NARCISISMO, MITO ANTICO E MALE MODERNO

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Narciso è un personaggio della mitologia greca, un giovane cacciatore, famoso per la sua bellezza. Figlio della ninfa Liriope e del dio fluviale Cefiso, rifiutò l’amore della ninfa ECO. Come punizione gli Dei lo condannarono ad innamorarsi della propria immagine riflessa nell’acqua e tuffandosi nell’acqua morì.

cms_21359/1.jpgLe Naiadi e le Driadi, quando andarono a prendere il suo corpo trovarono solo un fiore narciso.

Anche per i Padri della Chiesa, il narcisismo, che identificavano con la superbia, era considerato il peccato per antonomasia. S. Tommaso dice, infatti, che il superbo è innamorato della sua eccellenza. Si tratta di una forma di idolatria che, l’epoca ipermoderna in cui viviamo, ha particolarmente esaltato tanto che al posto del culto di Dio c’è quello dell’IO.

Non è questo il peccato principe del nostro tempo? L’Egocrazia, l’Iocrazia, come afferma Lacan.

cms_21359/2.jpgL’invidia collegata alla superbia vi si attacca come l’edera al muro. L’invidia è sempre tra simili, mai tra diversi, per esempio tra parenti, amici, colleghi.

Negli Usa negli ultimi anni le diagnosi di disturbo narcisistico della personalità sono aumentate in proporzione come quelli collegati all’obesità.

Sarà colpa dei social network che ci offrono nuove e facili opportunità di metterci in mostra? Su questo indagano studiosi, psicologi, si moltiplicano le ricerche.

Prima dell’avvento dei social, i narcisisti si mettevano in mostra come potevano, davanti a conoscenti e estranei nel mondo reale, magari nello "struscio" domenicale o festivo in provincia.

Ora mostrarsi ad un pubblico vasto è più facile e non si deve andare in televisione (ricordando le adolescenti che si mettevano in fila per partecipare a trasmissioni Rai) per farlo. Basta avere un computer e un bel po’ di “amici” (estranei per lo più) per condividere le proprie foto ogni minuto o ogni ora del giorno. Social e narcisismo. I social network hanno finalmente dato sfogo ai narcisisti che tra i tanti “mi piace” si trovano nel paese delle meraviglie.

cms_21359/3.jpgIl narcisista pubblica le foto (plurale visto che può condividere anche più di una foto al giorno) e aspetta fiducioso le notifiche relative agli apprezzamenti.

Deve ricevere un adeguato riscontro altrimenti può andare in paranoia. E’ inebriato dal suono delle notifiche è come musica per le sue orecchie.

Se queste persone non ricevono le “giuste” adulazioni, la loro autostima si abbassa clamorosamente. Hanno fame di apprezzamenti ogni giorno, al punto da obbligare, in certi casi, a mettere il “mi piace” sotto la loro foto.

Per questo motivo dovrebbe nascere una forma di tutela per il comune mortale al quale non gliene importa nulla di quelle foto contro lo “stalker del narcisista”.

cms_21359/4.jpgOltre a pubblicare foto, per richiamare l’attenzione, scrivono e, in rari casi, possono anche essere intelligenti le cose che scrivono. Naturalmente, anche in questo caso rimangono dietro al computer per controllare le notifiche e se devono spostarsi si collegano con lo smartphone. Questo narcisismo sta diventando patologico!

Per fortuna hanno creato più social che son divisi con compiti diversi. Visibilità divisa tra social Facebook è il più completo (dalla sua nascita si possono condividere foto, filmati, frasi brevi o temi, sproloqui vari e notizie interessanti). Twitter rimane fedele ai 140 caratteri (evidentemente son pensati per non far scrivere troppe cavolate) anche se ha migliorato molte cose come la condivisione di foto che è più facile.

E’ comunque scelto per scrivere in stile aforistico (nemmeno fossero tutti Charles Bukowski o Marcel Proust. Disse Umberto Eco che “I social media danno il diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività e venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel.

Instagram serve per condividere foto ed è la patria virtuale per eccellenza dei narcisisti! Su Instagram si possono vedere personaggi, che passano tutta la vita in palestra o che si occupano di moda, che hanno un book fotografico che nemmeno Naomi Campbell ha avuto in tutta la sua carriera di modella! Poi son diventati tutti istruttori di fitness!

Si mettono in mostra per le strade americane, in riva al mare, davanti allo specchio o in bagno (le due pose preferite dai narcisisti). E condividono anche brevi video dove elargiscono perle di saggezza sul cibo (non essendo nutrizionisti) , sulla moda (non essendo stilisti) e su molto altro.

Sfortunatamente i post di Twitter e di Instagram possono essere condivisi automaticamente su Facebook, in questo modo un comune mortale si ritrova queste persone in tre posti virtuali differenti! Un incubo! L’invasione dell’immagine senza sostanza. Si sa che il mondo, ormai, è basato sull’immagine quindi per questi narcisisti mettersi in mostra diventa un lavoro, anche notturno, visto che i più gravi continuano a condividere post no-stop o si alzano per verificare le notifiche!

cms_21359/5.jpgDice il professor Paolo Crepet, psicoterapeuta e psichiatra, che “Il narcisismo ha due livelli. Il primo, sano, è l’amore per se stessi, che è una componente fisiologica: un po’ di amor proprio fa bene. Al secondo livello, si sconfina nell’eccesso: il narciso patologico crede che il mondo giri intorno a lui, ha un bisogno abnorme di affermazione, apprezzamento, attenzioni, accudimento. I narcisi sono così attaccati a se stessi che perdono di vista l’altro, e il confronto con gli altri è invece essenziale e salutare. Parliamo invece di persone altere, che si sentono superiori agli altri, visti solo in funzione dell’ammirazione, dell’affetto, dell’amore, dell’accudimento che possono loro tributare, e di cui i narcisisti non sono mai sazi. …I narcisi sono sempre esistiti, ma finché non sono stati inventati i selfie, avevano poche occasioni di dare dimostrazione di sé”.

Narciso morì cadendo nello specchio d’acqua dove si rifletteva la sua immagine.Quindi, è meglio allontanarsi dai cellulari, dai tablet, dai computer per mettersi in mostra e respirare la vita al di fuori di uno schermo.

Luciano Chiolli

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