i giorni vi incito ad andare a votare il 19 settembre e ad usare il "voto intelligente" per battere Russia Unita. Più persone riesco a convincere e più possibilità abbiamo di far uscire dalla Duma un paio di disgustosi ladri di Putin. Così qualcuno al Cremlino ha deciso che alla vigilia delle elezioni mi sarei ispirato e avrei scritto qualcosa che avrebbe convinto molte persone. Non lasciate che pensino che semplicemente proibendomi di scrivere post faranno amare a tutti Russia Unita".

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Il voto intelligente a cui allude Navalny nel suo discorso, fa riferimento al meccanismo messo in atto dall’app della Fondazione anticorruzione, chiamata anche “app Navalny”, progettata per essere una risorsa informativa indipendente, che permette ai cittadini russi di disporre di un dossier il più possibile completo di quanto avviene in seno al Cremlino, per procedere ad un voto consapevole. L’applicazione naturalmente etichettata dall’autorità russa per le Telecomunicazioni (Roskomnadzor) come agente straniero e organizzazione estremista, è stata imputata di interferenza nel processo elettorale russo. La procura generale russa ha richiesto a Google e Apple di limitare l’accesso a tale piattaforma, pena, il pagamento di una multa di 4 milioni di rubli, ai sensi dell’art. 13.41 del codice russo dei reati amministrativi, in riferimento alla violazione della procedura per la restrizione dell’accesso alle risorse informative, coerente con la legislazione della Federazione Russa.

Federica Scippa

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