NAPOLI LA CITTA’ DAI MILLE COLORI

Di Carla Abenante (Insegnante e scrittrice)

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La città di Napoli è conosciuta prevalentemente per il nero che l’abbrutisce.

La città non è solo connotabile nel colore nero sia per il suo lato oscuro che si snoda nei cunicoli sotterranei, rifugi delle guerre sia per l’altro lato buio quello della delinquenza, ma è di “Mille culure” (mille colori) proprio come ha scritto il cantautore napoletano Pino Daniele nella sua canzone intitolata “Napule è mille culure”.

I mille colori stanno ad indicare le varie sfaccettature della città. Una città che accoglie, che nasconde tra i vicoli una “carta sporca” citazione canora di Pino Daniele, ma anche tanti tesori artistici da scoprire, piena di vita, di arte e di cultura.

Napoli ha dato i natali a personaggi famosi, storici, attori, scrittori, poeti, musicisti, cantautori.

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Camminando per la città ti puoi trovare in vicoli, strade strette, dove ci sono incastonate nei muri Statue di Madonne, Santi, o di uomini valorosi, vere opere d’arte tutte da scoprire, oppure ti puoi trovare davanti al palazzo Barbaia il primo impresario del Teatro San Carlo.

La cultura a Napoli è tanta, va scoperta passo dopo passo tra il profumo del mare, le navi da crociera che approdano nel porto, i vicoli, le piazze, gli odori, i sapori, le gallerie borboniche.

Ogni strada ha il suo profumo, i suoi colori, scoprire in quale di questi colori ci stiamo incamminando è un’avventura, lo si capisce dal tono di voce dei passanti, dall’abbigliamento, dai palazzi, dai balconi, dai monumenti.

La sfida è trovare proprio i colori brillanti che ne fanno una stella.

Napoli è un teatro a cielo aperto, se ti siedi un attimo in un qualsiasi angolo della città ti ritrovi ad assistere ad una pantomima degli abitanti, questo è il segreto di molti scrittori, comici, che proprio dall’osservarne i comportamenti, dall’ascoltarne i dialoghi, scrivono grandi storie, commedie, romanzi.

cms_19289/a.jpgIl cantautore, musicista, compositore Pino Daniele è uno dei grandi artisti nato a Napoli nel 1955, morto nel 2015, nel pieno del suo successo.

Non abitava più a Napoli.

Lui aveva un rapporto di amore e di odio con la sua città, nonostante che la sua cultura e formazione musicale fosse cresciuta lì; denunciava il lasciare correre dei napoletani “bene” senza lottare per far rinascere la città allontanando quel nero che la distrugge, lo starsene in disparte a guardare senza osare, purtroppo quell’angolino scuro esiste e non si può non denunciarne la presenza.

Il rapporto di amore odio per questa città è un rapporto che hanno tanti napoletani, quelli che tutte le mattine vanno a lavorare, che sono l’altra faccia della stessa medaglia, gli onesti, i cultori della giustizia, i propagatori della cultura.

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Napoli è una città dal cielo e dal mare blu, dai mille tetti grigi di pietra dura che gridano secoli di storia nei musei, nei teatri, nei maestosi palazzi, dai colori limpidi delle voci degli artisti, dai mille colori delle penne degli scrittori, ma c’è un ma, quel nero, non quello dei cunicoli, delle gallerie e dei sotterranei, che è narrato dalla cronaca quotidiana che offusca la luce delle altre facce della città che attraverseremo tra le righe delle pagine dei grandi artisti nelle varie forme di cultura.

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