NASA, MISSIONE PER LA DIFESA DELLA TERRA

Lanciata in orbita la sonda Dart che avrà il compito di distruggere l’asteroide Dimorphos

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Per la prima volta nella storia, la Nasa mette in atto un’operazione senza precedenti nel tentativo di deviare un asteroide e cambiarne la direzione.

La missione, denominata Dart (Double Asteroid Redirection Test), consiste nel far schiantare contro l’asteroide una navicella spaziale lanciata in orbita a novembre dalla stazione situata in California, così da modificare la traiettoria dell’asteroide in caduta verso la Terra.

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Il veicolo spaziale, della grandezza di un’automobile, viaggia a una velocità di circa 6,6 chilometri al secondo, corrispondenti a circa 23 mila chilometri orari, indirizzato verso l’asteroide Dimorphos, che ha una superficie di circa 160 metri quadrati e che attualmete orbita intorno ad un altro suo simile denominato Didymos, impiegando circa 11 ore e 55 minuti.

Il test, avviato nella notte tra lunedì e martedì verso le ore 01:14 e trasmesso in diretta sul canale web della Nasa, serve a capire se l’uomo sia in grado di difendersi in caso di caduta sulla Terra di corpi spaziali.

Infatti attualmente l’asteroide non è un pericolo per il Pianeta in quanto orbita attorno al Sole, transitando a miliardi di chilometri dalla Terra.

cms_27650/2_1664249584.jpgNonostante possa sembrare fantascienza, si è già assistito ad eventi simili come la caduta di asteroidi sulla Terra.

Il 30 giugno 1908 nella taiga siberiana si è schiantato un asteroide di circa 50 metri, mentre 66 milioni di anni fa la Terra fu colpita dall’asteroide Chicxulub, che vantava un diametro di una decina di chilometri, responsabile dell’estinzione dei dinosauri.

Analizzando i dati tecnici di Dart, si scopre che la sonda spaziale ha un peso di circa 550 chili e il suo compito è quello di frantumare la superficie dell’asteroide Dimorphos sfruttando l’energia cinetica generata.

Il tutto sotto lo sguardo attento di LiciaCube, un nanosatellite sganciatosi dalla sonda pochi giorni fa, che documenta la missione inviando le immagini agli scienziati.

In seguito, la missione denominata Hera, in programma tra quattro anni, capeggiata dall’Agenzia spaziale europea, esaminerà la composizione dell’asteroide e i crateri risultanti dall’impatto per avere maggiori informazioni sull’asteroide.

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Scopo della missione è anche raccogliere informazioni sui materiali che compongono il corpo spaziale in modo tale da capire se si possa trarre qualche beneficio, anche economico dagli asteroidi.

Nell’eventualità di un fallimento, la sonda spaziale ha carburante sufficiente per un nuovo tentativo, che però potrà svolgersi solo tra due anni.

In caso di successo dell’operazione, invece, questo potrà essere considerato un passo avanti dell’uomo per la difesa della Terra dalle minacce spaziali di possibili popolazioni extraterrestri.

Antonio Conversano

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